” Il nostro sport. Lo sport dei maghi. Come, come il calcio nel mondo dei Babbani: tutti seguono il Quidditch. Si gioca in aria, cavalcando manici di scopa e con quattro palle… difficile spiegare le regole”.

Il Quidditch molto probabilmente è uno dei pochi – se non l’unico –  sport nato dalla fantasia di una scrittrice. Jonne Rowling, incisa nella storia con il nome di J. K. Rowling, nasceva a Yate il 31 Luglio del 1965; quindici anni dopo a Godric’s Hollow è lei stessa a far  nascere Harry Potter dalla sua penna. Proprio con gli occhi del maghetto più famoso del mondo abbiamo conosciuto il Quidditch a Diagon Alley, nel capitolo 5 del primo libro della saga. ”Difficile spiegare le regole” asserisce un Rubeus Hagrid che per qualche minuto somiglia ad un personaggio di Nick Hornby così preso com’è dalla passione per lo sport che ama, a tratti romantico nonostante la stazza.

”Qual è la tua squadra del cuore di Quidditch?” è uno tra i più celebri e babbani scambi di parole tra il protagonista e il suo fidato amico Ron Wesley. Quanti di noi a scuola hanno detto o si son sentiti dire ”Tu per che squadra fai il tifo?”. Che nel quidditch ci fosse un non so che di babbano (termine utilizzato per indicare persone non provenienti da famiglie magiche) era chiaro già dall’inizio. Quel che nella saga si fa risalire al XI secolo, nel territorio della Palude di Queerditch, nel mondo reale nasce a Middlebury nel Vermont nel non lontano 2005. Nel 2009 nasce l’Intercollegiate Quidditch Association che in un solo anno diventa International Quidditch Association, organo a giurisdizione mondiale, sotto la presidenza del britannico Brian Gallaway, che vanta 18 federazioni affiliate tra cui quella italiana AIQ.

In campo scendono 14 giocatori, 7 per squadra, ed occupano un terreno rettangolare di 60×33 con tre cerchi di altezza differente sui due lati corti. La durata media di una partita va dai 20 ai 40 minuti, tutto dipende dall’abilità di boccinatore e cercatori. Durante la gara i giocatori devono stare a cavallo della scopa potendo, talvolta, giocare la palla con una sola mano; la scopa non può infatti toccare completamente terra. Il giocatore scende dalla scopa solo quando viene colpito da un bolide. I bolidi sono i palloni giocabili solo dai battitori, il loro ruolo è sia difensivo che offensivo: devono centrare i giocatori avversari per costringerli a tornare agli anelli prima di rientrare nel vivo nel gioco e proteggere allo stesso tempo i propri giocatori dagli attacchi avversari. In campo vi sono quattro battitori ma tre soli bolidi costitutiti da palle da dogeball leggermete sgonfie. I giocatori protetti o vittime dei battitori sono i cacciatori, tre per squadra. A loro spetta il compito di raccogliere 10 punti indirizzando la pluffa, palla da volley più sgonfia della norma, all’interno degli anelli. Vince la gara chi ha collezionato più punti al momento della cattura del Boccino. Il boccino è una pallina da tennis che entra in gioco grazie al boccinatore, normalemente vestito di giallo in quanto neutrale, e può essere catturato esclusivamente dai cercatori, uno per squadra, per 30 punti.

”Harry imparò così che esistevano settecento modi di commettere un fallo a Quidditch e che durante una partita di Coppa del Mondo, nel 1473, si erano verificati tutti; e che, sebbene i giocatori morissero di rado durante una partita di Quidditch, si aveva notizia di arbitri svaniti nel nulla e ricomparsi nel deserto del Sahara a distanza di mesi.”

Affinchè una partita di Quidditch babbano sia regolare gli arbitri in campo devono essere ben 8: l’arbitro principale, due assistenti, un arbitro del boccino, due arbitri degli anelli, lo scorekeeper e il timekeeper. I falli possono essere numerosi e di varia natura, sanzionabili con i cartellini che vanno dal blu al rosso passando per il giallo, in ordine di gravità. Dopo alcune azioni considerate fallose l’arbitro principale con un doppio fischio indica l’interruzione del gioco. A quel punto tutti i giocatori son tenuti a lasciare a terra sia la scopa che l’eventuale palla in possesso. Il giocatore sanzionato da un cartellino blu va in panchina per un minuto oppure fino a quando la squadra avverasaria non realizza un punto. I cartellini gialli, al contrario dei blu puniti nello stesso modo, sono comulativi e possono portare al rosso dopo due estrazioni. I giocatori puniti non possono essere sostituiti, nel caso in cui la penalità spetti al portiere un altro giocatore in campo deve prendere il suo posto. Il cartellino rosso invece prevede sì l’ allontanamento dal campo ma consente sostituzione. Un unicum la regola del massimo quattro: ogni squadra deve avere massimo quattro giocatori in campo che si identifichino nello stesso genere, cinque con l’ingresso in gioco del cercatore. Conta l’identificazione personale che può quindi anche variare rispetto al genere della persona. Il quidditch accetta ogni genere senza discriminazione alcuna.

Chissà quanto in alto ci farà volare questo sport nel tempo…

 

 

 

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