Con i campionati mondiali di nuoto ormai conclusi è arrivato il momento di fare delle valutazioni su chi ha sorpreso e chi ha deluso i tifosi, passando dalle certezze alle rinascite.

I migliori

Adam Peaty voto 10: il fuoriclasse britannico ha disputato l’ennesimo mondiale dominando la rana veloce e disputando una frazione mostruosa nella staffetta 4×100 misti maschile che è valsa l’oro alla Gran Bretagna, oltre al bronzo nella 4×100 misti mista. Il classe 1994 arriva dunque a quota 10 medaglie iridate, 8 delle quali del metallo più prezioso. Il più forte di tutti.

Caeleb Dressel voto 10: il nuovo divo del nuoto ha chiuso con sei medaglie d’oro (tre individuali) e una d’argento, riuscendo nell’impresa di fermare il cronometro sotto i 47 secondi con costume in tessuto nei 100 stile. Mattatore assoluto della velocità.

Kristóf Milák voto 8: è nata una stella. L’ungherese del 2000 ha strappato dalle mani di Michael Phelps il record del mondo nei 200 farfalla, gara vinta con oltre tre secondi di vantaggio su Seto. Se riuscirà ad essere competitivo nella distanza dimezzata potrebbe diventare un grosso problema per i califfi della velocità. Un predestinato.

Daiya Seto voto 8: il suo palmarès in Corea del Sud dovrebbe indurre ad una valutazione più alta, ma la scarsa concorrenza nei misti ha influenzato molto i suoi risultati. Nonostante questo, il giapponese torna in patria con due ori e un argento. Carpe diem.

Evgenj Rylov voto 7: il russo è quel classico atleta che non smuove gli animi del grande pubblico ma il suo lavoro lo porta sempre a casa. Se nel dorso veloce si è fatto sorprendere da Waddel e Xu, rispettivamente nei 50 e nei 100 conclusi entrambi con l’argento al collo, nei 200 ha sconfitto il campione olimpico in carica. Chiude il mondiale con un oro e tre argenti (uno dei quali nella 4×100 SL maschile). Il 7 fisso in pagella.

Il “limbo”

Sun Yang voto 6,5: dopo le tante polemiche e una grande dose di fortuna, il gigante cinese chiude il mondiale con due ori. Il primo nei 400 SL vinto ai danni di Horton e Detti, mentre il secondo nei 200 SL a causa della squalifica di Rapsys. Che non sia più dominante come qualche anno fa è indubbio, ma il suo lavoro (pulito o meno che sia) lo fa sempre. Giudizio sospeso, in tutti i sensi.

Chad Le Clos voto 6,5: il campionissimo sudafricano non è più quello che a Londra 2012 incantò il mondo ma quando è ora di lottare per le medaglie si fa sempre trovare pronto. Con due bronzi nei 100 e 200 farfalla si mantiene ad alti livelli ma appare in fase calante. Tokyo 2020 ultima chiamata per la rinascita?

Gregorio Paltrinieri voto 6,5: questa è più una provocazione che una valutazione oggettiva. Con una vittoria nei 1500 il suo mondiale sarebbe stato da 10 e lode, ma la scarsa condizione in finale dovuta anche alla lunga rassegna iniziata con le acque libere ha inficiato molto la “sua” gara. Cede lo scettro di “re del mezzofondo” a Wellbrock ma si consola con un grandissimo oro negli 800 SL. Tornerà più forte di prima e tra due anni si riprenderà la corona.

Gabriele Detti voto 6: replicare i fasti di Budapest 2017 non era semplice ma senza dubbio negli 800 ci si aspettava un risultato migliore, considerata anche la condizione non eccellente di Sun e Horton. Senza dubbio sufficiente. Però…

I peggiori

Mitchell Larkin voto 5: dopo Kazan 2015 ci si aspettava una consacrazione di uno dei dorsisti più eleganti degli ultimi anni, ma il talento australiano non è mai esploso e in questa rassegna ha collezionato solo un bronzo nei 200. Il dorso in questo momento non è invaso di fuoriclasse, quindi il margine per tornare grande c’è tutto. Tornerà quello di Kazan?

Ryan Murphy voto 5: il campione olimpico nei 100 e 200 dorso è apparso alquanto macchinoso nella sua nuotata e nelle gare individuali ha trovato ritmo solo nei 200 chiusi al seocondo posto. Buono il suo aiuto alle staffette miste che gli hanno portato altri due argenti. Potenzialmente è il più forte, ma quello di Gwangju è un suo lontano parente. Sveglia!

Mack Horton voto 5: clamore, clamore e clamore. Ma poco altro. Anzi, dopo il caso mediatico globale sulla premiazione di Sun Yang, è arrivata la squalifica di un’atleta della nazionale australiana che ha messo a tacere molte discussioni. La sua condizione non era assolutamente delle migliori e infatti sul piano individuale si è messo al collo solo l’argento nei 400. Altro discorso per la staffetta 4×200, vinta con merito da un super team composto dallo stesso Horton, Lewis, Chalmers e Graham. A Tokyo arriverà con il coltello tra i denti.

Kliment Kolesnikov voto 4: il primatista del mondo nei 50 dorso ha messo a segno una delle peggiori partenze della storia del nuoto, distruggendo una gara che poteva tranquillamente dominare. Chiude la rassegna iridata con un bronzo e considerando l’assenza della distanza breve ai Giochi Olimpici dovrà aspettare due anni per rifarsi. Zane Waddel ringrazia.

Andrij Govorov voto 3: l’ucraino classe 1992 continua a steccare e nonostante il suo world record nei 50 farfalla non ha mai vinto una gara a livello mondiale. Zero ori olimpici, zero ori ai mondiali in lunga e zero in corta. Un primatista del mondo che non vince mai.

Nei prossimi giorni torneremo con le pagellone sul nuoto femminile, dal 10 per Simone Manuel al 5 delle sorelle Campbell

 

 

 

 

 

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