In principio erano 28. Ora dopo tre turni di playoff, sono rimaste otto squadre a giocarsi i due posti che valgono la partecipazione alla Serie B 2019-20. Entra dunque nel vivo la post-season della Serie C, che con i sorteggi di ieri mattina si appresta ad entrare nella fase decisiva con le semifinali e le finali.

A contendersi gli ultimi due pass per la cadetteria saranno le tre seconde classificate in regular season (Piacenza per il girone A, Triestina per il girone B, Trapani per il girone C) e le cinque superstiti dei turni precedenti. Di queste, due arrivano dalla Toscana (Pisa e Arezzo), due dal girone B (Imolese e FeralpiSalò) ed una sola da sud (Catania).

Dall’urna di Firenze, sono uscite dunque le quattro semifinali e parallelamente il tabellone che porta all’atto finale, solo per quest’anno in versione doppia per portare la Serie B a 20 squadre dopo il caos-ripescaggi della scorsa stagione. Sorteggio che casualmente ha designato quattro sfide contraddistinte dalla vicinanza geografica delle sfidanti. Arezzo-Pisa, FeralpiSalò-Triestina, Catania-Trapani e Imolese-Piacenza, sono queste le quattro gare di semifinale. Le finali invece, vedranno opposte la vincente del derby toscano con la vincente di FeralpiSalò-Triestina e le vincenti dei due derby siciliano ed emiliano-romagnolo.

Mercoledì si comincia, con la gara d’andata sul campo delle “peggio piazzate”. Domenica 2 giugno, invece, le gare di ritorno con quattro tifoserie che oltre alla Repubblica Italiana festeggeranno anche la qualificazione. Andata e ritorno, dunque, senza supplementari e rigori e senza regola dei gol in trasferta. In caso di parità di reti al termine delle due gare, in finale ci andranno le quattro teste di serie (Piacenza, Triestina, Trapani e Pisa). In questo articolo andremo dunque a presentare i quattro confronti, evidenziando punti deboli e punti forti delle contendenti.

Arezzo – Pisa

Derby toscano aperto a qualsiasi tipo di pronostico quello che vedrà scontrarsi gli amaranto di Dal Canto e i nerazzurri di D’Angelo. In campionato, i precedenti hanno sorriso agli aretini, con pareggio per 0-0 all’ombra della Torre e vittoria per 1-0 tra le mura amiche al ritorno. Era il 23 gennaio, e in questi cinque mesi il Pisa non ha più perso. Se da un lato i tifosi pisani si presenteranno al derby forti di un girone di ritorno con una media punti da promozione diretta, dall’altro dovranno fare i conti con i fantasmi del passato legati all’ultima debacle. Considerando il fattore ambientale dato dalla bolgia dell’Arena Garibaldi nella gara di ritorno, probabilmente il destino di questa sfida passa dalla gara di andata ad Arezzo. Campo dove gli amaranto non hanno mai perso in stagione, tanto da essere l’unica squadra imbattuta in casa tra quelle che sperano ancora in un posto in Serie B. Il pregio principale di entrambe le compagini è la solidità, mentre a far pendere il pronostico leggeremente a favore del Pisa ci sono il fattore-classifica(in caso di parità passerebbero proprio i nerazzurri) e l’estro di giocatori come Moscarelli, Masucci e Minesso. La freccia principale all’arco di mister Dal Canto è invece nei gol di Brunori Sandri, attaccante italo-brasiliano che con i suoi gol – 16 – ha portato l’Arezzo al quarto posto in regular season. Fin qui, nei turni precedenti l’Arezzo si è sbarazzato di Novara e Viterbese, mentre la squadra che fu del cholo Simeone ha eliminato la Carrarese di Baldini staccando così il biglietto per la semifinale.

FeralpiSalò – Triestina

La vincente del derby tutto toscano in finale troverà la vincente di Triestina-FeralpiSalò, scontro che mette di fronte la seconda e la quarta forza del girone B nonché le due principali antagoniste del Pordenone che ha poi vinto il campionato. Le due partite di regular season hanno visto vincere entrambe le volte i rossoalabardati di Pavanel. A dicembre – in occasione dei festeggiamenti per il centenario – vittoria per 2-0 nonostante un tempo e mezzo giocato in inferiorità numerica per l’espulsione di Granoche. Con lo stesso risultato, i giuliani si sono imposti anche in riva al Garda nella gara di ritorno appena un mese fa. A dicembre segnarono Steffè e Petrella, mentre i giustizieri della Feralpi a domicilio furono Coletti e Mensah. Sfida che sembrerebbe chiaramente a favore dei triestini, e che invece nasconde molte insidie per la compagine che fu di Nereo Rocco. Primo pericolo il rischio di sottovalutare l’avversario dopo le due schiaccianti vittorie in regular season, e in secondo luogo gli alabardati devono fare i conti con una rosa di assoluto spessore. I gol dell’eterno Andrea Caracciolo, l’estro di Ferretti e Maiorino oltre all’esperienza di difensori come Giani, Canini e Legati. Proprio Legati è stato l’artefice del passaggio del turno contro il Catanzaro, con il gol nei minuti finali che ha gelato il Ceravolo mercoledì scorso. Dall’altro lato invece, Pavanel con il suo 4-4-2 offensivo può contare sulla coppia Costantino-Granoche che può essere l’incubo di qualsiasi difesa, su una batteria di esterni di primissimo livello (Mensah, Petrella, Bariti, Procaccio) e su un gruppo affiatato che fa del cuore una delle sue più grandi qualità.

