Fra le tante telenovele a cui stiamo assistendo in questa prima fase di calciomercato, una delle più chiacchierate è quella relativa a Gonzalo Higuain, oggetto indesiderato della Juventus e allo stesso tempo primo obiettivo di squadre note, su tutte la Roma di Fonseca.

La situazione attuale

Facciamo chiarezza: dopo un anno in prestito al Chelsea, Higuain è tornato nella squadra proprietaria del suo cartellino. Il calciatore argentino, qualora decidesse di rimanere in Italia, probabilmente vorrebbe anche giocarsi le proprie carte a Torino, andando a comporre insieme a Cristiano Ronaldo, Dybala, Douglas Costa, Mandzukic e Kean uno degli attacchi più forti d’Europa. D’altra parte però, la dirigenza bianconera ha delle idee ben diverse: il Pipita non rientra nei piani della società che lo cederebbe ben volentieri, anche in prestito, per liberarsi almeno in parte del pesante ingaggio dell’attaccante. Per lui ci sono stati diversi sondaggi, su tutti quello della Roma: aspettando di cedere Dzeko all’Inter – con la trattativa che al momento è in standby -, la dirigenza giallorossa vede in Higuain la pedina giusta per sistemare l’intero reparto offensivo della squadra. La società lo desidera, stesso discorso vale per i tifosi: è notizia di ieri che la società, per convincere il giocatore, gli abbia offerto addirittura la fascia da capitano che fino ad un paio di mesi fa era di proprietà di De Rossi. La trattativa è stata sin da subito molto complessa, complice anche i mille dubbi di Higuain, ma pare che finalmente le due squadre abbiano raggiunto un’intesa di massima: 9 milioni per il prestito, 27 invece per il riscatto obbligatorio. Resterebbe ora “solamente” da convincere il Pipita.

L’uomo del record

Qualora vestisse giallorosso, per Higuain si tratterebbe della quarta squadra italiana da quando, in quell’estate 2013, sbarcò in Serie A per vestire la maglia del Napoli. Le glorie degli anni partenopei  sono tuttavia soltanto un ricordo ormai lontano, specie se si pensa a quanto le sue prestazioni siano calate repentinamente col passare delle stagioni. Un tracollo così drastico non se lo aspettava nessuno, specie se vengono presi in considerazione i numeri dell’attaccante con la maglia azzurra. La prima stagione con il Napoli fu subito un “colpo di fulmine”: 46 presenze totali e 24 reti, il tutto arricchito dalla vittoria della Coppa Italia. Nell’annata successiva i numeri non cambiano, praticamente restano quasi gli stessi: 58 gettoni stagionali conditi da 29 gol, anche fu pesante il rimpianto per quel rigore sbagliato all’ultima giornata contro la Lazio che negò la Champions allora squadra di Benitez. Ma l’exploit vero e proprio arrivò giusto qualche mese dopo, nella stagione 2015/2016, quando in campionato il Pipita a fine anno vinse la classifica marcatori realizzando 36 reti e superando il record di più reti realizzate in una singola stagione di campionato, che dal 1949/50 apparteneva a Nordahl. Un eroe, dalle parti del San Paolo; un eroe che però pian piano ha spezzato il cuore di molti (se non tutti) tifosi napoletani.

Conferma nei piani alti

Già, perché il passaggio di Higuain dal Napoli alla Juventus è stato un tradimento in piena regola. Non se lo aspettava nessuno, né da una parte e né dall’altra. Il 26 luglio 2016 viene celebrato il matrimonio più duro da digerire per tutta Napoli: il Pipita diviene ufficialmente un calciatore della Juventus. La storia d’amore tra Gonzalo e i bianconeri diventa subito intensissima, tant’è che alla prima stagione da attaccante juventino segna 32 reti in 55 presenze, portando la squadra di Max Allegri all’ennesimo trionfo in patria, il primo a livello personale per il Pipa. Nella seconda stagione a Torino si iniziano invece a notare i primi segni di un Higuain più stanco: gioca al servizio della squadra ma segna di meno, solo 16 reti in campionato. Dopo quella stagione, la dirigenza bianconera coglie la grande occasione chiamata CR7 e il Pipita diventa così, inevitabilmente, un esubero.

Un lento declino

Higuain allora arriva al Milan, in prestito con diritto di riscatto, nell’estate scorsa. Sotto gli ordini di Rino Gattuso il calciatore sembra solo una brutta copia di quello ammirato negli anni precedenti con le maglie di Napoli e Juventus. Le sue statistiche sono sempre più calanti, soltanto 6 reti in 15 presenze in camponato. Nemmeno in Europa League riesce a dare una scossa forte al gruppo, e i soli due goal in 5 presenze ne sono la chiara dimostrazione. Con i rossoneri Higuain entra ben presto in conflitto: troppe responsabilità e una squadra  non all’altezza dell’obiettivo Champions prefissato fanno si che il Pipita diventi il problema invece della soluzione. Stavolta, addirittura, la rottura avviene a stagione in corso.

Da un lato la società rossonera non è contenta delle sue prestazioni e dell’attegiamento mostrato, dall’altro Higuain stesso vuole cambiare aria per una nuova, ennesima esperienza: per questo motivo, il prestito viene annullato ed il Pipita torna dopo soli sei mesi alla Juventus, che però lo rigira subito in prestito, questa volta al Chelsea. Molti tifosi credevano inizialmente che l’avventura con i Blues sarebbe stata positiva, se non altro perché avrebbe ritrovato Sarri, il tecnico che lo aveva fatto letteralmente esplodere nelle stagioni al Napoli. In realtà la musica non cambia: solamente 5 reti in 14 presenze in campionato e fuori dalle gerarchie in Europa League, dove può semplicemente assistere dalla panchina i suoi compagni che trionfano nella coppa. Un impatto troppo poco incisivo per un calciatore abituato a ben altri numeri. Il risultato a giugno è quindi quello di una stagione disastrosa, con il club di Abramovich che non ha alcuna intenzione di riscattare il bomber argentino, obbligandolo quindi a tornare ancora una volta a Torino.

Rinascita possibile?

Non è mai facile vedere in queste condizioni un calciatore che ha fatto gioire ed esultare milioni di tifosi. La parabola discendente di Gonzalo Higuain è stata fin dagli albori qualcosa di inaspettato, perché parliamo di un giocatore che aveva abituato tutti a livelli nettamente superiori. Le sue giocate mancano, sia alle proprie squadre e a tutti gli amanti del calcio. Il suo futuro è oggi un mistero, e la speranza che accomuna tutti è quella di rivedere il Pipita esultare come un tempo, perché un attaccante così merita di rialzarsi dopo una brutta caduta.

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