Tra qualche giorno si comincia. Inaugurerà l’Europeo U21, questa domenica 16 giugno, la gara in programma alle 18:30 che vedrà contrapposta la Nazionale polacca al Belgio. Nazionali, queste, presenti nel gruppo A nel quale c’è anche l’Italia che dovrà sfidare la Spagna il medesimo giorno alle 21. Tre i gironi che vanno a costituire il torneo, il cui programma d’esordio sarà completato lunedì 24 giugno, data in cui sarà disputata l’ultima giornata dell’ultimo gruppo (C, ndr) prima di accedere alla fase finale (semifinali in programma il 27, finale il 30 giugno).

Gli azzurrini, padroni di casa, non vorranno di certo sfigurare. Pertanto, il commissario tecnico Di Biagio ha voluto costruire una Nazionale altamente competitiva e di uno spessore qualitativo certamente assai rilevante. Tra i 23 convocati, c’è una dose straordinaria di talento che, applicata all’esperienza accumulata in quest’annata, di gran lunga positiva per molti elementi, potrà di sicuro risultare una componente fondamentale per tentare quanto meno di fare un percorso importante.

Portieri

Emil Audero, Axel Meret, Lorenzo Montipò. Il primo, titolare indiscusso della Sampdoria che lo ha riscattato dalla Juventus nel mese di gennaio scorso, ha vissuto una stagione calcistica di “consacrazione” nonostante il debutto nel campionato di massima serie. Undici le gare in cui la porta è rimasta inviolata. Roccati, ex-portiere, che ha avuto modo di allenare Audero quand’era solo un ragazzino lo ha definito un calciatore “intelligente, talentuoso e con grande personalità”. Ad aver elargito tanti elogi nei confronti di un altro estremo difensore è stato il preparatore dei portieri delle giovanili della Nazionale Italiana, Fabrizio Ferron: “tecnicamente completo, velocissimo e molto agile ad andare a terra”.  Il ‘numero 1’ in questione è Axel Meret che si è conteso, nella prima parte di stagione, il posto di titolarità con Ospina. Salvo poi prevalere in diversi momenti del campionato. Completa il pacchetto Montipò del Benevento, classe 1996. Ventisei le partite giocate in Serie B, otto le gare nelle quali è rimasto imbattuto. Come terza scelta non si poteva trovare di meglio. Affidabilità garantita.

Difensori

Tanti giocatori delle cosiddette ‘medio-piccole’. Anzi, tutti. Adjapong del Sassuolo. Soltanto cinque i match disputati per il classe 98’ che nel lungo periodo potrà farsi comunque apprezzare. Giuseppe Pezzella del Genoa, classe 97’ che ha collezionato nove presenze. Calabresi del Bologna che ha vissuto in maniera altalenante la propria stagione: punto fermo dei felsinei dalla fine di settembre fino alla fine di gennaio, ‘si perde’ nella seconda parte del campionato. Filippo Romagna del Cagliari. Diciotto volte ha visto il manto verde quest’anno. La costanza l’acquisterà col tempo. Ma, accanto ai suddetti gregari, ci sono anche loro. I ‘pezzi’ più prestigiosi della scacchiera, senza nulla togliere ai sopra esplicitati. Calciatori che si sono comportati in maniera eccelsa. Grazie ad una maturità ormai raggiunta. Alessandro Bastoni e Federico Dimarco del Parma. Il pilastro e la freccia. A Parma si sono guadagnati la fiducia di un intero ambiente. Dopo essersi accomodato spesso in panchina nei primi mesi (settembre e ottobre), Bastoni ha cominciato man mano a diventare un punto cardine imprescindibile del reparto arretrato. Il secondo, al contrario, ha dovuto convivere con un infortunio che lo ha consentito di giocare solo tredici volte. Eppure, questo laterale sinistro lanciato da Mancini ai tempi dell’Inter ha davvero un bagaglio tecnico-tattico ancora tutto da esprimere. Mancini dell’Atalanta è l’autentico gioiello della retroguardia azzurra. I suoi imperiosi stacchi di testa saranno un’arma da sfruttare al meglio. E, infine, Bonifazi della Spal. Anche lui per gli estensi è stata una pedina considerevole: ventisette match, due gol, un assist. Saprà ripetersi anche in Nazionale? E con lui anche i restanti sette?

Centrocampisti

Leccatevi i baffi. Anzi. Aspettate che si parta prima di farlo. Per il momento, limitatevi a leggere quanto di bello e buono la Nazionale azzurra è ora disposta ad offrire nel reparto nevralgico del campo. Niccolò Barella, Manuel Locatelli, Rolando Mandragora, Alessandro Murgia, Lorenzo Pellegrini, Sandro Tonali, Nicolò Zaniolo. Difficile dire chi tra questi può essere annoverato quale ‘il migliore’, ‘il più forte’. Sembra quasi una catena, a dir la verità. Ciascuno è un anello prestigioso che assieme agli altri riesce a disegnare il fascino di quella parte di campo ritenuta fondamentale per vincere le partite. La versatilità di Barella, la conclusione secca di Mandragora, la sapiente cabina di regia che potrebbe essere affidata a Tonali, la propensione all’attacco di Pellegrini, l’essere predestinato di Zaniolo. Come si può dire: ‘questo è più bravo rispetto all’altro?’ Avrà un compito arduo Di Biagio. Sceglierne tre/quattro. Non dev’essere molto bello indossare i suoi panni in quest’avventura…

Attaccanti

Tenetevi forte. C’è poco da scimmiottare. Abbiamo un arsenale impressionante. Federico Chiesa e le sue accelerazioni che potrebbero rivelarsi fatali, devastanti e decisive. Cutrone e il suo perenne attacco verso la profondità. Nonostante per Patrick non sia stata una stagione felicissima (molto dura essere l’ombra di Higuain prima e di Piatek poi), la tenacia e la tenacia del centravanti rossonero, ancora giovanissimo, rimangono doti indiscutibili. Kean e la sua fame per il gol. Pinamonti e la sua essenza di trascinatore assoluto di un intero gruppo (basti vedere cosa ha combinato ieri con l’Under 20…). Orsolini e la sua caparbietà di voler dimostrare di non essere secondo a nessuno. Il suo finale di stagione è semplicemente da incorniciare. Rileggendo i nomi dei 23 c’è da pensare una sola cosa, per ora: che siamo (come tifosi ‘italiani’) fortunati. Se saremo anche bravi, è una considerazione che speriamo di farla. Ma non adesso. Non è il momento. Chissà, forse più in là…?

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