Il Pallone d’Oro è uno dei premi individuali più onorevoli del mondo del calcio. Ogni giocatore ambisce a diventare il più forte del mondo e questo unico premio è la prova tangibile di tutto il sudore che i migliori hanno versato nella propria carriera sportiva.

Il Pallone d’Oro ha origine nel 1956, quando la rivista francese France Football, e in particolar modo il giornalista sportivo Gabriel Hanot, decise di dare forma a quella che fino a quel momento era solo un’idea nella mente di molti: incoronare il miglior giocatore di calcio del mondo. Conosciuto come “European Player of the Year Award”, il prestigioso premio era inizialmente assegnato a un singolo giocatore europeo tramite votazione di vari giornalisti. Al vincitore dell’edizione inaugurale Stanley Matthews seguirono alcuni dei più grandi nomi della storia del calcio, tra cui Eusebio, George Best, Franz Beckenbauer, Michel Platini, Zinedine Zidane e Roberto Baggio. Fino al 1995, tuttavia, fu impossibile veder riconosciuto il premio a giocatori internazionali: per poter partecipare era infatti obbligatorio essere di origine europea e giocare in uno dei campionati più prestigiosi del calcio d’Europa. Leggende del calcio come Maradona e Pelé vennero quindi escluse a priori.

Stanley Matthews, il primo dei grandi

Le cose cambiarono a metà degli anni ‘90: la rivista ideatrice del premio decise di estendere la possibilità di vittoria anche a giocatori di origine internazionale, purché giocassero in club europei. Il primo a vincerlo fu proprio George Weah, calciatore della Liberia stella dell’AC Milan. Solo nel 2007 furono definitivamente eliminati i limiti europei. Tuttavia, il premio di France Football rimase ancora separato dall’omonimo riconoscimento FIFA fino al 2010, anno della fusione e creazione del FIFA Ballon d’Or:
“Il calcio è diventato universale, è quindi giusto che esista un unico premio per il giocatore migliore del mondo. Con questo accordo, il vero vincitore è il calcio.” (Sepp Blatter, 2010)

Il Ballon d’Or di un tempo era decisamente piccolo rispetto a quello attuale

L’accordo con la FIFA ebbe però fine 5 anni dopo, e da allora la rivista francese è l’unica ad assegnare il premio. Nel 2018 venne successivamente aggiunto un particolare premio dedicato alla migliore giocatrice femminile, segnando l’inizio di una nuova era per il calcio internazionale. Le votazioni per il Pallone d’Oro sono effettuate da una selezione di giornalisti sportivi, che scelgono il vincitore tra 30 calciatori maschili e 15 giocatrici femminili. Per la lista completa dei contendenti di quest’anno bisognerà ancora attendere.

Lev Yashin rimane ad oggi l’unico portiere nei palmares de Le Ballon d’Or

Rivisitando gli annali, è particolarmente interessante notare strane anomalie nelle assegnazioni dei premi. Solo un portiere, Lev Yashin, ha vinto il Pallone d’Oro nel 1963. Nel 1972 ben tre giocatori della Germania Ovest si contesero il riconoscimento: Franz Beckenbauer, Gerd Muller e Gunter Netzer. Il Pallone d’Oro di nove anni dopo ha poi visto ripetersi la casualità con Karl-Heinz Rummenigge, Paul Braintree e Bernd Schuster. Dal 1982 al 1992 ben 13 giocatori su 17 vincitori del premio provenivano da club italiani. Nel 1988 finirono sul podio Marco Van Basten, Ruud Gullit e Frank Rijkaard: i tre erano compagni di squadra non solo in nazionale olandese, ma anche nel Milan. Dal 2008, il premio è stato vinto ad alternanza da Messi e Ronaldo: anche quando uno dei due non otteneva il Pallone d’Oro, risultava essere inevitabilmente secondo. L’unica eccezione nel 2010, quando Andres Iniesta rubò uno dei gradini del podio. L’ultimo calciatore a vincere il Pallone d’Oro prima di Messi e Ronaldo fu Kaka nel 2007.

Il Pallone d’Oro 2019 rimane ancora ferocemente conteso: i più quotati sono Messi e Van Dijk. Sarà l’anno della rivoluzione o rivedremo una nuova conferma?

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