Giovedì 13 giugno, nel mitico club di Pebble Beach in California, comincerà il terzo major della stagione, con un field ricco di grandi nomi e Brooks Koepka alla caccia del terzo successo di fila allo U.S. Open, impresa che non si verifica dalla tripletta dello scozzese Willie Anderson tra il 1903 ed il 1905.

A fare da cornice al torneo organizzato dalla United States Golf Association ci sarà il panorama mozzafiato del Pebble Beach Golf Links, una vera icona nel panorama statunitense, che nella sua secolare storia ha ospitato già cinque major e dal 1947 l’AT&T P.B. Pro-Am. Tra i campioni di tornei dello slam vincenti in California troviamo tre leggende del golf, da Tom Watson fino ai due simboli per eccellenza di questo sport:Tiger Woods e Jack Nicklaus, quest’ultimo recordman del torneo a quota 4. L’ultima edizione dello U.S. Open giocata su questo percorso è stata vinta dal nordirlandese Graeme “G-Mac” McDowell nel 2010 quando con uno score finale di E (pari con il par) la spuntò su Havret ed Els.

Il percorso del 2019 è tagliato su misura per i giocatori statunitensi dotati di una lunga gittata e precisione sui green, difatti i favoriti della vigilia sono Koepka, Johnson e Woods, con il primo dei tre leggermente avanti per la sua attitudine nei tornei del Grande Slam e per l’ottimo momento di forma che gli è valso anche il titolo al PGA Championship poche settimane fa. Gli organizzatori hanno fissato il par a 71 e una distanza complessiva di circa 6500 metri, dati che dovrebbero tenere i primi classificati (salvo condizioni climatiche sfavorevoli) attorno al -8/-5 dopo le 72 buche, mentre il taglio sarà circa sul +3. Le buche più insidiose saranno: la 2 (par 4 da 470 metri), la 9 (par 4 da 480m) e la 18 con un par 5 che soprattutto nell’ultimo giro può essere determinante.

Dei top 10 del ranking, viste le caratteristiche di Pebble Beach, ipotizziamo un piazzamento più arretrato per Patrick Cantlay e Xander Schauffele, mentre vanno tenuti in considerazione Tony Finau, attuale n.14 del mondo, e Jordan Spieth, sceso al n.29 ma reduce da ottime prestazioni nelle ultime apparizioni. Per ragioni storiche e tecniche non si può lasciare fuori dalla lizza dei papabili vincitori Rory McIlroy, l’uomo che proprio in questo torneo si consacrò nel 2011 all’età di 22 anni.

Sul tee di partenza troveremo ben dodici U.S. Open Champions, dei quali solo tre plurivincitori: Brooks Koepka (2), Ernie Els (2) e Tiger Woods (3). Per quanto riguarda il nostro Francesco Molinari tutto il pubblico italiano spera in un buon piazzamento nei primi dieci, risultato assolutamente alla portata del numero 7 del ranking PGA che dovrà tenersi su standard elevati per poi andare a difendere nella migliore condizione possibile l’Open Championship 2019 che comincerà il 19 luglio al Royal Portrush nell’Irlanda del Nord.

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