Quarant’anni fa i social erano un’utopia, si infuocava per un’ultima volta la guerra fredda e i Pink Floyd pubblicavano “The Wall”. Ma nel tennis nulla avviene per caso, tutto torna e le memorie storiche sono all’ordine del giorno. Corrado Barazzutti nel 1979 era stato l’ultimo italiano ad abitare nella top10 del tennis mondiale, il secondo dopo Panatta nell’era Open. Ci era entrato un anno prima spingendosi fino alla settima posizione. Ieri, 40 anni dopo, Fabio Fognini ha superato di nuovo quella linea che vuol dire Olimpo dei più grandi. Lui che, tra gli altri, in questo momento è guidato proprio dal Corrado Barazzutti di qui sopra, un secondo babbo in grado di limitarlo nelle sue pazzie.

Il raggiungimento degli Ottavi al Roland Garros è bastato al campione di Arma di Taggia per prendersi quel risultato che era nell’aria ma che rimane sempre e comunque storico. E’ assurdo che un movimento sempre vivo come quello italiano fosse lontano dai massimi riflettori da così tanto tempo, ma ora è fondamentale concentrarsi su quella che è una splendida quotidianità. Attorno a Fabio, infatti, c’è un intero movimento che ogni giorno cresce a braccetto con i suoi giovani. Per loro ci sarà tempo perché adesso è il momento di Fognini.

Lui, che è il giocatore più vecchio di sempre ad entrare nella top10, finalmente entra dove merita di stare dopo le infinite storie che lo hanno sempre limitato. Infatti, a livello di talento nessuno lo aveva mai messo in discussione, ma è sempre mancato quel salto mentale che possa permettere ad un giocatore di tennis di stare a certi livelli. Non è un caso che su Youtube girino video suoi video di sceneggiate con arbitri, avversari e contro sé stesso. La svolta è arrivata con il matrimonio con la campionessa Flavia Pennetta, ma soprattutto con la nascita del figlio Federico. Quello che cambia dal “vecchio” Fognini è proprio la maturità sia tennistica che mentale, in cui Corrado Barazzutti ha messo una bella impronta.

L’escalation di successi delle ultime settimane lo hanno portato dove merita di stare un talento puro. Difficile pensare quale possa essere la sua vera dimensione da qui alla fine dell’anno. Tanto dipenderà dalle sue condizioni fisiche; le vittorie hanno portato tante fatiche aggiuntive non sempre ben assortite. Vari i problemi che lo hanno privato di qualcosa, forse anche del quarto di finale a Parigi. Se questi verranno limitati, ad ogni torneo e in quasi tutte le superfici, escludiamo il cemento indoor, il ligure partirà con credenziali alla vittoria. Una cosa è certa, il 32enne, qualunque sia il suo futuro, scenderà sempre il campo per divertire tutti gli italiani che da anni aspettavano un momento del genere. Ora che il rosso è alle spalle Fognini sta scaldando i motori in vista di Wimbledon, quando arriverà con l’unico obiettivo di centrare gli ottavi, sempre elusi per un motivo o per un altro.

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