Nel primo capitolo di questa rubrica abbiamo raccontato le storie della William Webb Ellis Cup, della Stanley Cup e della Claret Jug, mentre nel secondo ci siamo concentrati sull’America’s Cup, il FIFA World Cup Trophy e il Wanamaker Trophy. Oggi parleremo della Ryder Cup, del Pallone d’oro e del Paul Hunter Trophy.

Ryder Cup

La Ryder Cup è il terzo evento sportivo più seguito al mondo, dopo i giochi olimpici ed il mondiale di calcio, e dal 1927 appassiona gli amanti del golf e dello sport in generale. La competizione, ad oggi, propone tre giorni di matchplay tra il team statunistense ed il team europeo (struttura adottata dal 1979) dopo aver visto per mezzo secolo fronteggiarsi proprio gli Stati Uniti ai soli britannici, che si disputa ogni due anni in un club USA o in uno del Vecchio Continente a rotazione. Il trofeo prende il nome da Samuel Ryder, un ricchissimo mercante di spezie inglese e appassionato di golf, che nel 1924 donò l’ambita coppa alla federazione americana. I tre giorni di Ryder Cup sono suddivisi con una prima sessione composta da otto foursomes, ossia matchplay tra due coppie di giocatori che si alternano i colpi, la seconda sessione con otto fourball, incontri dove le coppie giocano “individualmente” prendendo come valido il risultato migliore dei membri dei team, e l’ultima frazione con dodici sfide individuali. Ogni match vinto porta al team un punto, mentre le sfide pareggiate danno mezzo punto. Il trofeo viene vinto dalla squadra che arriva a 14.5, o in caso di parità a quota 14 il titolo resta nelle mani dei campioni in carica. Nelle ultime 5 edizioni c’è stata una netta superiorità europea con quattro vittorie, la più recente nel 2018 vinta a Parigi con un secco 17.5 a 10.5 e con una prestazione clamorosa di Francesco Molinari, vero mattatore del torneo, sotto la guida di capitan Thomas Bjørn.

Ballon d’Or

Il Pallone d’oro venne istituito nel 1956 dalla rivista France Football con lo scopo di premiare il miglior calciatore della stagione. Nel corso degli anni questo premio ha subito molte critiche prima di tutto per il regolamento che impediva di premiare giocatori non europei, escludendo quindi fuoriclasse del calibro di Maradona e molti altri. Nella prima decade passarono alla storia i titoli conquistati da Luis Suàrez nel 1960, anno prima del suo trasferimento all’Inter che con lui ed Helenio Herrera in panchina sarebbe diventata “Magica”, e di Lev Jasin che nel 1963 ottenne venti voti in più di Gianni Rivera divenendo l’unico portiere nella storia a vincere il Pallone d’oro. Il primo vero dominio arrivò nel triennio 1983-1985 quando il fuoriclasse juventino Michel Platini vinse per tre volte consecutive, impresa replicata solo da Leo Messi con addirittura quattro trionfi in fila tra il 2009 ed il 2012 e primo vincitore del FIFA Ballon d’Or, premio che dal 2010 al 2015 univa il Pallone d’oro ed il FIFA World Player of the year. Nell’albo d’oro in testa troviamo Cristiano Ronaldo e Leo Messi a quota cinque, seguiti da un terzetto composto da Platini, Cruijff e Van Basten con tre successi.

Paul Hunter Trophy

Il Paul Hunter Trophy è il premio che si assegna al vincitore del Masters di snooker, torneo della Triple Crown, non valido per il ranking ufficiale, che propone un tabellone molto ristretto con solo i primi 16 giocatori al mondo. Il trofeo prende il nome da una delle più grandi star di questa disciplina, vincitore per l’appunto di tre Masters (2001, 2002 e 2004): Paul Hunter. Il biondo di Leeds morì all’età di 27 anni per un tumore neuroendocrino lasciando un grandissimo vuoto in tutto il mondo del biliardo, considerata il suo incredibile appeal nel pubblico e nei media per molti addirittura maggiore di quello di Ronnie O’Sullivan, sua vittima nel 2004. Per il suo stile da “belloccio” e per il suo grande fascino Hunter era soprannominato “Beckham of the baize” e nel 2016 la World Snooker ha deciso di intitolargli il trofeo che più di ogni altro lo simboleggiava.

 

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