Negli ultimi anni la parola “resilienza” è diventata assai di moda nel linguaggio comune, spesso utilizzata anche impropriamente, ma ci sono dei casi in cui risulta essere perfettamente consona. La resilienza, appunto, è una delle grandissime virtù di una campionessa assoluta, una donna in grado di incantare, cadere, farsi (e fare) male e rialzarsi più forte di prima. Una fuoriclasse senza tempo, un’icona globale e un punto di riferimento per gli sportivi sparsi in ogni angolo del mondo che oggi spegne 31 candeline. Tanti auguri alla Divina, tanti auguri a Federica Pellegrini.

Nata a Mirano il 5 agosto 1988, la Pellegrini si mise in luce al grande pubblico ai Giochi Olimpici di Atene 2004, quando a soli 16 anni conquistò la sua prima medaglia “pesante”: l’argento nei 200 SL alle spalle di Camelia Potec, nuotatrice rumena che in quella rassegna olimpica piazzò il risultato più importante di una carriera tutto sommato non di altissimo livello. Quel secondo posto fu uno dei momenti più tristi per la Divina, ma con il senno di poi fu, assieme all’argento di Montrèal 2005, una sconfitta fondamentale per la crescita della veneta che da quel podio in poi divenne quello che tutt’oggi è, una campionessa. La prima medaglia internazionale arrivò ai campionati europei di Eindhoven 2008 quando siglò il record del mondo nei 400 SL in 4’01″53.

La definitiva consacrazione arrivò alle Olimpiadi di Pechino 2008 quando vinse l’oro nei 200 SL all’età di 20 anni, con world record davanti alla Isakovic e alla Jiaying. Da quel momento divenne la nuotatrice globale che fino all’ora non era e si confermò sul tetto del mondo ai campionati mondiali di Roma 2009 quando trionfò sia nei 200 che nei 400, firmando quello che tutt’oggi resta il miglior tempo di sempre nelle quattro vasche (anche se con costume gommato). Due anni dopo riuscì nell’impresa di bissare l’accoppiata 200/400 ai mondiali di Shanghai sotto la guida dell’allenatore francese Philippe Lucas, ma da quei trionfi cominciò il primo declino di quella che oramai era diventata la stella del nuoto internazionale.

Nonostante una buona rassegna continentale preolimpica si presentò ai Giochi di Londra 2012 con tutti i riflettori puntati, ma dopo la fine del rapporto con Lucas e con una condizione psicofisica non delle migliori arrivò una grande batosta nei 400 SL, vinti da Camille Muffat e conclusi da Federica al quinto posto. Dopo la delusione delle otto vasche cercò di difendere il titolo olimpico nella distanza dimezzata, ma finì con un ulteriore quinta posizione ben lontana dalla vincitrice Schmitt e dall’argento Muffat. Dopo Londra buona parte dei mass media la diedero per “finita” considerando anche la freschezza delle nuove leve come Ledecky, Kromowidjojo e Franklin, in molti addirittura ipotizzarono un ritiro dalle competizioni. Eppure, l’anno seguente, ai campionati mondiali di Barcellona 2013 andò ad un passo dalla vittoria dei 200 SL, chiusi al secondo posto ai danni di una straripante Missy Franklin. Per stessa ammissione della Pellegrini quella fu una delle medaglie più importanti di una già immensa carriera. Due anni dopo, a Kazan in Russia bissò l’argento alle spalle della Ledecky e decise di abbandonare definitivamente i 400. Ai Giochi di Rio 2016, dove Federica fu la portabandiera italiana, arrivò la terza grande delusione. Nei 200 SL si classificò quarta alle spalle di Ledecky, Sjöström e McKeon e ricominciarono le voci su un suo possibile addio alle gare. A discapito di ciò, La Divina si rialzò per l’ennesima volta e si presentò a Budapest non da favorita, ma a sorpresa tornò a vincere un oro iridato davanti a Ledecky e McKeon.

L’apice di una carriera infinita si è verificato pochi giorni fa, quando in Corea del Sud è riuscita nell’impresa di vincere il sesto oro mondiale, nonché l’undicesima medaglia iridata. Dalle lacrime di tristezza ad Atene 2004 è passata a quelle di gioia immensa di Gwangju, dove ha dimostrato a tutto il mondo di essere una fuoriclasse senza tempo. Ed ora non ci resta che attendere l’ultima sinfonia di Federica a Tokyo 2020, quando a distanza di 12 anni andrà in cerca dell’oro olimpico per concludere al meglio una carriera indescrivibile.

Nel frattempo aspettiamo e godiamoci questa incredibile donna e campionessa. Tanti auguri alla più grande sportiva italiana di sempre, buon compleanno Divina.

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