Dopo 64 giri di emozioni ininterrotte, Max Verstappen vince un (a dir poco) clamoroso Gran Premio di Germania a lunghi tratti bagnato che ha tenuto tutti col fiato sospeso fino all’ultima tornata. Per l’olandese, che ha raccolto anche il punto aggiuntivo del giro veloce in gara, è la seconda vittoria stagionale e la settima in carriera. Al secondo posto uno straordinario Sebastian Vettel davanti al pubblico di casa porta a termine una rimonta record dall’ultima posizione e regala 18 punti preziosi alla Ferrari, riscattando il disastroso ritiro dello scorso anno; completa il podio la sorpresa di giornata, Daniil Kvyat, che, partito dalla 14esima posizione in griglia, raccoglie il suo terzo podio in carriera e il secondo per la Toro Rosso. A seguire Stroll, anche lui autore di una grandissima gara con la remuntada dal 15esimo al quarto posto; quinto l’inossidabile Sainz, a -7 in classifica da Gasly; sesto Albon, al miglior risultato in carriera, così come Giovinazzi, ottavo alle spalle del compagno di squadra Raikkonen; chiudono la top 10 le Haas di Grosjean e Magnussen. Fuori dalla zona punti, oltre alle solite due Williams, c’è incredibilmente anche il poleman Hamilton, in una gara che il campione britannico, tra penalità, errori, pit stop lenti e Safety Car al momento sbagliato, vorrà dimenticare in fretta. Fanno scalpore anche i ritiri di Leclerc e Bottas, entrambi autori di due errori fatali, così come fatale è stata l’escursione di Hulkenberg, che mai come oggi proprio in patria tedesca è stato vicino a raccogliere il primo podio in carriera. Assenti al traguardo anche Perez, schiantatosi dopo pochi giri, Ricciardo, tradito dalla power unit Renault così come Norris, e Gasly (comunque classificato), fuori per una rottura dell’ala con annessa foratura in seguito ad un contatto con Albon a 3 giri dalla fine. Cerchiamo di raccogliere gli spunti più interessanti del weekend di Hockenheim, e perdonateci se lasceremo da parte qualcosa: con tutto quello che è successo si fa prima a vedere la gara piuttosto che a raccontarla!

AGGIORNAMENTO: le due Alfa Romeo di Kimi Raikkonen e Antonio Giovinazzi, rispettivamente settimo e ottavo al traguardo, sono state penalizzate entrambe di 30 secondi per aver infranto l’articolo 27.1, relativo alla procedura di partenza, e concludono la gara in 12esima e 13esima posizone alle spalle di Russell. Scalano dunque in settima e ottava posizione le due Haas di Romain Grosjean e Kevin Magnussen, mentre chiudono la zona punti Lewis Hamilton (nono) e Robert Kubica (decimo) il quale regala finalmente il primo punto iridato per la Williams nel 2019. L’Alfa Romeo ha già fatto sapere che presenterà ricorso in quanto crede di possedere prove a difesa della propria posizione. Seguono ulteriori aggiornamenti.

Mercedes, anniversario amaro

Era il 125esimo anniversario dalla nascita della Mercedes Benz nonché il 200esimo GP disputato dalla scuderia tedesca in Formula 1, ma la ricorrenza, celebrata da tutto il team con tanto di livrea speciale e abbigliamento tipico degli anni ’50, non ha regalato alle Frecce d’Argento il risultato sperato. Hamilton, scattato dalla pole, ha dovuto affrontare una serie di circostanze sfavorevoli sia per errori suoi (tra cui uno con cui si è procurato una penalità per aver tagliato la corsia d’ingresso dei box) sia per il tempismo sfortunato delle Safety Car chiamate in causa durante la gara. Il britannico ha dunque tagliato il traguardo al di fuori della zona punti, ma si è potuto parzialmente consolare per la doppia penalità alle Alfa Romeo che lo collocano in nona posizione, e per il ritiro del compagno e diretto rivale per il titolo Valtteri Bottas. Non si può dire altrettanto della Mercedes, che torna a casa con soli 2 punti in saccoccia.

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Valzer dei pit stop

Il Gran Premio di Hockenheim passerà agli annali non solo grazie ai suoi risultati inattesi ma anche in virtù di una statistica record per l’era ibrida: si registra infatti l’esorbitante numero di 78 pit stop totali nel corso di 64 giri, una media (abbassata dai ritirati) di quasi 4 soste ciascuno. In effetti, tutti i piloti che hanno tagliato il traguardo ad eccezione di Sainz (3 soste per lo spagnolo) hanno effettuato almeno 4 cambi gomma, con Hamilton e Magnussen che addirittura sono transitati per ben 6 volte sulle rispettive piazzole. A tali numeri incredibili ha senz’altro contribuito l’imprevedibilità meteorologica di Hockenheim, che ha costretto i piloti a passare continuamente dalle gomme intermedie a quelle slick e viceversa, dando vita a una girandola di pit stop (spesso anche lunghi e difficoltosi) che ha reso il GP di Germania 2019 un evento sensazionale e indimenticabile.

Hulk, un supereroe impreparato

Quando eravamo bambini ci è stato insegnato che i supereroi si fanno sempre trovare pronti al momento giusto, ma in Formula 1 c’è un Hulk che non è mai riuscito a esprimere questa capacità: stiamo ovviamente parlando di Nico Hulkenberg, che detiene l’infelice record di essere il pilota di Formula 1 ad aver disputato il maggior numero di Gran premi (169) senza mai essere salito sul podio. A onor del vero, il tedesco numero #27 non ha mai avuto a disposizione vetture per lottare regolarmente in zona podio, ma ha mancato alcune occasioni ghiotte: come oggi, anche nella pazza gara di Baku 2017 avrebbe potuto ambire ad una delle prime 3 posizioni ma anche allora commise un errore e andò a muro; inoltre, ai tempi della Force India il suo ex compagno Sergio Perez riuscì a salire sul podio a differenza sua, a parità di auto. Podio che dunque rimane una chimera per Hulkenberg, il quale adesso dovrà rialzarsi per evitare conseguenze peggiori chiacchierate negli ultimi tempi: la perdita del sedile alla Renault.

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