Con Giro d’Italia e Tour de France ormai alle spalle, sabato 24 agosto da Torrevieja partirà la 74esima edizione della Vuelta a España con una cronometro a squadre  di 13,5 km che metterà subito in luce le gerarchie per gli uomini di classifica. Come da tradizione la corsa spagnola proporrà molti dei big presenti al Giro, che di solito organizzano la stagione puntando proprio sulle “tre settimane” italiane e spagnole. Vediamo assieme le principali tappe e soprattutto quali sono i favoriti che si contenderanno la maglia rossa fino a Madrid.

A detta di molti l’indiziato numero uno per la vittoria finale è Primož Roglič il quale però dovrà cercare di difendersi il più possibile nelle tappe di montagna, cominciando già dalla quinta frazione con arrivo in cima all’Osservatorio Astrofisico di Javalambre (11 km al 7,8% medio). Lo sloveno parte davanti a tutti visto che con l’inserimento di una cronometro individuale di oltre 36 chilometri avrà la possibilità di guadagnare anche un paio di minuti sui diretti avversari, ossia Miguel Ángel López ed il vincitore del Giro d’Italia Richard Carapaz. I due sudamericani, con ogni probabilità, raccimoleranno un discreto vantaggio dopo la salita finale della settima tappa a Mas de la Costa, con 4000 metri al 12,3% ed un strappo fino al traguardo con punte al 17.

Come in tutte le grandi corse a tappe la seconda metà offrirà al grande pubblico la maggior parte delle emozioni. La prima tappa clou sarà la numero 13 con l’arrivo in vetta al Monumeto Vaca Pasiega, classificato come especial (o fuori categoria), che vedrà i big darsi battaglia su pendenze massime del 25%. I due tapponi montani saranno rispettivamente alla quindicesima frazione, con traguardo posto al Santuario del Acebo (8 km al 9,7%), e alla diciottesima con quattro gpm di prima categoria e arrivo in discesa. Da non sottovalutare nemmeno la frazione numero 16, con 18 chilometri di salita nel finale. Infine, come spesso accade, la ventesima tappa decreterà il vincitore della Vuelta 2019 e per rendere i giochi aperti fino all’ultimo gli organizzatori hanno disegnato un percorso composto da sei gran premi della montagna, in 190 chilometri senza un secondo di pianura. Chi si vestirà di rosso dopo la Plataforma de Gredos sarà il successore di Simon Yates.

Riuscirà Carapaz a bissare il successo del Giro d’Italia o avremo un nuovo campione delle corse a tappe di tre settimane?

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