Vittoria meritata ma con un retrogusto più che amaro. Con la Spagna che annienta la Polonia gli azzurrini devono accontentarsi del secondo posto nel girone, che molto probabilmente non basterà; la differenza reti (+3), salvo miracoli, ci condannerà infatti a non essere nemmeno la migliore seconda. 

Il match

Partita ben gestista dall’undici di Di Biagio, che va in vantaggio al 44° minuto grazie alla rete di Barella, che dopo una mischia vicino alla porta avversaria si vede respinto un primo tiro con il destro e conclude poi a rete con il mancino. All’inizio della ripresa, al minuto 53, Cutrone raccoglie un cross al bacio di Pellegrini e grazie ad un ottimo avvitamento insacca di testa la rete del raddoppio. Gli azzurrini sembrano aver mollato definitivamente quando vengono a sapere del 4-0 della Spagna siglato da Dani Ceballos al minuto 71; calo psicologico che si è notato anche all’interno del rettangolo di gioco, tant’è che al minuto 79 il Belgio riesce ad accorciare le distanze: Verschaeren, gioiellino dell’Anderlecht classe 2001, lascia partire un destro chirurgico da fuori area sul quale Meret non può nulla. A poco serve la prodezza di Chiesa che con un destro potente dal limite dell’area riporta gli azzurri ad un doppio vantaggio chiudendo la partita al 91° minuto sul risultato definitivo di 3-1.

La situazione

Per proseguire l’avventura nella rassegna continentale, ed ottenere anche la qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo 2020, l’Italia deve sperare di essere la migliore seconda. Affinché ciò sia possibile serviranno questi incastri: nel girone B la Danimarca non deve battere la Serbia con tre gol di scarto e lo stesso vale per l’Austria contro la Germania; contemporaneamente nell’ultimo girone, il C, la Romania deve battere la Francia oppure i transalpini devono imporsi con tre reti di scarto. Il destino dei ragazzi di Gigi Di Biagio è davvero appeso ad un filo, la sconfitta contro la Polonia di pochi giorni fa è risultata fatale ed ha praticamente vanificato la bella vittoria all’esordio contro la Spagna.

Se non dovessimo passare il turno ci resterà il rammarico di non aver vinto un Europeo in cui potevamo vantare una delle migliori rose in assoluto. Non sono bastati però i “top player“, ormai stabilmente con la nazionale maggiore come Chiesa e Barella, per vincere un girone che si era messo nel migliore dei modi dopo l’esordio vincente per 3-1 contro la Spagna, indiziata numero uno per infastidirci in un girone non impossibile completato da un innocuo Belgio (finito a 0 punti), e dalla sorpresa Polonia, che grazie proprio alla vittoria sugli azzurrini ha compromesso il nostro cammino verso una semifinale ormai certa. Il calcio è strano, e spesso ci ha regalato gioie inaspettate. Nulla ci vieta ancora di sognare e di sperare che da lunedì sera arrivi il risultato giusto: se il destino ci sarà avverso, sarà il momento di metterci a tavolino e cercare di capire cosa c’è stato di sbagliato e rifondare le basi da cui ripartire, se il destino vorrà premiarci saremo pronti a scrivere un’altro spicchio di storia della nostra nazionale under 21.

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