Si è aperto ufficialmente il mercato NBA e i colpi, fin da subito non sono mancati; con i Brooklyn Nets sugli scudi dopo le firme (entrambe al massimo salariale) di Kyrie Irving e soprattutto di Kevin Durant, cui verrà affiancato anche DeAndre Jordan per un super team che, quando KD recupererà appieno dall’infortunio, potrebbe essere un punto di riferimento quantomeno per l’est.

Ma tra le tante ufficializzazioni di questa apertura e nell’attesa di sapere cosa faranno altre superstar come il fresco Mvp delle Finals Kawhi Leonard, una notizia (forse passata poco più che inosservata oltreoceano), ci riguarda più da vicino: un terzo azzurro starebbe infatti, dalle parole del più autorevole insider Nba, Adrian Wojnarowsky, approdando alla lega più importante al mondo: Nicolò Melli infatti, dopo essere diventato grande al Fenerbache, sarà un nuovo giocatore dei New Orleans Pelicans.

Un riconoscimento arrivato al termine della sua probabilmente miglior stagione di Eurolega dove, alla corte di Obradovic, ha formato insieme, tra gli altri a Gigi Datome, l’ossatura di una delle grandi d’Europa, culminata con la prestazione superba alle final four in cui ha messo a segno 28 punti, migliore dei suoi.

Oltretutto, per Nick la prospettiva è quella ideale perché arriva in una delle franchigie più interessanti del panorama nordamericano: infatti, i Pelicans, alla luce dell’affare Davis, hanno costruito una line up giovane ma con margini di miglioramento assoluti (ricordiamo sempre che hanno avuto la possibilità di draftare l’enfant prodige Zion Williamson).

Ma come è arrivato l’ex Olimpia nel paradiso dei cestisti? Innanzitutto, la costante nella carriera di Nick è sempre stata il temperamento in campo, che lo rende oltre che efficace su entrambi i lati del parquet, anche un atleta naturalmente portato alla leadership silenziosa; tradotto, avere un giocatore del genere in roster, (con gli ovvi punti interrogativi dati dal possibile impatto del salto Europa-USA) soprattutto all’interno di un contesto dove appunto si dovranno prendere i vari Zion, Lonzo ecc… e renderli decisivi, un ragazzo con costanza e dedizione alla causa innate può essere un esempio da seguire. Sta probabilmente tutto qui il discorso perché Melli pare l’archetipo del giocatore europeo da Nba: alla capacità di realizzatore ed alla tecnica tipica del basket continentale abbina la mentalità vincente che negli USA è requisito sempre più irrinunciabile. In questo senso, il percorso di crescita ha subito un’impennata grazie al lavoro di un santone della pallacanestro come Obradovic, che ha reso perno offensivo Melli proprio in virtù della capacità del lungo reggiano di impegnare le difese avversarie sia palla in mano (e si ritorna al discorso di prima in cui se ne evidenziavano le ottime percentuali realizzative) sia in movimento ad agevolare il gioco corale.

Detto ciò cosa, del profilo di Melli, può tornare utile a NOLA? Del profilo umano ne abbiamo già parlato ma i possibili vantaggi tecnici non mancano. Innanzitutto una doverosa premessa: al netto di quale sarà l’impatto iniziale di Zion, sembra, anche alla luce di alcuni superteam che paiono andare a formarsi in Free agency, appare utopistico pensare ai Pelicans come una contender ad ovest nel primo periodo, quindi il contesto potrebbe essere abbastanza sereno e proiettato ad una crescita progressiva tale da permettere a Nick un tranquillo adattamento, anche da non titolare. Detto ciò, possiamo immaginarci una squadra del genere: un centro potenzialmente dominante (Zion), un passatore eccellente con ancora varie lacune difensive (Lonzo), un gran tiratore dall’arco (JJ Reddick) ed un giocatore completo come Ingram. L’utilità di Melli potrebbe essere proprio la capacità di intersecarsi benissimo con ognuno di questi elementi: infatti, egli può essere importante per colmare vuoti difensivi e prendersi parte delle marcature avversarie facendo allentare le maglie sia vicino canestro che nel caso di scarichi e conclusioni dall’arco.

Come al solito però, l’ultima parola spetta al campo; rimane comunque l’orgoglio di avere in Nba tre dei ragazzi che andranno a giocarsi con la canotta azzurra i mondiali in Cina. A Nick non rimane che augurare di seguire le orme di Belinelli e Gallinari e di guadagnarsi la reputazione che i due compagni di nazionale si sono costruiti in questi anni.

Go Mellicans!

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