Chissà se ieri sera, nel momento in cui ha sollevato il trofeo da capitano, la mente di Dani Alves è andata al 15 luglio 2007. Data in cui il Brasile vinse la sua ottava e fino a ieri sera ultima Copa America. Proprio Dani Alves è l’unico superstite dei 23 che conquistarono il trofeo in Venezuela, edizione in cui il terzino ex Siviglia e Barcellona si permise persino il lusso di segnare uno dei tre goal con la quale i verdeoro sconfissero gli odiati rivali argentini. La vittoria di ieri sera risuona come una liberazione per il popolo brasiliano, costretto a subire cocenti delusioni dopo il trionfo del 2007. Negli ultimi 12 anni infatti la Seleção, fatta eccezione per le due Confederations Cup vinte rispettivamente nel 2009 e nel 2013, era rimasto a secco sia per quanto riguarda la Coppa del Mondo che la sopra citata Copa America. In questi anni i verdeoro non avevano raggiunto neppure una finale in quelle che sono le due competizioni più importanti che la nazionale brasiliana disputa. Una circostanza molto rara per una nazionale abituata ad arrivare spesso alle battute finali delle grandi manifestazioni.

Risultati immagini per brasile vittoria copa america

Sicuramente l’episodio che meglio può descrivere il periodo negativo del Brasile è il famigerato “Mineirazo”, con la sconfitta per 1-7 patita contro la Germania nella semifinale del mondiale casalingo del 2014 che rimarrà ancora a lungo nella mente di tutta la nazione. Al “Mineirazo” vanno poi aggiunti anche i deludenti mondiali del 2010 e del 2018 (in entrambi i casi arrivò l’eliminazione ai quarti di finale), e le tre eliminazioni in Copa America nel 2011,2015 e 2016 (due volte ai quarti contro il Paraguay ed una volta addirittura nella fase a gironi). Per tutti questi motivi il compito che era stato affidato al CT Adenor Leonardo Bacchi, detto Tite, al momento del suo insediamento nel 2016 non era affatto facile. Egli infatti doveva riportare la squadra alla vittoria di un trofeo importante, tutto questo dovendo far fronte ad un’opinione pubblica inferocita per i disastri degli anni precedenti. Il problema principale riscontrato dai suoi predecessori era sempre lo stesso: la mancanza di equilibrio. La squadra infatti poteva contare su alcuni tra i migliori interpreti del mondo tanto nel reparto avanzato come in quello arretrato, ma l’eccessivo sbilanciamento delle formazioni proposte esponeva la squadra a contropiedi spesso letali. 

Risultati immagini per mineirazo

Per questo Tite ha lavorato molto su questo aspetto al fine di garantire alla squadra la solidità necessaria per competere ad alti livelli. I primi risultati di questo lavoro si intravidero già durante le qualificazioni ai Mondiali di Russia del 2018, con il Brasile che vinse agevolmente il proprio girone. Una volta al Mondiale però, la tensione giocò un brutto scherzo alla Seleção, con molti giocatori che non seppero reggere le pressioni della grande competizione, terminando mestamente il loro cammino ai quarti di finale con una partita incolore contro il Belgio. Va da sè che questa Copa America era una sorta di ultima chiamata per la Nazionale brasiliana che, davanti al proprio pubblico, doveva riscattare tutti gli episodi negativi del recente passato. Inoltre per alcuni dei veterani (Thiago Silva, Miranda, Fernandinho), questa era una delle ultime occasioni per vincere qualcosa di importante con la casacca verdeoro. Insomma in questa Copa America per il Brasile qualsiasi risultato diverso dalla vittoria non era contemplato, anche se l’ennesimo infortunio di Neymar alla vigilia aveva scombinato i piani di Tite.

Risultati immagini per neymar infortunato

Il CT però ha trovato le giuste contromosse ed in questo modo è riuscito a sopperire alla mancanza di quello che è il leader tecnico di questa nazionale. L’intuizione più importante è stata quella di schierare Everton proprio nella posizione che originariamente doveva ricoprire Neymar. Il classe’97 in forza al Gremio ha ampiamente ripagato la fiducia concessagli segnando 3 goal tra cui quello che ha sbloccato la finale contro il sorprendente Perù. Altro protagonista è stato Gabriel Jesus che, dopo una stagione con molti bassi al City, è tornato il giocatore ammirato al Palmeiras e nel primo anno a Manchester. Menzione speciale anche per “Bobby” Firmino, il quale ha saputo sacrificarsi in un ruolo che non è propriamente suo per il bene della squadra, riuscendo a riproporre finalmente anche in nazionale quanto di buono fatto con il Liverpool. Preziosissimi anche Arthur e Casemiro, che con il loro lavoro hanno diretto egregiamente il centrocampo garantendo le giuste dosi di palleggio ed interdizione. Infine vanno ricordati Alisson, decisivo soprattutto nella lotteria dei rigori ai quarti contro il Paraguay e che dopo questa vittoria diventa serio candidato al pallone d’oro, e proprio il capitano Dani Alves che probabilmente dirà addio alla nazionale dopo questo trionfo.

Risultati immagini per everton brasile

Una nazionale che anche alla luce della profondità della rosa (in panchina figuravano i vari Filipe Luis, Allan, Fernandinho, Neres, Paquetà, Richarlison, Ederson e Willian) unita all’immenso talento dei singoli e ad un ritrovato equilibrio si candida ad essere una sicura protagonista dei prossimi mondiali qatarioti e della Copa America 2020 che si disputerà in Argentina e Colombia (si giocherà ogni 4 anni in anni pari per allineare la competizione agli Europei). Non ci resta quindi che rinnovare i nostri complimenti al Brasile per questa meritata vittoria. Dopo aver riconquistato il Sudamerica, ora è tempo di riconquistare il Mondo, con il titolo iridato che manca da troppo tempo ormai nella terra della samba e del carnevale.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here