Dopo una prima parte di stagione dominata dagli statunitensi, i big del golf si apprestano a tornare nel Vecchio Continente per la 148esima edizione dell’Open Championship, che comincerà giovedì 18 luglio al Royal Portrush Golf Club in Irlanda del Nord. Dei sei grandi tornei giocati finora, tre major, due WGC e il The Players, solo in un’occasione ha vinto un giocatore europeo ed è colui che partirà da super favorito nel percorso di casa: il nordirlandese Rory McIlroy, attuale numero 3 del ranking mondiale e vincitore proprio del The Players a marzo. Oltre all’Open Champion 2014, l’altro principale indiziato per la vittoria finale, che porterà nelle casse del primo classificato quasi 2 milioni di dollari, è l’uomo dei major Brooks Koepka, numero 1 al mondo, che andrà a caccia del quinto slam e del primo successo nel torneo più antico della storia del golf.

Il golf club della contea di Antrim presenta un classico percorso links, in pieno stile Open Championship, lungo 6700 metri e con par 71. Come in tutte le edizioni di questo torneo è molto difficile fare l’identikit del giocatore ideale al “terreno di gioco” visto che i forti venti cambiano in continuazione velocità e direzione, sparigliando le carte da un momento all’altro. In condizioni meteo perfette, la lunghezza del Royal Portrush dovrebbe favorire i giocatori potenti come Koepka e Dustin Johnson, tuttavia i primi due del ranking non sono amanti dei links e da sempre preferiscono i classici “disegni” americani. Da tenere monitorati gli ex campioni, come Henrik Stenson, vincitore nel 2016 dopo uno delle più grandi sfide della storia del golf con Phil Mickelson.

Sul field di partenza ci saranno quindici Open Champions, di cui tre pluricampioni: Ernie Els, vincitore nel 2002 e nel 2012; Pàdraig Harrington, back-to-back nel 2007 e 2008; e Tiger Woods che ha vinto per tre volte, nel 2000, 2005 e 2006. Proprio quest’ultimo, come sempre, sarà l’uomo simbolo del torneo ed il più temuto da tutti gli avversari. La sua missione è quella di raggiungere Jack Nicklaus a quota 18 major vinti in carriera e per farlo gli mancano tre successi negli slam, magari domenica 21 luglio potrebbero essere solo due.

I principali outsiders saranno Jon Rahm, tecnicamente molto forte e con le capacità di gestire i links; Justin Rose, inglese numero 4 del ranking, che tra i percorsi britannici è cresciuto; Jordan Spieth, già vincitore nel 2017; e Francesco Molinari, campione in carica che ha sempre gradito le particolarità dell’Open Championship. L’appuntamento è fissato a giovedì 18 luglio, per il primo di quattro giri che in ogni caso entreranno nella secolare storia del torneo e che si concluderanno con un giocatore che alzerà al cielo la mitica Claret Jug, il trofeo simbolo del golf mondiale.

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