Cristiana Girelli, bomber di giornata, ai microfoni Rai a fine gara ha così parlato: “Noi ci siamo, ci siamo sempre state, ma in Italia la donna deve sempre guadagnarsi il rispetto. Un po’ ci fa sorridere e un po’ ci dà forza“.

La numero 10 azzurra, autrice di una storica tripletta che l’ha fatta salire sul gradino su cui sedeva in solitaria Carolina Morace, ha avuto la freddezza di depositare la palla in rete anche con le parole. L’entusiasmo con cui si sta vivendo questo mondiale è sicuramente anche figlio degli anni bui della nazionale maschile, dell’astinenza da mondiale derivata dalla disfatta di Ventura, e questo serve a farci capire che il cuore azzurro è uno solo e non è né uomo e né donna. 

Cinque i gol rifilati dalla formazione della Bertolini alle ragazze giamaicane: un rigore rocambolesco – fatto ripetere per applicazione della regola che prevede che il portiere mantenga almeno un piede sulla linea di porta al momento della partenza del tiro dal dischetto – un gol da rapace di aria di rigore propriziato dal tacco di Bonansea e una carambola nata da un cross partito dalla tre quarti le reti di Girelli; un capolavoro balistico da fuori aria e un furbo gol su invenzione della solita Giugliano quelli di Aurora Galli. A farla da padrone insomma è il fattore G anche perché Manuela Giugliano, faro del centrocampo, eguaglia un mostro sacro come Alex Morgan fornendo tre assist alle compagne nello stesso match.

     

La traversa questa volta, non il guardalinee, nega la gioia del gol a Daniela Sabatino, protagonista di un’autentica storia di entusiasmo. 

A Castelguidone, provincia di Chieti, il 15 giugno è il giorno dedicato a San Vito che ieri però si è visto scavalcare dall’attaccante azzurra, titolare al posto di Ilaria Mauro. Il parroco del comune abruzzese ha rinviato la storica processione per permettere a tutto il borgo di unirsi intorno alla loro compaesana mondiale. 

Ma tu sei Molisana o Abruzzese?” chiede il giornalista nel post partita alla Sabatino. “Sono abruzzese, ci tengo a dirlo”; la nascita ad Agnone è solo una questione sanitaria.

La classifica al termine della seconda giornata del gruppo C è più che rosea e la soddisfazione per ogni piccolo passo è evidente. A testimoniare la coesione di un gruppo che sta facendo da locomotiva ad un intero movimento c’è il pensiero ormai di rito a Cecilia Salvai, il centrale escluso dal mondiale per un brutto infortunio maturato nella partita di cartello della stagione di Serie A conclusa, è sempre presente nelle menti delle compagne perché se i risultati maturano nel rettangolo verde non è un campo che fa una squadra.

Quella delle Reaggae Girls, cenerentole di un girone di tutto rispetto, non è una favola che perde di valore per le due sconfitte maturate. Tanta fisicità da parte loro, voglia di fare e possibilità di crescere fanno ben sperare. Il clima in Francia sorprende e fotografa una situazione di calore senza precedenti. Fa sorridere e ispira tenerezza il grido “Italie, Italie, Italie” dei bambini francesi presenti allo Stade Des Alpes, un affetto che racchiude un’ingenuità sportiva quasi primordiale. 

Nello scontro più atteso l’Australia rimonta clamorosamente il favorito Brasile e lascia l’Italia solitaria in testa al girone. 

Ad una giornata dal termine la situazione è questa:

  • Italia 6
  • Australia 3
  • Brasile 3
  • Giamaica 0

La prossima sfida avrà un sapore storico tutto particolare per noi cuori azzurri e varrà il primato del girone. Italia – Brasile è un pezzo di storia che attende di essere scritto. 

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