A meno di tre settimane dall’inizio della Rugby World Cup 2019, Inghilterra ed Argentina si apprestano a volare per il Giappone con ambizioni totalmente opposte e una grande lontananza nel ranking a riprova di ciò. La nazionale guidata da Eddie Jones, terza forza mondiale sulla carta (e quarta secondo gli addetti ai lavori), ha inflitto un 37-0 all’Italia e viene da un’estate di successi; mentre i Pumas sono scesi addirittura all’undicesimo posto del ranking, fuori dalla top 10 dopo tanti anni e dietro persino al Giappone.

Inghilterra

Gli inglesi capitanati da Owen Farrell, hanno costruito un equilibrio perfetto attorno al doppio playmaker Ford-Farrell, creandosi però alternative di altrettanto valore con il capitano da mediano d’apertura e un asse di centri di peso come Francis e Tuilagi. Tra i convocati per la RWC19 ci sono assenze illustri come quelle dell’ex capitano Hartley, Care, Brown ed Cipriani. La scelta di lasciare in patria l’apertura di Gloucester ha lasciato perplessa la stampa, considerando la convocazione di Willie Heinz, il mediano di mischia che meglio ha saputo esaltare il pupillo di Wilkinson. Ciò nonostante, il “roster” dei trequarti è di assoluto valore e proporrà uomini del calibro di Johnny May e Anthony Watson, ali che potrebbe fare i cento metri piani senza sfigurare; Joe Cokanasiga, un autentico “rullo compressore”; ed Elliot Daly, l’estremo pià affidabile che è anche in grado di coprire le lunghe distanze al piede a differenza di Brown, offrendo una valida alternativa ai piazzati di Farrell.

Il pack di avanti non ha bisogno di particolari presentazioni, bastano i nomi. In questi otto giocatori ce ne sono quattro però di vitale importanza nel gioco inglese: i fratelli Vunipola, Billy e Mako; Jamie George, tallonatore dei British and Irish Lions; e Maro Itoje, ad oggi uno dei migliori al mondo in seconda linea. Inoltre, i ricambi sono di altrettanto pregio e i vari Launchbury, Lawes e compagnia terranno alto il ritmo anche dopo i primi pit-stop. L’Inghilterra dovrà vedersela con Francia, Argentina, Stati Uniti e Tonga in uno dei gironi più tosti del mondiale: il Girone C. Ad oggi, resta la favorita per il primo posto nel raggruppamento, ma non bisogna mai scommettere contro i “galletti” francesi quando c’è di mezzo una Webb Ellis Cup (nonostante non siano mai riusciti ad alzarla al cielo). La corsa al bis del triondo del 2003 è cominciata.

Argentina

Situazione completamente diversa per i Pumas, che partiranno per il Sol Levante nel pieno di una crisi. La vittoria per 74-0 contro una franchigia australiana non può bastare per risollevare il morale di Creevy e compagni. L’ultimo posto del Rugby Championship e i test non incoraggianti hanno relegato gli argentini fuori dalla top 10 mondiale e con un girone complesso come il C non sarà per nulla scontato l’approdo alla fase ad eliminazione diretta. Gli avanti che storicamente sono tra i migliori al mondo non sono più competitivi ai massimi livelli in mischia chiusa, mentre i vari Matera, Lavanini, Crevy e Ortega hanno messo in luce netti progressi nel gioco aperto. Discorso più incoraggiante tra i trequarti, con un’apertura rodata come Sanchez, eccellente nel gioco al piede e nei piazzati, e i vari Jaguares: Cubelli, Boffelli, Tuculet e Moyano.

Le possibilità dell’Argentina di avanzare nel mondiale ad oggi sono molto basse, ma attenzione: al suono di Oid Mortales tutto può succedere!

La settimana prossima parleremo di Francia e Sudafrica!

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