101 milioni di Euro, la cifra sborsata dal Real Madrid nel mercato estivo del 2013 e versata nelle casse del Tottenham per assicurarsi le prestazioni del talento degli Spurs. Il primo trasferimento a “tre cifre”, tanto per capire quanto i blancos puntassero sull’ala Gallese. Non ha deluso in questi 6 anni Madrileni, perchè 102 gol e 65 assist in 231 presenze sono i numeri di un gran giocatore, se poi li contorniamo con 4 champions league, 4 coppe del mondo per club, 3 supercoppe Uefa, 1 Liga spagnola e 1 coppa di Spagna allora sappiamo di trovarci davanti ad uno dei giocatori più vincenti ed incisivi degli ultimi anni.

Non a caso abbiamo usato la parola “incisivo“, perchè è una di quelle che meglio caratterizza il fuoriclasse Gallese, due delle quattro coppe dei campioni vinte dal Real sono infatti per gran parte merito suo: una, nella sua prima stagione a Madrid, quando il 24 Maggio 2014, con Carlo Ancelotti in panchina e Zidane come vice, grazie al pareggio in extremis di Sergio Ramos al 93′ minuto e conseguenti supplementari, proprio Gareth porta in vantaggio i suoi realizzando il gol del 2-1 nel derby di Madrid contro l’Atletico, rete che demolirà psicologicamente la squadra del Cholo Simeone, tanto da vedere la partita terminare per 4-1, e consegnare al Real Madrid la tanto agognata “Decima“. Quattro anni dopo sarà sempre lui a pensarci, stavolta contro il Liverpool ed entrando dalla panchina, lanciato da Zidane, gli bastano 180 secondi per portare nuovamente in vantaggio i suoi con una rovesciata in controtempo e con il corpo totalmente fuori asse su cross di destro di Marcelo. Solo applausi in panchina da parte del mister francese, e come se ciò non bastasse decide di raddoppiare e chiudere la partita 20 minuti più tardi con un sinistro apparentemente innocuo da oltre trenta metri, grazie al contributo del povero Loris Karius.

Basta solamente un anno per assistere ad uno scenario completamente differente, nella conferenza stampa al termine dell’ultima partita di campionato dove il Real è uscito sconfitto dal Betis è stato proprio Zidane a segnare il termine della sua esperienza tra i Blancos, con queste parole: “Ha vinto molto nel Real, non possiamo dimenticare il passato, ma questo club vive nel presente e per il futuro. Ho contato su molti giocatori nelle ultime settimane, e se avessi potuto schierare un quarto sostituto non sarebbe stato Bale a subentrare“. A rincarare la dose ci ha pensato nuovamente l’allenatore del Real al termine dell’amichevole persa contro il Bayern Monaco il 21 luglio, stavolta con parole che suonano come una sentenza: “Bale non è stato convocato perché il club sta trattando la sua uscita, vedremo nei prossimi giorni ciò che succederà. Non posso dire se il suo addio è imminente, però se fosse domani sarebbe meglio. La società sta parlando con la squadra dove può andare a giocare e siamo in attesa. Non ho nulla di personale contro di lui, arriva un momento nel quale le cose si fanno perché vanno fatte, devo prendere decisioni e dobbiamo cambiare. Vediamo cosa succederà ma ripeto, non c’è nulla di personale“.

