Dopo alcuni anni di purgatorio, una parte di Birmingham può finalmente festeggiare il ritorno nel massimo campionato inglese dove per storia, tradizione, l’Aston Villa merita di trovarsi. Dopo la retrocessione del 2016 è stato necessario un periodo di fisiologico assestamento, causato anche dalla quasi totale rivoluzione all’interno della rosa. E così dopo il dodicesimo posto della prima stagione di Championship, i Villans sono ripartiti, collezionando un quarto posto nell’annata successiva, terminata però con la grande delusione della finale persa 1-0 per mano del Fulham: l’obiettivo Premier League è dunque rimandato.

La stagione appena conclusa tuttavia non era iniziata proprio nel migliore dei modi. Già perché dopo nove partite di campionato l’Aston Villa aveva collezionato solamente una vittoria, ed era quasi più vicino alle parti basse della classifica che alle zone nobili. Troppo poco per una squadra che come obiettivo dichiarato la promozione. Dopo l’esonero del tecnico Steve Bruce, ecco che in panchina gli subentra Dean Smith, ex calciatore e super tifoso dei Villans. L’Aston cambia marcia e sembra davvero poter compiere qualcosa di straordinario e da marzo inanella la bellezza di dieci vittorie consecutive, che portano la squadra di Birmingham al quarto posto e quindi a giocarsi i play-off con West-Bromwich, il Leeds e il Derby County.

E dopo la semifinale col West-Brom vissuta davvero col cuore in gola e vinta ai rigori nella gara di ritorno, ecco che il destino entra in scena e gioca la sua parte. Il Derby County di Frank Lampard ribalta il risultato dell’andata e butta fuori il Leeds del loco Bielsa. Niente di eccezionale fin qui, ma seduto accanto a Smith in panchina c’è un uomo che per l’ex numero 8 del Chelsea non sarà mai una persona qualunque: il suo capitano e compagno di battaglie, sconfitte e vittorie John Terry, ritiratosi dal calcio giocato proprio dopo la finale persa dai suoi Villans l’anno prima. E come se non bastasse nelle fila della squadra delle East Midlands allenata da Frankie, sulla fascia sinistra c’è un terzino che il “blue” lo ha tatuato sulla pelle, Ashley Cole. 

Ed oggi a Wembley il campo ha deciso che la terza squadra promossa dopo Norwich e Sheffield, sia l’Aston Villa, che si è imposto per 2-1 grazie alle reti di El-ghazi (ex Ajax) e McGinn, nel finale il gol della bandiera realizzato da Waghorn per il Derby. “Se dovessimo riuscire nell’impresa, sarebbe il punto più alto della mia carriera” aveva dichiarato Smith prima del match, e non potrebbe essere altrimenti per un allenatore che dopo 14 anni di gavetta iniziata nell’Academy del Leyton Orient, ha ottenuto la promozione in Premier League dopo una straordinaria rimonta, con un unico rimpianto: il papà di Smith, Ron, da cui il figlio ha ereditato la passione per la sua squadra del cuore, faceva lo steward nella Trinity Road Stand al Villa Park, ed ora soffre di demenza, e “non sa nemmeno che sono l’allenatore dell’Aston Villa.” Siamo convinti che questa promozione, a maggior ragione, Dean Smith la dedicherà a suo padre, senza il quale non avrebbe mai potuto accettare questa sfida per difendere la propria squadra.

Welcome back, Villans.

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