Per più di metà gara il Gran Premio di Sochi è stato saldamente nelle mani della Ferrari, ma al giro 28, con Leclerc e Vettel virtualmente primo e secondo dopo le rispettive soste ai box, l’MGU-K del motore della SF90 numero #5 ha condannato gli uomini di Maranello a un capovolgimento di sorte che ha consegnato alla Mercedes la doppietta di Lewis Hamilton, alla nona vittoria stagionale e autore del giro veloce, e Valtteri Bottas, fortunati a cogliere la chance di pit stop in regime di virtual safety car. Completa il podio il poleman Leclerc, superato al via da Vettel e condizionato dalla scelta del team di farlo rientrare ai box per la seconda volte non al primo giro di safety car (causata da Russell) ma al secondo e sopravanzato anche dalla seconda freccia d’argento. Seguono le due Red Bull di Verstappen e Albon, poi in ordine Sainz, Perez, Norris, Magnussen e Hulkenberg. Ritirati, oltre ai già citati Vettel e Russell, anche Grosjean, Ricciardo e Kubica. Come interpretare il GP russo?

Per buona parte della gara l’egemonia Mercedes in terra russa sembrava essere arrivata al capolinea. Mentre Hamilton e Bottas erano in difficoltà col ritmo, i due alfieri di Maranello erano stati impeccabili nella prima metà di gara, con una strategia perfetta in partenza che ha permesso a Vettel di superare prima Hamilton, mettendo anche la seconda rossa davanti al britannico, e poi Leclerc. Il piano del muretto inizialmente era quello di restituire subito la posizione al monegasco, ma la velocità di Seb, arrivato a un vantaggio di quasi 5 secondi sul compagno, ha cambiato i piani e il team ha preferito scambiare le posizioni con l’undercut. La situazione è radicalmente cambiata quando la rottura della Power Unit di Vettel ha concesso alle due Mercedes di effettuare comodamente il pit stop in regime di virtual safety car e di passare dalle Medie alle Soft. La nuova mescola delle frecce d’argento ha spinto la Ferrari a effettuare, con colpevole ritardo, il secondo pit stop a Leclerc per rimontare la mescola morbida, ma il monegasco non è riuscito a superare Bottas e ha chiuso il weekend consolandosi con un terzo posto.

Degno di nota anche il sesto posto di Carlos Sainz, partito quinto e subito battagliero in partenza. Lo spagnolo è tornato di prepotenza in top10 dopo uno sfortunato trittico di gran premi senza punti: ritiratosi per colpe non sue in Belgio e in Italia, e 12esimo al traguardo a Singapore dopo il fortuito contatto con Hulkenberg al via, Sainz ha portato a termine un weekend molto positivo con la costanza che l’ha contraddistinto per tutta questa stagione e che l’ha portato a quota 66, a soli 3 punti dal sesto in classifica piloti, Pierre Gasly. Riuscirà il pilota iberico ad attaccare e superare il torello francese? Probabilmente sì, ma la sfida più interessante è quella con Albon: il thailandese è a 52 punti ma adesso può usufruire di un mezzo sicuramente più performante come la Red Bull. Saranno 5 gare di fuoco quelle che ci separano dalla fine del mondiale, e dato che i discorsi per il titolo sembrano categoricamente conclusi, le lotte che ci regaleranno emozioni saranno soprattutto quelle delle zone medie e basse della classifica.

Risultati immagini per sainz 2019

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