Come si migliora una squadra già vicina alla perfezione? Questa è la domanda a cui da tempo Pep Guardiola e il suo City cercavano di rispondere. E una prima risposta è arrivata: Rodrigo Hernández Cascante, noto semplicemente come Rodri (o Rodrigo), è sbarcato ufficialmente alla corte del catalano. Per strapparlo all’Atlético Madrid, i citizens verseranno nelle casse dei colchoneros i 70 milioni di euro della clausola rescissoria. Facendo così di Rodri l’acquisto più costoso della loro storia: superati i 67 milioni pagati per Mahrez e gli oltre 60 spesi nelle scorse stagioni per Laporte e De Bruyne.

Quali sono le ragioni di un investimento così importante? Nel sistema basato sul calcio posizionale di Guardiola, senza dubbio il vertice basso del centrocampo è un ruolo chiave. È l’uomo che protegge i due centrali difensivi, contrasta gli attacchi avversari e li interrompe coprendone le linee di passaggio. Ma è ben più che semplice interdizione: partecipa attivamente alla prima costruzione, dovendo quindi abbinare alle doti difensive anche eccellenti qualità tecniche. Considerando anche l’intento guardioliano di dominare l’incontro attraverso il mantenimento e l’immediato recupero del possesso, non si parla quindi di un classico mediano difensivo. L’archetipo di questo modello di giocatore è quel Sergio Busquets che proprio nel Barcellona di Guardiola è cresciuto ed esploso fino a diventare un campione di caratura mondiale. Avrebbe potuto esserlo Javi Martínez nel Bayern del catalano, frenato però da un grave infortunio al legamento crociato, e da piedi non propriamente da rifinitore (tanto da essere stato utilizzato anche come marcatore). Lo è certamente Fernandinho nel City. Ma la carta d’identità del brasiliano mostra già 34 primavere – è nato il 4 maggio 1985 – e i diversi problemi fisici palesati nella scorsa stagione sono lì a dimostrare che non può essere eterno. Nella gara di ritorno dei quarti di Champions contro il Tottenham, ad esempio, Fernandinho è sceso in campo a mezzo servizio solo nell’ultima mezz’ora: con lui al meglio avremmo magari assistito a un esito diverso.

Ecco quindi spiegato l’approdo di Rodri: lo spagnolo classe ’96 sembra semplicemente il profilo ideale per fungere – inizialmente – da backup del brasiliano, avendo il tempo di inserirsi alla perfezione nel nuovo sistema. Con il chiaro obiettivo di ereditare proprio da Fernandinho le chiavi del centrocampo degli Sky Blues nel futuro prossimo. L’ormai ex-Atlético ha mostrato nelle ultime tre stagioni di Liga di essere pronto. La struttura fisica imponente – 191 cm per quasi 80 kg – gli permette di essere un fattore per quanto riguarda contrasti (3 riusciti a partita di media – sesto in tutta la Liga – a fronte di 4.1 tentati) e duelli aerei (2 su 3 quelli vinti a partita). Curioso che proprio l’allora scarsa fisicità sia stata alla base della sua mancata conferma ai tempi delle giovanili nelle file dei colchoneros: passato al Villarreal nel 2013, l’Atlético ha poi sborsato 20 milioni più 5 di bonus per riportarlo a casa la scorsa estate. Oltre alla forza, Rodrigo è dotato di grande intelligenza tattica: le capacità di lettura dell’azione e di scelta dei tempi d’intervento gli fruttano infatti 1.2 passaggi intercettati a partita. La tecnica poi, è squisitamente spagnola: ha chiuso la scorsa stagione con il 91% di passaggi riusciti, su una media di ben 57 tocchi a gara. Addirittura in due occasioni, contro Eibar e Real Sociedad nella scorsa primavera, il giovane mediano ha chiuso l’incontro senza nemmeno un passaggio sbagliato.

Atlético-Valencia 3-2 24 Apr 2019 – Heatmap di Rodri. Fonte Whoscored

Rodri ha esordito in Nazionale maggiore nel marzo 2018, in amichevole con la Germania. Proprio con la maglia della Roja ha la possibilità di studiare i movimenti del giocatore a cui più spesso viene paragonato: Sergio Busquets. Lui stesso ha affermato: “Busquets è sempre stato un punto di riferimento per me”. Parole confermate anche dal campione blaugrana: “Il mio erede? È difficile rispondere a questa domanda…forse Oriol Busquets è quello che più mi somiglia per caratteristiche, lui gioca nel Barcellona B. A livello generale, però, dei giocatori che stanno facendo meglio nel panorama europeo dico Rodrigo dell’Atletico Madrid”. E certamente anche Pep Guardiola deve aver scorto nel giovane Rodri molti punti di contatto con l’uomo cui, ai tempi di Barcellona, mai avrebbe rinunciato.

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