Evidente quindi quanto Bale non faccia più parte del progetto tecnico di Zidane al Real Madrid, e le cause principalmente sembrano essere due: motivi tecnici riguardanti il tipo di gioco dell’allenatore francese e motivi economici, perchè anche il Real deve in qualche modo far quadrare i bilanci. All’inizio della sua avventura tra i Blancos tutto sembrava filare, protagonista e trascinatore all’interno del campo, con l’arrivo di Zidane  però tutto sembra essere cambiato: più orientato verso un calcio di controllo piuttosto che “di strappi” e accelerazioni improvvise, questo ha portato a una progressiva esclusione dall’undici tipo a favore di gente come Isco e Benzema. Questa circostanza sembrava potesse cambiare con l’addio di CR7, ma così non è stato, anzi, la necessità di rimodulare un sistema di gioco privato del suo finalizzatore principale ha evidenziato tutte le difficoltà di Bale ad adattarsi a un calcio meno reattivo e istintivo rispetto a quello cui era abituato a fare la differenza. Come già accennato non si tratta solamente di motivi tattici e delle scelte dell’allenatore, bisogna fare anche i conti con il bilancio, e per ora quello del Real Madrid segna profondo rosso a causa degli esborsi superiori ai 300 milioni di Euro, che per ora sono stati solo parzialmente coperti dalle entrate pari a circa 115 milioni, così da segnare un passivo di quasi 190 milioni solo in questa sessione estiva di mercato. Il fairplay finanziario, anche se così non è sembrato fin’ora, vale per tutti, motivo per cui nemmeno il Real Madrid si può permettere di segnare passivi troppo grandi, proprio per questo Bale rientra tra i giocatori da vendere assolutamente, e insieme a lui si aggiungono altri talenti come James Rodriguez, non riscattato dal Bayern Monaco e tornato a Madrid anche lui come un “eccesso” della rosa.

Per tutti i motivi che abbiamo detto e anche per altri il futuro di Gareth Bale ad oggi è una grandissima incognita, l’unica certezza sembra quella che lo vede lontano dal Real Madrid, ma nemmeno su questo ci metteremmo la mano sul fuoco viste anche le presunte dichiarazioni del gallese: “Ho altri 3 anni di contratto. Se vogliono che me ne vada, qualcuno mi deve dare 17 milioni netti a stagione. Altrimenti rimango qui, anche a giocare a golf”. Proprio lo stipendio faraonico, che lo rende uno dei giocatori più pagati del mondo rende difficile qualsiasi tipo di trasferimento, soprattutto per le grandi squadre europee che difficilmente possono permettersi un esborso simile per un fuoriclasse si, ma con tanti problemi fisici e anche caratteriali. Le squadre a cui è stato accostato Bale sono di primissimo livello, a partire dal Bayern Monaco appena affrontato in una partita di International Champions Cup, dove però è subito arrivata la smentita dell’allenatore dei bavaresi, Kovac, riguardo un possibile interesse. Un ritorno in Inghilterra sembra tra le ipotesi più accreditate, due le squadre su tutte che potrebbero sognare il gallese: il Mancester United, potrebbe infatti rientrare come contropartita, in una possibile operazione che porterebbe Paul Pogba proprio a Madrid. Altra destinazione inglese, per i più romantici, sarebbe il ritorno al Tottenham, squadra londinese che lo ha reso grande e che dopo più sessioni di mercato senza spendere a causa della costruzione del nuovo stadio potrebbe regalarsi proprio questo gran ritorno. Ultima squadra europea di cui si vocifera è il PSG, anche in questo caso potrebbe essere proposto come contropartita per arrivare a Neymar jr da parte del Real, ma al momento si tratta solo di fantamercato.  Il problema però come abbiamo detto è sempre quello dell’ingaggio, al quale Bale non sembra voler assolutamente rinunciare, motivo per cui la meta più accreditata sembrerebbe essere la China, da cui sono già pervenute delle prime offerte faraoniche all’entourage del gallese; si parla di uno stipendio di più di 1 milione di Euro a settimana, cifre che lo renderebbero il calciatore più pagato di tutti i tempi, superando anche Leo Messi. Difficile dire ora con certezza dove giocherà l’anno prossimo Gareth Bale, tutti gli amanti di questo sport si augurano di vederlo con la maglia di un top club europeo, così da poter assistere ancora alle prodezze a cui ci ha abituati nelle notti europee di grande calcio.

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