Dopo l’andata di Pisa-Triestina (2-2, mercoledì sera all’Arena Garibaldi) e in attesa del ritorno di domani in uno Stadio Rocco che viaggia verso il soldout (diretta Raisport, ore 18.30) stasera andrà invece in scena il primo atto dell’altra finale-promozione dei playoff di Serie C, che vede affrontarsi Piacenza e Trapani. Una sfida, quella tra biancorossi e granata, all’insegna dei poli opposti. Clima, vocazione storica e politica delle due città, situazione societaria. Tutto sembra mettere agli antipodi le due compagini, come andremo a vedere in questa nostra presentazione della seconda sfida che vale un biglietto per la Serie B.

Le città

I poli opposti, dicevamo. A partire dalla tendenza politica storica delle due città. Piacenza – nel lontano 1848 – fu la prima città italiana a chiedere l’annessione al Regno d’Italia mediante il plebiscito, gesto che le valse il titolo e il soprannome di Primogenita d’Italia. Trapani, al contrario, quel regno lo rinnegò un secolo più tardi, tanto da essere l’unica città siciliana dove vinse la Repubblica al referendum del 2 giugno 1946. A dividerle c’è poi il clima, con Piacenza che è capostipite di quelle “piccole città nascoste dalla nebbia” cantate da Cesare Cremonini e Trapani che invece si specchia sul mare cristallino del Canale di Sicilia e sulle bellezze naturali dell’arcipelago delle Isole Egadi. Clima diverso e, di conseguenza ,diversa vocazione economica. L’una – Trapani – a vivere di pesca e turismo. L’altra – Piacenza – diventata polo logistico grazie alla sua posizione geografica stretegica tra Milano, Torino, Genova e Bologna. Nella sostanza, Trapani è meta di molti turisti che vogliono godersi un mare tra i più belli d’Italia mentre Piacenza è punto di transito per la gran parte dei vostri acquisti nel magico mondo dell’E-Commerce.

Le squadre

La logica dei poli opposti non risparmia nemmeno il percorso storico delle due squadre, soprattutto per quanto riguarda il recente passato. Due soli precedenti in campo tra emiliani e siciliani nella stagione 2011-2012, in quella che allora si chiamava Lega Pro Prima Divisione. Una stagione-spartiacque che terminò con due epiloghi opposti per le due realtà. Il Piacenza, dopo vent’anni passati tra Serie B e Serie A, retrocedette e fallì ripartendo dall’Eccellenza. Il Trapani, contro ogni pronostico e da neopromossa, si classificò seconda sfiorando la promozione in Serie B che arrivò poi l’anno seguente. Da quel giorno a oggi, il Piacenza ha scalato i gradini del calcio italiano ritornando alle soglie della B mentre il Trapani si è consolidato come la terza realtà calcistica della Sicilia dietro a Catania e Palermo con addirittura una storica promozione in Serie A svanita solo in finale playoff sotto i colpi di Lapadula e del Pescara di Oddo nel 2016. A questi playoff entrambe sono arrivate dopo il secondo posto in regular season nei rispettivi gironi, con la finale raggiunta dopo aver eliminato Imolese (il Piacenza) e Catania (il Trapani), anche se gli umori in seno alle dirigenze si collocano a latitudini opposte nel pieno rispetto del refrain che segna la letteratura di questa sfida. Il Piacenza, sotto la guida del patron piacentino doc Marco Gatti (imprenditore nel campo siderurgico), è ripartito dall’Eccellenza ed ora punta alla B sotto la guida di mister Arnaldo Franzini. Il Trapani, dopo aver già rischiato di non iscriversi al campionato la scorsa estate, vive una situazione societaria poco limpida ed è notizia di pochi giorni fa la messa in mora da parte dei propri tesserati per il mancato pagamento degli ultimi stipendi. Ora parlerà il campo, quel campo che finora ha negato alle due compagini la promozione diretta solamente per il ruolino di marcia inarrestabile di Virtus Entella e Juve Stabia.

La sfida in campo

Che sfida ci attende dunque in campo, tra stasera ed il prossimo sabato? Nel Piacenza pesa l’assenza per squalifica di Bertoncini, centrale difensivo col vizio del gol al centro delle mire di molti club cadetti. Al suo posto da centrale nel 4-3-3 di Franzini– davanti al portiere Fumagalli – potrebbe venire spostato il centrocampista Della Latta ad affiancare il solito Pergreffi. Ai loro lati i soliti terzini Corsinelli (a destra) e Barlocco (a sinistra). Posto che l’attacco dovrebbe vedere confermati il centravanti italo-argentino Ferrari con le due ali Terrani e Di Molfetta pronte ad assisterlo e Sestu pronto a subentrare, il rebus riguarda la linea mediana. Con lo spostamento nella retroguardia di Della Latta, il trio di centrocampo più probabile risulta essere quello composto da Nicco, Marotta e Corradi.

E sarà proprio la zona nevralgica il territorio dove si deciderà la partita a scacchi tra Franzini e Vincenzo Italiano, mister dei granata. Il Trapani vede i propri fiori all’occhiello proprio nel reparto di centrocampo. Su tutti il francese Taugordeau, grande ex della partita con un debole per la balistica. Ma anche Corapi e Costa Ferreira, suoi compagni di reparto e giocatori di assoluto valore per la categoria. Tuttavia, in virtù delle assenze per squalifica di Ramos e Toscano, proprio Taugordeau potrebbe essere arretrato in difesa al fianco di Scognamillo liberando uno slot di centrocampo per Girasole. Davanti al portiere Dini, invece, i terzini dovrebbero essere Scrugli a destra e Franco sul lato mancino. La prima linea, infine, vedrà molto probabilmente impiegati l’uomo-playoff Tulli, Nzola e Ferretti, con l’eterno Felice Evacuo possibile subentrante

Riuscirà il Piacenza a raggiungere la promozione sfumata nei minuti finali della regular season? Riuscirà il Trapani a dimenticare per 180 minuti i problemi societari e tornare in Serie B dopo due anni? Stasera al Garilli le prime risposte, sabato prossimo in Sicilia il verdetto definitivo.

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