Il Roland Garros 2019 è stata la storia di una lunga passione. L’unica certezza è che l’atto finale rispecchierà quelli che sono gli attuali valori in campo, senza se e senza ma. Perché NadalThiem è quanto di meglio si possa chiedere in questo momento sulla terra, non è un caso che per il secondo anno consecutivo siano loro due a giocarsi il trofeo. Domani, ore 15, non sarà una finale come le altre, poiché sarà la prima nel nuovo centrale, costruito apposta per sostenere un tetto ancora solo nella testa degli ingegneri.

Eppure quel tetto servirebbe davvero. L’edizione di quest’anno lo ha dimostrato a ripetizione, con il risultato di avere due finalisti con ore di riposo completamente diverse che nel tennis odierno fanno tutta la differenza del mondo. Nadal ha giocato l’ultima volta venerdì nel primo pomeriggio mentre Thiem ha completato le sue fatiche solo qualche ora fa. Questo, sarà uno di quegli aspetti che farà pendere la bilancia verso lo spagnolo che già a prescindere partiva con i favori del pronostico.

La più suggestiva delle semifinali possibili, ha regalato l’intramontabile fascino dell’ennesima sfida fra Roger Federer e Rafael Nadal. Il maiorchino si è imposto per 3-0, 6-3/ 6-4/ 6-2. Un risultato netto che ha riproposto la superiorità di Nadal sulla terra ma che non rende merito del tutto al grande torneo giocato dallo svizzero al ritorno a Parigi dopo anni di digiuno. Nadal, ieri, è stato nettamente più bravo a gestire le difficili condizioni meteo con il vento a incidere sulle palline, un po’ come era avvenuto nella sfida con Fognini a Montecarlo.

Thiem dal canto suo ha battuto il numero uno del mondo, Novak Djokovic, in una delle partite più belle di questa edizione. Cinque set combattuti come non ci fosse un domani fra interruzioni per pioggia e vento che non ha mai dato tregua veramente. Una vera e propria impresa che però sarebbe folle definire anacronistica. Il numero quattro del mondo ormai da qualche anno si è affermato come uno dei terraioli più cristallini e in grado di vincere in qualsiasi torneo su questa superficie. Per lui è l’ennesima conferma dopo la finale del 2018 e la semifinale del 2019.

L’unica certezza in vista di domani è che nessuno dei due lascia nulla al caso. Loro i più forti a livello mentale nelle ultime uscite. Il fisico, poi, come abbiamo già accennato farà la differenza, i due finalisti sono cultori assoluti di questo aspetto, ma le ore di riposo e l’attitudine a queste partite di Rafa, regala questo aspetto allo spagnolo, alla caccia dell’ennesimo successo sul rosso parigino, sarebbe il dodicesimo. Thiem dovrà essere bravo a fare il suo gioco senza mai abbassare il livello e cercando di stare quanto più possibile vicino alla linea di fondo-campo. Occhio poi al rovescio incrociato del numero due del mondo che in questi giorni è stato oggetto di numeroso top5 come colpo più bello della giornata.

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