“Contro il Cagliari è stato pazzesco,

mi sbilancio: certe giocate mi ricordano Iniesta”.

Far impazzire Lele Adani, opinionista di Sky e amante della Garra charrua, non è mai facile. Se lo fai, quindi, vuol dire che hai dentro di te qualcosa di davvero speciale. Il mercato estivo dell’Inter ha avuto come principali protagonisti Lukaku, Godin e Barella e, almeno inizialmente, l’arrivo di Stefano Sensi dal Sassuolo è passato in secondo piano. Anche per il costo del cartellino, perché ormai un calciatore troppo spesso si giudica soprattutto da quanto è stato pagato. Il piccoletto di Urbino non è stato valutato tantissimo (5 milioni per il prestito, 20 per il diritto di riscatto), ma lui potrebbe essere la dimostrazione principale di come le qualità tecnico-tattiche di un calciatore non si possono basare sul costo di un cartellino.

Un inizio da protagonista

Le qualità di Sensi si sono intraviste già nel precampionato della squadra di Antonio Conte: visione di gioco, duttilità e qualità al servizio del centrocampo nerazzurro. Ad agosto sentivi dire quelli più scettici “Sì, ma è solo calcio d’estate”, poi però è arrivato l’esordio in campionato ed ecco che tutti si sono ricreduti. Nella prima partita contro il Lecce prestazione da leader, dove il calciatore si è preso le chiavi del centrocampo. Oltre il goal del 2-0, tante giocate da applausi per il nuovo pupillo della tifoseria interista.

“Sono contento della squadra, abbiamo tanta strada da fare e migliorare. Con il sacrificio faremo qualcosa di più”.

Parole di un ragazzo giovane che non vuole assolutamente viaggiare tra le nuvole, ma ha il bisogno personale di dimostrare di poter essere un protagonista anche in una big. La seconda partita, contro il Cagliari, ha poi confermato in maniera totale il supporto che Sensi può dare all’Inter: altre giocate incredibili, l’assist per Lautaro e la fantastica giocata che ha portato al calcio di rigore, trasformato poi da Lukaku. Un tuttofare per Conte, particolarmente entusiasta del suo nuovo centrocampista: “Sensi è incredibile: recepisce tutte le indicazioni e in campo mette in pratica tutto ciò che gli chiedo”.

Un talento puro, sin dall’inizio

La sua carriera, dopo tante avventure nelle serie minori, inizia nel 2010 con la maglia delle giovanili del Cesena. Dopo diversi prestiti, Sensi torna a vestire la maglia dei bianconeri nel 2015: 31 presenze e 4 reti per lui. Il calciatore promette bene e viene visionato dagli osservatori del Sassuolo, che nel 2016 decidono di acquistarlo: è con i neroverdi che il calciatore compie il primo grande salto della propria carriera. Gli inizi però non sono stati facili, e il posto da titolare sembrava difficile da guadagnare. Dopo tanti sacrifici, alla terza stagione con la maglia del Sassuolo ecco la grande occasione: De Zerbi impazzisce per lui e gli consegna le chiavi del centrocampo. L’avventura con la squadra emiliana è stata positiva da tutte le parti, 61 presenze e 5 reti in tre anni: numeri importanti, numeri che gli son valsi la chiamata dell’Inter.

“La sensazione è indescrivibile, sinceramente non me lo sarei mai aspettato, ma ora sono qui e darò il meglio per lavorare duro e farmi trovare pronto dal mister”.

Un ragazzo 24enne in tutta la sua umiltà, quello che si è presentato il luglio scorso nella sede dell’Inter. Stefano Sensi è il prototipo del bravo ragazzo che ha tutte le doti per arrivare in alto, e potrebbe essere uno dei nuovi crack del panorama europeo. Oltre le chiavi del centrocampo nerazzurro, uno degli obiettivi del calciatore è conquistare anche la fiducia di Roberto Mancini, per cercare di farsi valere anche con la maglia azzurra.

Le prestazioni iniziali di Sensi si son fatte notare non solo in Italia, bensì oltre i confini nazionali. Anche in Spagna, ad esempio, impazziscono per lui: ad elogiarlo è stato oggi il quotidiano “Marca“, che ha parlato del calciatore nerazzurro come un Xavi della piccola e bella Italia, elogiando appunto le sue qualità.

Siamo solo a settembre, e in poco tempo le cose potrebbero cambiare: una cosa però ora è certa: l’Inter ha una nuova freccia nel proprio arco, e quella freccia si chiama Stefano Sensi.

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Classe 2000, studia presso l'Università di Bologna. Oltre a collaborare con "Journalist Zoom", lavora anche come redattore per le testate Mondoprimavera, Chiamarsibomber, Bolognanews.net. Inoltre segue da inviato il Bologna Primavera per Datasport. In passato ha lavorato anche con Gazzamercato, Vocegiallorossa e Numero-Diez. Ha partecipato l'anno scorso al Workshop di Giornalismo sportivo a Bologna, che ha visto docenti come Xavier Jacobelli e Alessandro Iori. Appassionato di calcio in tutte le sue sfumature, cerca il più possibile di raccontare il lato romantico dello sport, delle storie che possano far emozionare.

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