Dopo aver analizzato le condizioni di forma del Galles, prima nazionale del ranking, e dell’Irlanda, uscita con le ossa rotte dal test match di Twickenham contro l’Inghilterra, oggi parleremo di due big dell’emisfero Sud: Australia e Nuova Zelanda.

Australia

La nazionale guidata dall’ex allenatore del Petrarca Michael Cheika si avvicina alla Coppa del Mondo con molte certezze ma altrettanti problemi da risolvere. Gli Wallabies versione 2019 sono senza dubbio i migliori dell’ultimo lustro, nonostante restino i vicecampioni in carica dopo la finale del 2015 persa 34-17 contro gli All Blacks. Ciò nonostante, dal 2014 gli australiani hanno sempre fatto molta fatica a schierare con costanza un XV collaudato, spesso a causa delle prestazioni altalenanti di Quade Cooper e Kurtley Beale, giocatori dalla tecnica sopraffina ma mai affidabili sul lungo periodo. La gestione Cheika infatti ha puntato sin dall’inizio su Bernard Foley nel ruolo di mediano d’apertura, ottimo nel gioco al piede ma non dotato di una grande visione tattica, e su Israel Folau da estremo, eleganza pura al servizio di un fisico da divinità greca. Tuttavia, i due fari di Cheika sono stati messi da parte per differenti motivi: Foley, per scelta tecnica, è diventato la riserva di un redivivo Christian Lealiʻifano, schierato sempre nei test match di agosto e nella Rugby Championship; Folau invece è stato espulso dalla nazionale australiana per aver violato il codice di condotta e attualmente è in corso un procedimento legale tra le due parti.

I trequarti degli wallabies comunque, nelle ultime settimane, hanno trovato un equilibrio abbastanza solido, facendo leva sul talento di Kerevi, su un ritrovato OConnor e sulla velocità di Hodge. Anche lo stesso Beale, diventato a tutti gli effetti l’estremo titolare, ha mostrato degli ottimi progressi nel ruolo di leader dei trequarti e in Giappone potrà mostrare al mondo le sue infinite skills. Da non sottovalutare l’impatto dei veterani come Ashley-Cooper, Kuridrani e Toomua, i quali pur non essendo appariscenti daranno un enorme contributo alla causa australiana.

Discorso più complicato per il pack degli avanti, che continua a non trovare un equilibrio, nonostante i talenti smisurati dei due flanker Michael Hooper e David Pocock, quest’ultimo vera chiave difensiva dell’Australia e convocato in extremis vista la condizione fisica non eccellente post infortuni. Gli Wallabies giocheranno nel Girone D e non dovrebbero trovare problemi per il passaggio del turno. Attenzione però al piazzamento, perché in questo momento il Galles resta favorito per il primo posto nel raggruppamento.

Nuova Zelanda

Gli All Blacks, tornati al primo posto del ranking dopo la sconfitta del Galles di sabato 31, restano i favoriti numero uno per la vittoria finale che significherebbe quarta Webb Ellis Cup (e terza consecutiva). Dopo la scoppola rimediata nel Rugby Championship dall’Australia, gli uomini di Steve Hansen si sono subito rimessi in carreggiata rifilando un secco 36-0 nella rivincita per la Bledisloe Cup. Pochi giorni fa sono stati ufficializzati i convocati alla RWC in Giappone e, nonostante i molti dubbi in merito ad alcuni senatori, il ct neozelandese ha puntato sull’usato sicuro portando in Asia gente come Dane Coles, Sonny Bill Williams, Anton Lienert-Brown e Ben Smith. Proprio su Ben Smith ci sono state molte voci su una sua possibile esclusione per lasciare spazio o a Jordie Barrett o a Beauden Barrett, inserendo Mo’unga da apertura. La soluzione più probabile ad oggi è quella di vedere B. Barrett nel suo classico ruolo da 10, Ben Smith da estremo con Reece e J. Barrett a completare il triangolo allargato, con la possibilità di ruotare con Ioane, finito un po’ ai margini delle gerarchie, e Bridge, che ha ben giocato in agosto.

Gli altri due ballottaggi per Hansen riguardano il mediano di mischia, con Aaron Smith che non è più intoccabile e TJ Perenara che reclama spazio dal primo minuti, e sull’uomo da affiancare al centro a Ryan Crotty, con Goodhue favorito su Williams e Lienert-Brown. Tra gli avanti gli occhi sono tutti puntati su Brodie Retallick, che dovrà tornare in piena forma dopo l’infortunio e attorno al quale si costruirà la manovra difensiva degli All Blacks. I bi-campioni del mondo in carica sfideranno Sudafrica ed Italia nel Girone B, raggrupamento con poco equilibrio e due superpotenze che si contenderanno il primo posto.

La settimana prossima parleremo di Inghilterra e Argentina

Credits by Rugbymeet

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