Era attesa come una delle lottery più importanti dal lontano 2003, quando i Cavs con la prima scelta presero LeBron James, i Pistons senza alcun tipo di ragionevole motivo optarono per Darko Miličić lasciandosi scappare i vari Bosh, Melo e Wade, e così è stato. Il Draft 2019 svoltosi nella notte al Barclays Center di New York ha introdotto nella pallacanestro “che conta” una lunga serie di enfant prodige, MVP del futuro e All-NBA di altissimo livello. Perché è vero, spesso il clamore per le stelle del college basketball supera di gran lunga il reale impatto nella lega più famosa al mondo, ma quest’anno i connotati dei grandi campioni si vedevano senza troppe difficoltà o arzigogolate supposizioni. A fare da direttore d’orchestra il solito impeccabile Adam Silver, al quale va riconosciuto di essere uno dei fattori determinanti del successo planetario della NBA negli anni ’10, un commissioner in grado di prendere sempre la decisione giusta e di non oscurare mai la scena dei giocatori sul parquet. Ad aprire le danze è stato proprio Silver con la frase che tutto il mondo si aspettava di più di un anno:
«With the first pick in 2019 NBA Draft the New Orleans Pelicans select… Zion Williamson, from Duke University»

Zion Williamson

Zero sorprese. Il classe 2000 era l’uomo di punta di questo Draft e così è stato. C’era così tanto clamore che nelle ore pre draft è diventata virale una foto che raffigurava la stampa di tutto il mondo attorno a Williamson ed il povero Goga Bitadze completamente ignorato. Dopo la discussa trade che ha portato AD ai Lakers, ancora sulla bocca di tutti per la mole di giocatori spostati e per i presunti errori della dirigenza gialloviola, Zion si troverà ad affiancare Lonzo Ball, Brandon Ingram, Josh Hart e Jrue Holiday. La franchigia della Louisiana, nell’affare del “monociglio” si era accaparrata anche la quarta scelta dei Lakers, che tuttavia hanno scambiato con gli Hawks assieme a Hill in cambio delle scelte numero 8, 17 e 35 (Hayes, Alexander-Walker e Silva). Senza ombra di dubbio i Pelicans saranno la squadra più interessante della stagione 2019-2020, con il solo Holiday nato prima del 1995. Molto interessante sarà l’asse 1-4 composto da Lonzo e Zion, in un team che farà sicuramente divertire il grande pubblico.

Ja Morant

La second pick è stata per molti la più “commentabile”. Seppur sia vero e risaputo che nelle lottery si punta molto sulle point guard e che tutti i grandi esperti di mock draft davano già per certo il nome di Ja Morant come primo nome dopo Zion, restano alcuni dubbi visto che i Memphis Grizzlies si sono lasciati sfuggire un All-American come RJ Barrett, il quale potrebbe essere un potenziale crack nella lega. La scelta di Memphis tuttavia, letta anche dopo la trade Conley, è stata ragionevole poiché Morant si troverà da subito ad avere in mano le chiavi della manovra offensiva del team e assieme ai neo arrivati Korver, Allen e Crowder potrebbe crescere molto da un punto di vista tattico. Sulla tecnica invece non si discute. Ja Morant si è spesso definito durante i mesi a Murray State University una “point God” e questo la dice molto sulla sua attitudine. Atletismo puro per una point guard che a tratti ricorda De’Aron Fox.

RJ Barrett

Vivere all’ombra di Zion non deve essere facile per nessuno. L’unico a riuscirci, nell’anno assieme a Duke, è stato proprio RJ Barrett, terza scelta del Draft che entrerà nel patinato e complesso mondo della “grande mela” versante MSG, quello dei New York Knicks. Il canadese classe 2000 è l’uomo con il più elevato potenziale di crescita sul lungo periodo. Ala piccola mancina, all’occorrenza guardia, di un’eleganza sopraffina ed un’eccellente visione di gioco, longilineo ma con un fisico solido da oltre 90 chili. La vita ai Knicks sarà tutt’altro che semplice, in un team che negli ultimi mesi si è visto stravolgere tutti i piani, dalla prima scelta all’infortunio di Durant. Le speranze sono che RJ possa mettersi in luce come ha fatto Porzingis nonostante le difficoltà che la prima squadra di New York dovrà inevitabilmente affrontare nella prossima stagione.

De’Andre Hunter

Gli Atlanta Hawks, come detto in precedenza, sono riusciti a portarsi nella città della Coca Cola il miglior difensore proveniente dal college basket. Con l’esplosività e l’attitudine offensiva di Trae Young potrebbe crearsi un buon equilibrio ad Atlanta, dove sperano in una stagione meno complicata di quella scorsa. La vera grande pecca di De’Andre Hunter resta il gioco in attacco e lo scarso atletismo, che tuttavia per un ragazzo di 21 anni può migliorare senza particolari problemi.

Le altre scelte della top 10

5. Garland
6. Culver
7. White
8. Hayes
9. Hatchimura
10. Reddish

Un Draft entusiasmante ma senza grandi colpi di scena. Ora non ci resta che attendere di vedere questi potenziali fenomeni sul campo!

 

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