Se i motivi per celebrare e ricordare questa edizione del Gran Premio di Gran Bretagna erano già tanti, oggi, ne abbiamo sicuramente trovato uno in più: Lewis Hamilton è ufficialmente il pilota con più vittorie a Silverstone: ben 6, davanti a piloti del calibro di Jim Clark ed il leggendario Stirling Moss, rispettivamente fermi a 5 ed a 4 vittorie. Se ancora ci fosse qualche tipo di dubbio, Lewis si consacra definitivamente Re d’Inghilterra. È vero, gli episodi sembrano girare ormai sempre più, quasi come attratti, nel verso del pilota britannico; oggi, per esempio, se non ci fosse stata la Safety Car, Hamilton dopo il pit-stop si sarebbe ritrovato quasi certamente (a scanso di clamorosi “overcut”) davanti il compagno di scuderia Valtteri Bottas, dovendo effettuare il sorpasso in pista. Certo, dalla seconda parte della gara abbiamo avuto l’assoluta certezza che il passo gara del britannico fosse superiore a quello del compagno finlandese (prova evidente l’incredibile giro veloce messo a segno da Lewis nell’ultimo giro di gara, con gomme Hard ormai vecchie di 30 giri), ma è anche vero che nonostante ciò, per tutta la prima parte di gara, Valtteri aveva resistito stoicamente agli attacchi del compagno, riuscendo incredibilmente a stare davanti. Con i se e con i ma non si vincono le gare, né tanto meno i Mondiali; ciò che certo è che Lewis si dimostra ogni gara che passa una vera e propria leggenda, sfruttando quella fortuna che Seneca definiva come “l’incontro tra l’opportunità e la preparazione”.

Charles e Max come leggende: la Ferrari però è ancora deludente

La gara pazza di oggi  ha sicuramente dato prova di un altro fattore, per chi avesse una qualche sorta di forma di scetticismo: Charles Leclerc e Max Verstappen, non solo rappresentano il futuro della Formula Uno, bensì anche il presente. Lo spettacolo offerto da questi due ragazzini oggi in pista ha veramente un che di magico, a suon di ruotate e sportellate, in pieno old-style F1. Niente più penalità, niente  più investigazioni: solo vere battaglie in pista, sfidando le leggi della fisica e dell’aerodinamica. E’ questo ciò che tutti noi appassionati desideriamo, ed è questo tutto ciò che ci è stato offerto oggi da questi terribili “bad boys”. Gare straordinarie di entrambi, condite da sorpassi (memorabile quello di Charles su Pierre Gasly in curva 3 all’esterno) e da resistenze pazzesche (fenomenale quella di Max sempre su Charles all’ultima curva).

Menzione particolare, però, paradossalmente va anche fatta al tedesco della rossa Sebastian Vettel. Se da un lato, nessuno di noi avrebbe voluto vedere la gara dell’olandese Max essere irrimediabilmente compromessa per un fatidico errore di valutazione del tedesco con la sua SF90, dall’altro va assolutamente menzionata l’incredibile esperienza del tedesco durante la prima fase di gara: infatti, venendo richiamato più volte al box da parte del proprio ingegnere per passare dalle soft alle medie, sfruttando la propria grande abilità nel sentire le gomme e la propria esperienza di un 4 volte campione del mondo, ha deciso di rimanere fuori e di passare alle hard, venendo incontro al fortunoso evento della safety car e quindi ad un incredibile terzo posto, salvo poi rovinare l’intuizione con un “race incident”.

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Tuttavia, non è tutto oro ciò che luccica. Se infatti abbiamo elogiato i piloti Ferrari per le loro rispettive e diametralmente opposte gare, altrettanto non possiamo fare (ahinoi per l’ennesima volta) per il muretto box Ferrari e per le scelte strategiche di quest’ultimo. Poco comprensibile infatti già, la scelta della squadra di far utilizzare sia le medie sia le soft a Charles nel Q2 di ieri, realizzando un tempo con entrambe le mescole e scegliendo solo all’ultimo di partire con le rosse. Scelta che si è rivelata fallimentare (solo per pochi giri a causa della safety car) sia nel primo stint, con le soft decisamente poco performanti, e sia nel secondo stint, dovendo utilizzare delle media già montate nel Q2 del sabato, e quindi con già tre giri alle spalle. Poco male direte, con la safety che ha pareggiato le strategie un po’ per tutti; tuttavia, non possiamo non sottolineare il grossolano errore del muretto di far entrare il pilota monegasco un giro dopo la chiamata della vettura di sicurezza, perdendo di fatto le posizioni su Verstappen e Gasly. Fortunatmente, o no (a seconda dei punti di vista), ci ha pensato il fato a restituire a Charles ciò che gli era stato tolto, e quindi la terza posizione, grazie all’incidente sovracitato tra Max e Seb.

Pierre, è ora di riprenderti ciò che è tuo

Assoluta menzione d’onore occorre farla a Pierre Gasly, autore di una gara fantastica, e per la prima volta davanti al compagno di scuderia. Cattiveria nei sorpassi, grinta, passo-gara: oggi il francese sembrava aver riacquisito il proprio cristallino talento che avevamo avuto il piacere di notare in F2 nel 2016, e in F1 l’anno scorso, con la sorella minore Toro Rosso. Forse, le pressioni del Dr. Marko iniziano a farsi sentire, forse Pierre sta finalmente riuscendo a trovare il feeling con la sua RedBull, o forse il pilota francese aveva solo bisogno di sentirsi un po’ James Bond, con la livrea personalizzata 007 sulla propria vettura. Ciò che è certo è che oggi abbiamo davvero assistito ad una grande gara di Gasly, a mettere a tacere tutte le critiche e le speculazioni sul suo conto. Da appassionati e da “fan del nuovo che avanza”, non ci possiamo che augurare che questo sia la prima di una lunga serie di performance incredibili da parte di Pierre.

Tuttavia, non esistono solo i primi tre team all’interno del circus, ed è doveroso, ancora una volta, sottolineare le prestazioni di Carlos Sainz, Daniel Ricciardo e Kimi Raikkonen, rispettivamente sesto, settimo ed ottavo. Grande gara da parte di tutti e tre: i primi due, ci hanno infatti regalato un fantastico duello finale che ha visto prevalere lo spagnolo della McLaren, ed il terzo ci ha deliziato, forte della sua esperienza, di una bellissima rimonta culminata con il duplice sorpasso su entrambe le Toro Rosso. Pertanto, se davanti i tre top team fanno gara a parte, la situazione del centro-gruppo sembra ancora molto incerta, con un’aspra battaglia fra McLaren, Renault ed Alfa.

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