Chi l’avrebbe mai detto che Anthony Joshua, pugile inglese detentore fino a sabato delle cinture IBF, WBO, WBA e IBO, si sarebbe trovato spoglio di tutto il suo prestigio e soprattutto di tutta la sua collezione pregiata di titoli dopo l’incontro disputato contro un innocuo (nella carta) Andy Ruiz?

Probabilmente nemmeno il più “matto” nella terra, ma, purtroppo e per fortuna, la boxe è anche questo: imprevedibilità mischiata a trepidazione ed eccitazione, un mix perfetto capace di farci rimanere col fiato sospeso per tutto il perdurarsi di qualsiasi incontro.

Per l’appunto, il match di sabato notte nella mitica cornice del Madison Square Garden di New York non ha fatto altro che confermare queste caratteristiche dell’Arte Nobile che, ancora una volta, ha dimostrato al mondo intero come la fama, i soldi e la presuntuosità non rappresentino che un limite per qualsivoglia atleta.

Questo limite è toccato sabato ad Anthony Joshua, aka AJ The Landlord The Rent Collector (letteralmente AJ Il padrone di casa & Il collezionista), che contro ogni pronostico ha subito la prima sconfitta della sua carriera da pugile professionista, inflitta per KO al settimo round per decisione arbitrale. Arbitro che alla terza caduta nel ring di Joshua (dopo le due già successe precedentemente durante il terzo round, il peggiore di sempre di AJ), non ha fatto altro che constatare la supremazia del sottovalutato e poco conosciuto Andy Ruiz che, a sorpresa, si ritrova ora a detenere tutte le 4 cinture in un colpo solo.

Andy Ruiz conferma la benedizione degli U.S.A per i lottatori messicani che, dopo Canelo lo scorso maggio, vedono nuovamente una vittoria prestigiosa contro rivali più che temibili. Ruiz dunque, nuovo simbolo della Garra Charrua Latina che entra sempre più di diritto nella boxe e che conferma come la voglia di lottare, il sudore, la fatica e i sacrifici (per gran parte del tempo dietro le quinte e fuori dai riflettori) alla fine giovino e non poco.

Boxe perciò che ora ancora di più vede un predominio del continente americano rispetto agli europei di cui Joshua era uno degli ultimi pilastri rimasti. AJ che con rammarico ma con anche tanta, tantissima umiltà nel post-match ha ammesso i suoi limiti, ha congratulato il suo avversario (“sono stato battuto da un bravo pugile, sarà interessante vedere fino a che punto arriverà“) ed ha postato una foto nei social con annessa didascalia “This is Andy’s Night, congratulations Champ!”.

Un Joshua dunque senza rancore ma anzi con tanta voglia di ricominciare e di riprendersi ciò che era suo il prima possibile, evidenziando come anche i migliori campioni hanno bisogno di assaggiare la sconfitta per tornare poi più forti di prima.

Dalla sua parte ci sono star e celebrità come The Rock, pugili e campioni come il giovane francese Souleymane Cissokho ed a sorpresa pure il campione iridato dei pesi massimi e connazionale Tyson Fury. The Gispy King Fury per l’appunto, dopo aver dato tempo fa a Joshua del pollo (“Chicken”) rimarcando la sua codardia nell’evitare i match contro lui e Wilder, questa volta con grande eleganza ha voluto rincuorare il suo avversario twittando le seguenti parole : “Abbiamo avuto i nostri difficili scambi con Anthony Joshua ma c’è da dire che AJ è stato in grado di cambiare il suo destino nella sua vita. Nella boxe dei pesi massimi queste cose accadono, dunque riposati, riprenditi , rimettiti in sesto e ritorna.”

Tuttavia, nonostante tutto, l’incontro di sabato sera rimarrà nella storia, simboleggiando un vero e proprio colpo di scena, un fulmine a ciel sereno che ha colpito l’arena di New York e che è riuscito ad echeggiare fino in Alabama, precisamente a Tuscaloosa, città natale di Deontay Wilder, detentore dell’altra cintura che mancava, almeno fino a sabato, all’incredulo AJ.

Wilder che ora di diritto diviene il favorito numero uno a riunificare tutte le cinture e che, con ironia (o forse no?) e con le giuste parole stuzzicanti, si riferisce a Joshua sui social così : “he wasn’t a true champion. His whole career was consisted of lies, contradictions and gifts. Facts and now we know who was running from who!” (“non era un vero campione. Tutta la sua carriera è stata fatta di bugie, contraddizioni e doni. I Fatti hanno dimostrato ora da chi stava scappando!”).

Wilder dunque, come sempre agguerrito e senza peli sulla lingua, non le manda a dire e propone a Andy Ruiz di scegliere bene l’avversario da affrontare nel prossimo incontro in cui saranno nuovamente in palio tutte le cinture. Wilder non ha dubbi, Ruiz sceglierà lui, evitando il rematch con Joshua che per the Bronze Bomber (soprannome di Wilder) sabato notte si è messo a nudo (sia di cinture che di personalità e capacità), non rappresentando altro che una sorta di raccomandato, fifone e pugile pompato e sovrastimato dai media.

Joshua ad ogni modo risponde alle provocazioni, con il sua solito modo e stile pacato, che probabilmente Wilder percepisce come semplice e pura arroganza. A IFL TV AJ dice chiaramente: “I do it for the love, I love this game bro. My eyes are still focused and my mind is still focused on achieving great things in the sport” (“Lo faccio per amore, adoro questo gioco, fratello. I miei occhi sono ancora concentrati e la mia mente è ancora focalizzata sul raggiungimento di grandi cose in questo sport“), mentre ai microfoni di Behind The Gloves rimarca con le seguenti parole il fatto di non sentire la pressione e le critiche “It’s just my family, my team, that’s who I listen to. I don’t really worry about that.” (“sono solo la mia famiglia e la mia squadra le persone che ascolto. Non mi preoccupo proprio di questo.”)

Solo il tempo ci dirà se Joshua si riprenderà veramente e supererà questa batosta e sempre e solo il tempo ci dirà chi avrà ragione, chi sarà il più forte e quindi chi meriterà più di tutti di riunificare tutti i titoli dei pesi massimi (se mai succederà) . Ad ogni modo ora non ci resta altro che aspettare e complimentarci, come fanno tutti (da Joshua a Wilder), giustamente con Ruiz, the New Heavyweight Champion, vedremo ancora per quanto…

 

 

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