L’estate rossonera finora è stata particolare, insolita rispetto alle abitudini dei tifosi del Diavolo i quali nel recente periodo sono stati abituati o a spese irrazionali o a trattative low cost dell’ultima ora. La strategia di Elliott è molto lontana dalle logiche di mercato globali fatte di cifre monstre e clausole miliardarie. La nuova dirigenza del Milan ha puntato tutto su giovani promesse, offrendo contratti lunghi, principalmente quinquennali, e senza investire su campioni di primo piano. Sarà stata una scelta giusta fare all-in su questi talenti?

Con ancora più di due settimane di mercato la fisionomia della squadra di Giampaolo non può ancora essere quella definitiva e per questo la tifoseria rossonera spera in un innesto in grado di smuovere gli equilibri del club. Paradossalmente, dei cinque colpi già ufficializzati dal Milan nessuno in questo momento parte tra gli undici titolari, l’unico dovrebbe essere Theo Hernández, ma a causa di un infortunio non verrà lanciato prima della sosta per le nazionali.

Il brasiliano classe 1996 Duarte è arrivato da poco a Milanello e per questo non è ancora inserito nei movimenti. Con Caldara fuori ancora per qualche mese è verosimile che il titolare nel girone d’andata resterà Mateo Musacchio, oramai a suo agio in coppia con capitan Romagnoli. I due ex Empoli, Bennacer e Krunić, allo stesso modo dovranno aspettare qualche settimana prima di entrare nelle rotazioni di Giampaolo, soprattutto l’algerino che ha svolto il primo allenamento il 14 agosto. Nonostante ciò, il miglior giocatore della Coppa d’Africa in prospettiva sarà la vera alternativa a Biglia, il quale dopo essere stato sul mercato ha convinto la società e quindi guiderà il centrocampo milanista per tutta la fase iniziale della stagione. Per quanto riguarda Krunić, stando alle indiscrezioni da Milanello, dovrebbe fare la riserva di Çalhanoğlu o di Paquetà, a meno che non arrivi un’offerta valida per la cessione di Kessié che farebbe scalare il bosniaco nelle gerarchie. Altro uomo da non sottovalutare è Fabio Borini, utilizzato spesso da interno in estate e che garantisce inserimenti e finalizzazioni. Ultimo, ma non per importanza, Rafael Leão, arrivato dal Lille per sostituire Cutrone e che nella prima apparizione in Kosovo ha dato segnali di grande estro. Tuttavia, l’allenatore del Milan ha dichiarato di vederlo ancora molto “indisciplinato” sul piano tattico e risulta difficile ipotizzare un suo impiego nelle prime giornate di Serie A. Inoltre, c’è da considerare un ottimo precampionato di Castillejo, trovatosi molto a suo agio e più concreto nel ruolo da spalla di Piątek rispetto alla sua naturale posizione da ala.

Ad oggi il Milan si trova in una situazione complicata: i giocatori più appetibili sul mercato non vogliono lasciare Milano e soprattutto sono rientrati nei piani di Giampaolo, tra questi Suso, che sarà il trequartista titolare con Paquetà confermato da mezzala; Castillejo nel ruolo di seconda punta; e Donnarumma inamovibile tra i pali, nonostante un corteggiamento del PSG che potrebbe nei prossimi giorni proporre una cifra che il Milan sarà inevitabilmente costretto a prendere in considerazione. Situazione differente per Kessié e Silva, il primo non ideale per gli schemi del tecnico abruzzese e che interessa molto in Premier League, mentre il secondo inserito nell’effetto domino con Atletico Madrid e Valencia ma che non sembra decollare. Tuttavia, le offerte da circa 28 milioni presentate sin ora per l’ivoriano non convincono la Maldini, che a sua volta ne chiede non meno di 40.

In definitiva, il Milan senza coppe si trova a 10 giorni dall’inizio del campionato con un undici titolare uguale (nei nomi) a quello della scorsa stagione, in attesa dei ritorni dagli infortuni e dell’inserimento ottimale nelle logiche di gioco rossonere. Per questi motivi, contro l’Udinese è probabile che scenderà in campo questa formazione: Donnarumma; Calabria, Musacchio, Romagnoli, Rodriguez; Paquetà, Biglia, Çalhanoğlu; Suso; Castillejo, Piątek. I possibili cambi a partita in corso saranno Borini da interno sinistro, Bennacer per Biglia e Bonaventura per Castillejo con Suso seconda punta.

In questi ultimi giorni di mercato i rossoneri avranno assolutamente bisogno di mettere a segno due cessioni. I più indiziati sono Silva e Kessié, mentre risultano ormai remote le possibilità di cessioni di Donnarumma, considerando anche il prestito di Plizzari al Livorno, e di Suso, incedibile per Giampaolo. A meno di offerte monstre il Milan resterà così com’è e comunque, l’eventuale innesto di Correa non sposterebbe di tanto gli equilibri del campionato. Con questi uomini in rosa, solo Giampaolo potrà essere in grado di “tirare fuori il coniglio dal cilindro” attraverso un gioco spumeggiante, altrimenti la caccia al quarto posto rimane molto complessa.

Da giugno c’è stato solo un nome, accostato romanticamente al Milan, in grado di cambiare le sorti del club: il pallone d’oro in carica Modric, che tuttavia resterà un semplice sogno di mezza estate.

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