La pesante sconfitta subita dal Catania a Vibo Valentia ha portato la dirigenza rossazzurra a prendere una decisione radicale, ossia esonerare l’ormai ex mister Andrea Camplone, arrivato alle pendici dell’Etna quest’estate e durato alla guida del club siciliano neanche quattro mesi pieni.

Troppo deludenti, infatti, sono stati i risultati ottenuti dal tecnico abruzzese in questo avvio di stagione: cinque vittorie ed altrettante sconfitte per una classifica che ad oggi – dopo dieci giornate del Girone C di Serie C – vede il Catania lontano dal primo posto di ben otto lunghezze. Uno score a dir poco tragico se si pensa che anche quest’anno la società diretta dall’AD Pietro Lo Monaco puntava a fare una stagione da protagonista per provare ancora una volta a raggiungere la promozione in Serie B.

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Tuttavia, a differenza della scorsa stagione, dove all’esonerato (e poi richiamato) Andrea Sottil subentrò l’esperto Walter Novellino, questa volta per non gravare nei bilanci sembrava che la dirigenza etnea avrebbe potuto optare per la soluzione interna. Così non è stato, infatti alla possibile ipotesi “in famiglia” rappresentata da Ezequiel Carboni (ex centrocampista rossazzurro ed oggi tecnico della Beretti) è stata presa una “decisione romantica”: far tornare a sedere sulla panchina rossazzurra dopo un solo anno di lontananza Cristiano Lucarelli, l’artefice del miglior Catania visto finora in C che nella stagione 2017/2018 condusse i rossazzurri ad un passo dal sogno Serie B.

Il tecnico livornese, arrivato ieri mattina a Catania, ha subito dichiarato (come fra l’altro aveva già fatto nel corso della stagione) di aver convissuto per tutto questo tempo con la sensazione di aver lasciato qualcosa di incompiuto ai piedi dell’Etna: per sua fortuna quindi, questa volta la sorte gli ha concesso un’altra possibilità. E così quindi l’ex Parma ha firmato un contratto fino al giugno 2021 che gli permetterà a tutti gli effetti di riprendere dove aveva lasciato il suo lavoro con i rossazzurri.

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Ma cos’è che ha spinto quindi il direttore Pietro Lo Monaco a dare nuovamente fiducia al tecnico amaranto? Probabilmente, oltre ai sopracitati buoni risultati ottenuti nella sua precedente esperienza in terra siciliana, l’impronta data alla squadra. Il Catania targato Lucarelli aveva infatti una sua idea di gioco ben definita, una forte personalità in campo visibile sia in casa che fuori e coniugava efficacemente prolificità in fase offensiva ad un’ottima tenuta difensiva (i rossazzurri chiusero il campionato 17/18 con una differenza reti di +34 che valse il titolo di migliore attacco e di seconda migliore difesa del girone, ndr.), tutti elementi che sono mancati con Andrea Camplone in panchina.

Insomma, senza alcun dubbio Lucarelli in quell’unica stagione seppe dire la sua. Troppo profonda fu poi la ferita che si creò fra lui e la società dopo la sfortunata semifinale playoff persa ai rigori conto il Siena: in quel momento le strade dell’allenatore labronico e del Catania si divisero. Ai tempi alla dirigenza non piacquero alcune sue dichiarazioni post-partita, è così dopo neanche un mese Lucarelli andò a guidare in B il “suo” Livorno, con l’allora tecnico amaranto Andrea Sottil che fece il percorso inverso accasando a Catania. Indubbiamente però, ciò che Lucarelli pagò maggiormente fu il fatto di non essere riuscito a far rendere al meglio il Catania in alcune partite decisive nella corsa al primo posto contro il Lecce poi vincitrice del campionato.

Adesso l’ex Livorno si trova ad affrontare una situazione totalmente nuova e diversa: come detto, dopo questo avvio assai deludente, #CL99 è chiamato a rivitalizzare i rossazzurri, possibilmente restituendo loro quel vigore e quella personalità in campo che si videro nella sua scorsa gestione.

Per adesso ci ha pensato il destino a rimettere le cose a posto, vedremo se stavolta l’opera sarà definitivamente completata.

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