Dopo aver dato le nostre valutazioni agli uomini è arrivato il momento del “pagellone” delle donne, per vedere assieme chi ha deluso e chi invece esce al meglio dal campionato mondiale coreano.

Le migliori

Federica Pellegrini voto 10: campanilismo? Un po’ sì, ma come potremmo non osannare una campionessa senza tempo capace di vincere la sesta medaglia d’oro iridata in carriera a 10 anni di distanza dalla storica rassegna di Roma 2009? Un’icona dello sport italiano e globale, una donna in grado di rialzarsi quando in tanti dopo i Giochi di Londra 2012 la davano per finita. A 31 anni si lascia alle spalle tutte le nuove leve e domina i 200 SL. Semplicemente, “La Divina”.

Simone Manuel voto 10 (e lode): forse l’atleta più sorprendente dei campionati mondiali di Gwangju, a 22 anni è la prima donna della storia a chiudere una rassegna iridata con sette medaglie al collo. Autentica dominatrice dello sprint a stile, partita da sfavorita nonostante il titolo olimpico conquistato a Rio, ha bruciato sia nei 50 che nei 100 Sarah Sjöström e Cate Campbell. Quattro ori e tre argenti: irripetibile.

Reagan Smith voto 9,5: poco mediatica e poco nota (giustamente, è del 2002) la statunitense ha lasciato tutti a bocca aperta nei 200 dorso vincendo con record del mondo. A 17 anni appena compiuti sarà la regina del dorso per il prossimo lustro e potenzialmente può lottare su tutte le distanze. La sorpresa.

Simona Quadarella voto 9: ci stava facendo venire un infarto e per poco non c’è riuscita. Dopo la vittoria netta nei 1500 SL, negli 800 è arrivata ad una vasca dalla vittoria mettendo per la prima volta in seria difficoltà la fuoriclasse Katie Ledecky. Un oro e un argento per una ragazza che ha davanti una carriera potenzialmente da grandissima. A Tokyo sarà l’incubo della Ledecky.

Katinka Hosszú voto 8,5: la “lady di ferro” si è concentrata nei misti vincendo sia i 200 che i 400 a mani basse. Le resta qualche rimpianto per i 200 farfalla non disputati e vinti dalla connazionale Boglarka Kapas e che con il senno di poi avrebbe vinto senza particolari patemi. A 30 anni la sua carriera non ha più bisogno di parole, bastano i numeri: 3 ori olimpici, 26 mondiali tra vasca corta e lunga e 30 europei. Infinita.

Lilly King voto 8,5: non sta simpatica a nessuno, ma vince sempre. La regina della rana, con qualche fatica di troppo, torna a casa con gli ori nei 50 (battendo Benedetta Pilato, sulla quale ci concentreremo in un articolo ad hoc), nei 100 e nella 4×100 misti femminile, oltre ad un argento nella 4×100 misti mista. Antipatica, ma dannatamente concreta.

Il “limbo”

Julija Efimova voto 7: è una sorta di Chad Le Clos al femminile. Da anni ormai non è più quella dominatrice di un tempo ma riesce sempre a portare a casa degli ottimi risultati. La russa torna dalla Corea del Sud con un oro, un argento ed un bronzo per arricchire un palmarès iridato che conta già 17 medaglie. I 200 rana restano la sua gara, ma la competizione non è delle più elevate.  Bella e brava, ma non basta per battere la King.

Sarah Sjöström voto ?: la fuoriclasse svedese, donna di punta del nuoto mondiale, ha deluso le aspettative e per questo non si meriterebbe una grande valutazione. Tuttavia, il grande pubblico da lei si aspetta sempre prestazioni monstre e in questa rassegna ha dimostrato di essere umana, rendendosi anche più simpatica. Chiariamo: la primatista del mondo dei 50 SL, 100 SL, 50 e 100 farfalla chiude il mondiale con 5 medaglie, un oro, due argenti e due bronzi. Per tutti gli altri atleti del mondo basterebbe per meritarsi un 10 e lode, per lei invece significa una sufficienza. Ha due tabù da sfatare, il primo è quello di vincere per la prima volta i 100 SL in un contesto internazionale ed il secondo è di non farsi influenzare dall’esito dei 100 farfalla. Se li vince domina tutto, se li perde si annebbia.

Ye Shiwen voto 6: sembra finalmente tornata ai livelli di Londra 2012 (livelli dubbi, ma sorvoliamo), tuttavia dalla cinese non bisogna mai aspettarsi nulla perché è capace di scomparire per altri due o tre anni. Nonostante ciò, la campionessa olimpica 2012 dei 200 e 400 misti ha ottenuto due argenti alle spalle della Hosszú nelle stesse gare e se si manterrà su questi livelli a Tokyo potrebbe dare del filo da torcere alla “lady di ferro”. Sarà tornata per restare?

Katie Ledecky voto 6: resta la più forte ma per la prima volta ha dimostrato di non essere imbattibile. Dopo l’exploit dei 5 ori conquistati a Budapest, la statunitense se l’è vista brutta con la nostra Quadarella, spuntandola solo alla sedicesima vasca. Non era al meglio della condizione quindi: mai scommettere contro di lei.

Le peggiori

Ranomi Kromowidjojo voto 5: i bei tempi degli ori olimpici e mondiali sono passati ma nella velocità a stile libero resta sempre una contender di alto livello. L’olandese di origini surinamesi chiude la rassegna con un argento nei 50 SL alle spalle di Sarah Sjöström. Tokyo 2020 potrebbe essere l’ultimo treno.

Bronte Campbell voto 4: la piccola delle sorelle Campbell è un’atleta tanto vincente quanto misteriosa. In carriera i suoi successi sono arrivati principalmente dalle staffette ed è stato così anche a Gwangju con tre medaglie nelle varie 4×100. A Kazan 2015 aveva stupito tutti con due ori individuali negli sprint a stile libero. Individualmente in questo mondiale è stata inesistente.

Cate Campbell voto 5,5: anche per lei il mondiale coreano non è stato all’insegna dei fasti di Barcellona 2013, quando a soli 21 anni aveva incantato il mondo intero nella gara “regina”. Senza Simone Manuel sarebbe stata una rassegna super, ma in questo caso si è dovuta inchinare alla statunitense. Così come la sorella minore si consola con due ori nelle staffette 4×100 SL femminile e 4×100 misti mista. Campionessa a cui manca sempre qualcosa.

Penny Oleksiak voto 4: la canadese oro olimpico di Rio 2016 ha chiuso la rassegna iridata senza medaglie individuali e tre bronzi nelle staffette. Il trionfo agli scorsi Giochi nei 100 SL sia stato un exploit fine a sé stesso o si potrà ripetere? La sua giovane età comunque le darà modo di rialzarsi al meglio. Una 2000 che ha tanti anni davanti.

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