Catania – Trapani

Un altro derby è quello tra etnei e trapanesi. Ormai una classica della terze serie negli ultimi anni, essendo state le due squadre siciliane anche le dirette concorrenti del Lecce nella passata stagione. In campionato, all’andata vinsero gli etnei per 3-1 con reti di Lodi (doppietta) e Marotta dopo che nel primo tempo Evacuo aveva sbagliato un penalty per il Trapani. Al ritorno, invece, al Provinciale di Trapani vittoria casalinga per 1-0 con rete di Tulli. La classifica finale ha visto il Trapani piazzarsi secondo dopo essere stato a lungo l’antagonista n°1 della Juve Stabia, mentre il Catania è giunto quarto dopo una stagione travagliata dominata dallo stress e segnata dalle numerose gare da recuperare a causa della querelle giudiziara riguardante i ripescaggi, nella quale erano coinvolti proprio i rossazzurri. Quarto posto che ha significato playoff fin dal secondo turno e il ritorno in panchina di Sottil dopo la parentesi – infruttuosa – di Walter Novellino ai piedi dell’Etna. Sfida aperta a qualsiasi esito. Il Trapani ha dalla sua la qualificazione in caso di parità e il ritorno in casa, il Catania può contare invece sul folto pubblico e su un ambiente in grado di spostare gli equilibri con il suo calore. Ci saranno poi alcune sfide nella sfida. Quella tra i tiratori scelti, con una sfida di punizioni tra il catanese Corapi e i rossoazzurri Sarno e Lodi . E quella tra i bomber, rappresentata dall’immarcescibile Felice Evacuo opposto ai catanesi Marotta e Di Piazza. Proprio i gol di quest’ultimo sono stati importanti nei turni precedenti per il Catania. L’attaccante, approdato in Sicilia a gennaio, è andato in gol nel poker alla Reggina ed ha poi realizzato il gol-qualificazione contro il Potenza nell’ultima gara.

Imolese – Piacenza

Quel che è sicuro delle finali, è che una delle due sarà una sfida “Sicilia contro Emilia-Romagna”. Uscirà infatti dal duello tra Piacenza e Imolese, il nome della squadra che sarà costretta a volare fino in Sicilia per affrontare la vincente di Catania-Trapani. Piacenza-Imolese è anche l’unico scontro inedito tra i quattro di queste semifinali. L’estremo occidente dell’Emilia contro l’estremo della Romagna, e umori a due estremi opposti. Il Piacenza arriva ai playoff dopo aver mancato la promozione diretta nelle battute finali dell’ultima giornata di stagione regolare, i rossoblù da neopromossi/ripescati sono diventati invece la sorpresa del girone B e dei playoff grazie ai dettami di mister Dionisi. E se il giovane allenatore degli imolesi è stato determinante nella cavalcata dei rossoblù, altrettanto vale per Franzini – guida tecnica dei biancorossi. Il filone degli estremi opposti continua anche per quanto riguarda il blasone e la tradizione calcistica delle ue realtà. Da una parte il Piacenza, che manca dalla cadetteria dal 2011 e che negli anni novanta era diventato la sorpresa della Serie A con una squadra composta interamente da italiani. Dall’altra l’Imolese, che sotto la presidenza Spagnoli (ex Cervia nel reality “Campioni-il sogno”) sta raggiungendo risultati fino a pochi anni fa impensabili nel calcio per una città – Imola – famosa soprattutto per i motori e in seconda battuta per la tradizione cestistica. Piacenza-Imolese sarà dunque un “Davide contro Golia” ma anche un confronto tra due squadre che fanno dell’organizzazione tattica il loro punto forte. Il 4-3-3 di Franzini contro il 4-3-1-2 di Dionisi. I gol di Ferrari contro quelli di Lanini. La fantasia delle ali piacentine contro l’estro dei tanti trequartisti imolesi. Il senso della tradizione contro il fascino della novità.

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