“Tu insegni il silenzio
In tutte le lingue del mondo
Io scrivo d’amore 
ma poi mi nascondo”

 

Poche righe di una canzone che descrivono molto bene la sensazione di chi, giornalisti o gente comune, ogni anno torna a parlare di Gaetano Scirea. Dal 3 settembre del 1989 sono passati esattamente 30 anni ma il rito di commenti, commemorazioni e omaggi si ripropone immutato.

Scirea, uno dei massimi interpreti del ruolo del libero nella storia del calcio, si era ritirato dal calcio giocato nell’estate del 1988. Aveva scelto da subito di diventare allenatore e Boniperti, di tutta risposta, aveva giocato d’anticipo affiancandolo a Dino Zoff alla guida della Juventus. In quelle vesti si era recato in Polonia ad osservare il Gornik Zabrze quando il destino fu lui fatale.

Capitano della Juventus, talvolta anche della nazionale, eppure fa strano pensare che si parli così tanto per ricordare un uomo che del silenzio faceva la sua più potente voce. Mite, riservato, taciturno questo era il numero 6 dei bianconeri. Più passa il tempo e più diventa difficile raccontare una storia così piena d’amore. Amore per la vita in ogni sua forma: la famiglia, la squadra, la terra, la disciplina, la competizione… Amore assaporato con lentezza e tranquillità come la Coppa del mondo 1982. Dopo l’incredibile notte del trionfo sotto gli occhi di Pertini e Juan Carlos il libero si era recato nella sua camera per riposare, per godersi la dolce fatica adrenalinica lontano dal trambusto della festa a cui tutti gli azzurri stavano partecipando. Tutti, tranne Gaetano Scirea e Dino Zoff.

Ci sarà anche la coppa del Mundial allo Juventus Museum in occasione della mostra dedicata al fuoriclasse scomparso. La coppa del mondo sarà l’unico trofeo ospite perchè tutto il resto Scirea lo ha vinto con la Juventus: 7 campionati, due coppe italia, la coppa UEFA, la supercoppa UEFA, la coppa delle coppe, l’intercontinentale e anche la Coppa dei Campioni, quella dell’Heysel. È stato lui stesso, cultore del silenzio, a prestare la voce ai microfoni dell’impianto nei concitati attimi della sera di Bruxelles  :”State calmi, giochiamo per voi” il monito lanciato ai tifosi.

“Gaetano Scirea” è il titolo della mostra inaugurata oggi a Torino, accompagnato con semplicità da due foto del difensore, in maglia bianconera e in maglia azzurra. Inoltre sarà svelata al grande pubblico questa sera una canzone dal titolo ‘‘Mi chiamo Gaetano”, composta da Giuseppe Fulcheri dopo aver, come da lui raccontato, sognato il difensore lombardo di cui da ragazzino è stato grande tifoso. La metà del ricavato dalla vendita del brano sarà destinata alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro. In onore di Gaetano Scirea, semplice uomo di calcio grande proprio in virtù di questo.

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