A meno di un mese dall’inizio della Rugby World Cup, in questa nuova rubrica proveremo ad approfondire le condizioni delle prime nazionali del ranking per vedere fino a che punto potranno spingersi nella corsa alla Webb Ellis Cup. In questo articolo parleremo delle ultime due vincitrici del Sei Nazioni: Irlanda e Galles, le quali si apprestano a vivere l’avvicinamento al Giappone con stati d’animo totalmente diversi.

Irlanda

La squadra di Joe Schmidt è reduce dalla peggiore sconfitta di sempre a Twickenham contro i rivali inglesi, una battuta d’arresto inaspettata e inspiegabile. Che l’Inghilterra stia vivendo un grande momento di forma non è in dubbio, ma i trifogli si sono fatti trovare totalmente impreparati e inermi davanti alla fisicità degli uomini di Eddie Jones. Il risultato finale di 57 a 15 ne è la prova e per questo dovranno lavorare molto sulle tante cose che non sono funzionate nel pomeriggio londinese di sabato 24 luglio.

I principali inciriminati della sconfitta sono i tre uomini della prima linea: Furlong, Best e Healy, quest’ultimo vittima di un infortunio alla caviglia che potrebbe complicare molto i piani irlandese. Per quanto riguarda il capitano Rory Best è reduce da una delle peggiori prestazioni in touche della carriera, con molti errori in un fondamentale che negli ultimi anni è sempre stato dominato dai trifogli. Inoltre, ci sono da sottolineare le nette insufficienze in pagella dei due leader carismatici della mischia irlandese: CJ Stander e Peter O’Mahony, due ex British and Irish Lions che non sono mai entrati nel vivo della partita, né in fase offensiva né in fase difensiva. Per i trequarti il giudizio non può che restare in sospeso a causa dell’assenza del miglior giocatore al mondo 2018 Jonathan Sexton, della sua prima riserva Joe Carbery. Inoltre, resta da trovare una quadra sulla composizione titolare del triangolo allargato, poiché il tentativo di far coesistere Larmour e Kearney non sembra aver dato i suoi frutti. Joe Schmidt dovrà decidere in tempi brevi se puntare sull’esplosività della nuova leva o sull’esperienza del veterano.

Alla Coppa del Mondo l’Irlanda sarà la testa di serie del Girone A, raggruppamento in cui non dovrebbe faticare troppo per accedere alla fase ad eliminazione diretta. Non avrà le insidie dei top team dell’emisfero sud ma si troverà a faticare non poco contro Scozia, Tonga ed i padroni di casa giapponesi. Molto più agevole invece sarà la sfida contro la Russia. Un ottimo banco di prova per Best e compagni sarà la sfida contro i tongani, che da sempre puntano tutto sulla fisicità, per capire se potranno contendere il titolo a Nuova Zelanda e Sudafrica.

Galles

I freschi numero 1 del ranking mondiale hanno tirato un sospiro di sollievo dopo la sconfitta dell’Irlanda contro l’Inghilterra che gli ha fatto mantenere la posizione appena ottenuto ai danni degli All Blacks. Oltre a questo, i campioni in carica del Sei Nazioni stanno vivendo un momento di forma smagliante, con 16 vittorie nelle ultime 17 partite e l’unica sconfitta ai danni sempre dell’Inghilterra nel primo dei due test match di agosto.

Le note positive in vista del mondiale sono sicuramente la solidità e la praticità della manovra gallese, con un pack di mischia senza fuoriclasse assoluti (ad eccezion fatta per il capitano Alun-Wyn Jones) ma molto equlibrata e un potenza di fuoco dei trequarti che fanno dell’esplosività la loro arma vincente. L’infortunio di Faletau lascia qualche perplessità sul titolare della maglia numero 8, con Moriarty utilizzato nei test match ed un Navidi che scalpita dopo le grandi prestazioni nel Sei Nazioni. Possiamo affermare che Warren Gatland non avrà molti dubbi da sciogliere in vista della Coppa del Mondo, con un XV abbastanza certo e pochissimi ballottaggi. Con il ritorno dell’estremo Halfpenny le quotazioni del Galles per una possibile vittoria in Giappone si rialzano vertigginosamente, considerando la precisione chirurgica al piede ed il talento del giocatore degli Scarlets. Con ogni probabilità Gatland schiererà nelle partite importanti un triangolo allargato composto dalle ali North e L. Williams ed Halfpenny da estremo, con la possibilità di inserire Adams (arretrando Williams) per far rifiatare l’ex Lions.

La nota dolente invece è l’infortunio dell’apertura titolare Gareth Hanscombe che dovrà lasciare il posto all’esperto Dan Biggar. Ad un mese dalla Coppa del Mondo, per molti degli addetti ai lavori, il Galles è la terza forza mondiale (nonostante il primo posto nel ranking) alle spalle di Nuova Zelanda e Sudafrica, nonché la più quotata ad avanzare tra le nazionali dell’emisfero nord. I dragoni sono stati inseriti nel Girone D con Australia, Fiji, Georgia e Uruguay. Il passaggio del turno non dovrebbe essere in discussione, ma attenzione agli infortuni perché contro Fiji e Georgia il fisico spesso ne risente.

La settimana prossima parleremo di Australia e Nuova Zelanda

 

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