Le luci del Bird’s Nest di Pechino si sono spente, i XXIX Giochi Olimpici sono volti al termine. Il medagliere vede in testa i padroni di casa con 100 medaglie delle quali 51 d’oro, poi ci sono gli Stati Uniti con 112 complessive ma “solo” 36 d’oro. Questi sono dati di fatto, oggettività verificabili sui libri di storia sportiva, ma proviamo per un momento a stravolgere le regole ed inserire nella classifica anche i singoli sportivi. In nona posizione, in questo virtuale medagliere, tra l’Italia e la Francia troviamo con 8 ori olimpici Michael Phelps. Esageriamo con la fantasia: se prendessimo il palmarès ai Giochi Olimpici di Phelps a carriera conclusa e lo posizionassimo sempre nelle gerarchie delle Olimpiadi di Pechino lo troveremmo in terza posizione, con gli interi team russi e britannici a guardarlo dal basso. Questi sono solo alcuni dei motivi per i quali è necessario per ogni amante dello sport augurare un buon compleanno al più grande olimpionico di tutti i tempi. Spegne oggi 34 candeline il Kid di Baltimora. Ripercorriamo assieme i passi principali della sua inimitabile carriera.

I primi anni

Le prime bracciate ad alti livelli di Michael Phelps si videro in un Olimpiade molto particolare per il nuoto, quella di Sydney 2000 dove a soli 15 anni divenne il più giovane qualificato alle batterie dal 1932. Nonostante quel record però le sue prestazioni non furono delle migliori e non superò le qualificazioni per le semifinali abbandonando prematuramente la competizione. L’anno dopo ai mondiali di Fukuoka vinse la sua prima medaglia d’oro nei 200 metri farfalla, lasciandosi alle spalle di oltre mezzo secondo il connazionale Malchow e il russo Poljakov e fermando il tempo sul nuovo record del mondo a 1’54”58.
A 18 anni riuscì in un’ulteriore impresa inimmaginabile, ossia quella di conquistare quattro ori mondiali al Campionato di Barcellona 2003 con altrettanti quattro record del mondo. Inoltre, conquistò due argenti dei quali uno molto beffardo ai danni di Ian Crocker che lo sconfisse nella finale dei 100m farfalla dopo il world record di Phelps siglato in semifinale.
I Giochi Olimpici della svolta furono quelli di Atene 2004 quando il Cannibale vinse in scioltezza i 100 e 200 farfalla, i 200 e 400 misti, le staffette 4×100 misti e 4×200 stile, oltre a due bronzi nei 200 stile e nella staffetta regina. A 19 anni Phelps aveva già conquistato una dozzina di medaglie tra olimpiadi e mondiali, quasi tutte del metallo più pregiato.

La caccia al record di Spitz e la rivalità con Čavić

Da divo assoluto del nuoto mondiale Phelps arrivò ai Giochi Olimpici di Pechino 2008 con altri 12 ori mondiali conquistati tra Montréal 2005 e Melbourne 2007. Numeri fuori da ogni logica che lo resero un’icona per i giovani e un odiato rivale per i nuotatori incapaci di batterlo. La sua superiorità era così evidente che non lottava più contro gli avversari bensì contro i record e per questo si presentò in Cina con il solo obiettivo di superare i 7 ori conquistati in una singola edizione di Giochi di Mark Spitz, ottenuti a Monaco 1972. Il lieto fine arrivò e vinse la bellezza di 8 medaglie d’oro, nonostante un rischio enorme corso nella storica finale dei 100 farfalla contro Milorad Čavić (Phelps vs Čavić Pechino 2008). La rivalità tra i due continuò l’anno dopo ai mondiali di Roma, tra le numerose polemiche per i supercostumi “gommati”. Ci si aspettava il tanto atteso rematch nei 100 farfalla al Foro Italico ma dopo i primi 70 metri dominati dal croato, Phelps riuscì a recuperare battendolo per la seconda volta di fila (Phelps vs Čavić Roma 2009). Oltre a quella gara ne vinse altre quattro iniziando a perdere il conto delle medaglie conquistate.

Il ritiro ed il ritorno alle gare

Dopo le Olimpiadi di Londra 2012, concluse con 4 ori e due argenti, Phelps decise di ritirarsi dalle attività agonistiche. Il vuoto lasciato dal Kid venne colmato dal suo compagno di nazionale e amico Ryan Lochte, un fuoriclasse assoluto (forse il secondo miglior nuotatore di sempre) che ha avuto la “sfortuna” di essere quasi coetaneo di Michael. In carriera Lochte conquistò 39 ori mondiali tra vasca corta e lunga, oltre ai 6 olimpici. Dopo circa un anno e mezzo Phelps tornò alle gare ma con una condizione fisica precaria e neanche lontanamente in grado di poter competere ad alti livelli. La beffa arrivò con la squalifica di sei mesi per guida in stato di ebbrezza che lo tenne lontano dalle vasche fino ai Trials del 2016. Proprio ai Trials riuscì a qualificarsi per i Giochi di Rio de Janeiro dove concluse la sua carriera con altri 5 ori e un argento. Il 13 agosto 2016 annunciò il suo ritiro definitivo.

Ecco, questo è uno di quei casi per cui i numeri parlano da soli. Ricapitoliamoli:

23 ori olimpici, 3 argenti e 2 bronzi
26 ori mondiali in vasca lunga, 6 argenti e 1 bronzo
1 oro mondiale in vasca corta
16 ori panpacifici, 5 argenti

Può bastare?

Tanti auguri al più grande olimpionico di tutti i tempi. Tanti auguri Michael Phelps.

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