Ci si poteva aspettare di tutto da questo weekend di rugby internazionale ma di certo non che potesse diventare indelebile nella storia recente dello sport. Eppure, sabato 10 agosto 2019, ha segnato (forse) uno snodo cruciale per il futuro della “palla ovale”, ma per dirlo ad alta voce sarà necessario attendere un paio di mesi e trarre le conclusioni definitive post Rugby World Cup. Tuttavia, se fino a qualche settimane fa la corsa alla Webb Ellis Cup sembrava la classica passerella neozelandese verso il terzo trionfo di fila, a rimescolare le carte ci hanno pensato in primis le due rivali storiche, Sudafrica ed Australia, e in secondo luogo le superpotenze del Vecchio Continente.

Il Rugby Championship, torneo nato con l’ingresso dell’Argentina tra le potenze dell’ex Tri Nations, si è concluso con un risultato a dir poco stupefacente. Che gli All Blacks non fossero del tutto in forma si era visto già dal match iniziale con i Pumas, vinto con molti affanni. Il successivo pareggio contro gli Springboks aveva lasciato presagire che, dopo tre vittore consecutive, il trofeo non era più così saldamente tra le mani dei “tutti neri”: e così è stato. Il risultato cruciale, prima della clamorosa ultima giornata, è stato proprio quello dell’esordio nella competizione, con il Sudafrica vincitore con 18 punti di scarto contro l’Australia, a discapito di una sofferta vittoria con un margine di 4 della Nuova Zelanda sull’Argentina. Il pareggio di Wellington ha lasciato invariate le differenze punti, mettendo leggermente avanti i sudafricani in vista dell’ultimo scontro, che vedeva la squadra di Rassie Erasmus sfidare il XV di Ledesma, mentre gli All Blacks di Hansen avevano l’arduo compito di vincere con ampio margine contro gli Wallabies di Cheika per ribaltare la classifica.

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Verso le 13.30 di sabato è successo l’inverosimile. A Perth, davanti a 60mila spettatori, la Nuova Zelanda subisce la peggior sconfitta della sua gloriosa storia. Un 47 a 26 mostruoso degli uomini capitanati da Michael Hooper che fa completamente deragliare i bi-campioni del mondo in carica, a causa anche dell’espulsione di Scott Barrett. Qualche ora dopo, il Sudafrica, battendo per 46 a 13 l’Argentina, riconquista dopo 10 anni un trofeo internazionale dal lontano trionfo del Tri Nations 2009, ponendo fine al dominio nero nel Championship con 6 vittorie su 8 edizioni. Lo fa grazie ad una solidità mai vista nell’ultimo periodo, la classica fisicità sovrumana e un equilibrio tra i trequarti.

In vista della Coppa del Mondo gli All Blacks restano comunque la squadra da battere, considerando anche i numerosi esperimenti fatti da Hansen in questi tre incontri, ma la solidità sudafricana e la ritrovata frizzantezza australiana potranno senza dubbio dar del filo da torcere ai neozelandesi, rendendo la corsa al terzo mondiale consecutivo un’impresa non così scontata. Per non parlare dell’avanzata delle nazionali europee, su tutte Irlanda, Galles e Inghilterra, che arriveranno in Giappone per sparigliare le carte. Nei prossimi giorni commenteremo i risultati dei test match europei, restate sintonizzati su Journalism Zoom.

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