Tra meno di una settimana il derby di Los Angeles darà il via ad una delle più interessanti stagioni Nba degli ultimi anni: con molti fuoriclasse che hanno cambiato maglia, roster costruiti per vincere fin da subito, addii clamorosi ed un draft tra i più carichi di aspettative del decennio.

Tra le tante novità di questa stagione ce n’è una che ci  riguarda un po’ più da vicino: il campionato che ci accompagnerà fino all’estate del preolimpico e delle successive (difficili) Olimpiadi vedrà, per la prima volta dall’addio di Bargnani ai Nets nel 2016, tre azzurri ai blocchi di partenza: Marco Belinelli, alla quarta stagione ai San Antonio Spurs, Danilo Gallinari, volato agli Okc Thunder nell’operazione che ha portato Paul George agli L.A Clippers ed il nuovo arrivato Niccolò Melli, rookie dei New Orleans Pelicans. Proviamo, leggendo anche le prestazioni della pre season in corso, a vedere cosa attenderci dai nostri portabandiera.

Partiamo proprio dal nuovo arrivato: Nik, dopo le ottime stagioni in maglia Fenerbahce ha finalmente compiuto quel salto che, pur avendone avuto la possibilità, ha voluto posticipare fino a completa maturazione; arrivata in Turchia grazie anche al lavoro del maestro Obradovic che ha trasformato il lungo reggiano in una macchina da punti (miglior marcatore delle Final Four di Eurolega 2018) e rimbalzi. La chiamata, meritatissima, è arrivata da una delle squadre che più destano curiosità dell’intera lega: quei Pelicans che, grazie alla fortunata possibilità della prima scelta al draft ha portato a casa quello che dagli addetti ai lavori è indicato come il miglior prospetto collegiale dai tempi di Lebron James: Zion Williamson, e che, cedendo ai Lakers Anthony Davis hanno ottenuto ottimi giovani; in primis un Lonzo Ball in cerca di consacrazione. Melli, che ha il compito e le capacità di inserirsi come role player aprendo spazi all’asse play-pivot di Lonzo e Zion, sfruttando fisico, intelligenza tattica ed un buon tiro in uscita dai blocchi, può da subito essere utile ad una franchigia che parte con ambizioni come minimo da playoff. I numeri delle prime uscite con la nuova maglia parlano di un giocatore già caldo, dato che in entrambi i casi è andato in doppia cifra.

Nuova avventura anche per Danilo Gallinari, che lascia i Clippers dopo una stagione da grande protagonista per accasarsi ad Oklahoma, parte dell’all in che la dirigenza californiana ha messo sul piatto per affiancare una superstar quale Paul George al nuovo arrivo Kawhi Leonard. Il Gallo, che forse si aspettava un trattamento diverso visti i numeri dell’ultimo anno, ha preso atto della nuova avventura e vi si è buttato a capofitto di ritorno dal mondiale cinese, con la consapevolezza che, forse, il processo di rinnovamento totale che i Thunder paiono aver intrapreso e che potrebbe far sì che essi cerchino acquirenti disposti ad accollarsi il suo pesante contratto in cambio di scelte e/o giocatori di prospettiva. Cessione o non cessione: al momento c’è da onorare la casacca arancio-azzurra che, anche se lontana dai fasti del periodo 2010-2015, può annoverare tra le sue fila un certo Chris Paul (cui vale però lo stesso discorso appena fatto sull’azzurro) ed altri buonissimi giocatori come Dennis Shroder, Steven Adams e Shai Gilgeus Alexander. Danilo sarà una delle punte di diamante e dovrà garantire punti ad una squadra che, in una Conference come la ovest di quest’anno con almeno 4-5 team sulla carta di primissimo livello, potrebbe faticare a raggiungere la post season.

Discorso per certi versi simile riguarda il più esperto e titolato dei tre: Marco Belinelli. Anche la guardia di San Giovanni in Persiceto giocherà per una franchigia che presumibilmente dovrà sudare ogni partita per raggiungere i playoff in West Conference, ma rispetto al Gallo, Marco potrà contare su un ambiente ed un coach (Gregg Popovic) che lo conoscono e lo stimano. Il compito sarà quello cui ci ha abituato negli ormai 12 anni di militanza nella lega: punti e gestione della palla in uscita dalla panchina. Essendo inoltre insieme a Patrick Mills l’unico giocatore ad aver vinto un anello con questa maglia, più di altri dovrà fare da chioccia ai nuovi arrivati e dimostrare sul campo e in allenamento, quanto lo spirito Spurs significhi.

Insomma, questa Nba, sempre più globale e competitiva, finalmente tornerà ad avere tre azzurri: nell’anno che precede le Olimpiadi non possiamo far altro che augurarci una stagione entusiasmante.

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