È difficile immaginare lo sport senza LeBron James o le sorelle Williams. Quello che è ancora più difficile, è pensare a un mondo nel quale gli atleti di colore non possano giocare nello stesso campo di quelli bianchi.

Mai come in questo periodo c’è un forte bisogno di sottolineare i valori dell’uguaglianza e dell’osservanza dei diritti umani, e di battersi affinché questi vengano non solo considerati, ma rispettati nel mondo sportivo e non. I recenti episodi avvenuti sono innumerevoli e non si limitano solo al rettangolo verde, ma penetrano in quasi tutte le realtà sportive e soprattutto nell’universo social. Dal caso Sterling scoppiato più di un anno fa ai buu razzisti ricevuti dai calciatori inglesi nella trasferta in Montenegro, sono anche tante le iniziative da evidenziare in positivo, dagli striscioni di benvenuto al neo-acquisito dell’Everton Moise Kean, alla divisa speciale Nike della nazionale inglese per celebrare il Black History Month.

È proprio in occasione di questo particolare evento – istituito nel 1987 in UK (anno in cui vennero eletti in Parlamento i primi membri di colore, Diane Abbott, Paul Boateng e Bernie Grant) per celebrare le comunità afroamericane – che vogliamo ricordare 25 atleti di colore che hanno fatto la storia dello sport. Persone, eroi, che sono andate oltre il gergo razziale e le minacce di morte per rendere lo sport un mondo migliore e equo.

George Weah

Uno dei 125 giocatori più forti di sempre, George Weah ha vestito in Europa le maglie di Monaco, Paris Saint-Germain, Milan, Chelsea, Manchester City e Olympique Marsiglia. Nel 1995 vinse il Pallone d’oro, il FIFA World Player, e il premio di Calciatore africano dell’anno, rimanendo ad oggi l’unico giocatore africano ad essersi aggiudicato Pallone d’oro e Fifa World Player pur non avendo vinto nessun trofeo europeo.

Marlin Briscoe

Marlin Briscoe fu il primo quarterback di colore a cominciare una partita di football a livello professionistico il 6 ottobre 1968 nel match AFL tra Denver Broncos e Bengals.

Jackie Robinson

La barriera razziale nel baseball fu distrutta nel 1947 da Jackie Robinson. Pionere dell’American Civil Rights Movement, venne scelto dai Dodgers perché era “un Negro con abbastanza fegato da non rispondere agli insulti”. Entrato di diritto nella Baseball Hall of Fame, la sua figura è così mitica da costringere la MLB a rendere indisponibile in numero 42 per qualunque altro atleta.

Frederick Pollard

Uno dei primi due giocatori NFL di colore, Frederick Pollard debuttò con gli Akron Pros nel 1918. Un anno dopo la squadra vinse il primo campionato di NFL. L’anno successivo Fritz diventò coach dello stesso team, diventando così il primo allenatore nero della storia del football.

Texas Western College

Nessuna lista degli atleti di colore migliori di sempre sarebbe completa senza la prima squadra di pallacanestro all-black. L’unica ad avere una lineup iniziale di soli giocatori di colore, sconfisse il Kentucky 72-65 nel 1966 vincendo così il titolo nazionale. Una storia così leggendaria che potrebbe quasi diventare un film. Oh, aspetta…

Althea Gibson

Prima di Venus e Serena Williams c’era Althea Gibson, la prima donna di colore a competere nel tour mondiale di tennis e la prima a vincere un Grand Slam nel 1956, quando vinse un French Open ancora dominato da sole atlete bianche.

Wilma Rudolph

Nessuno ha aperto la strada per le Olimpiadi alle donne come la Gazzella Nera. I successi del 1956 e le tre medaglie d’oro del 1960 sono ancora oggi fonte di ispirazione per tutte le atlete di colore. Una vincitrice, un’ispirazione, un’icona.

Bill Russell

Tutti sanno quanto fosse forte Bill Russell all’interno del cerchio, ma pochi si ricordano del suo dominio come allenatore. Il primo nero ad allenare una squadra professionistica in NBA, Russell vinse con i Celtics undici campionati su tredici. Pochi possono sperare di diventare così grandi.

John Carlos e Tommie Smith

Solitamente i Giochi Olimpici rappresentano un tempo in cui politica e guerra vengono messe da parte. Dopo aver vinto l’oro e il bronzo per i 200 metri, John Carlos e Tommie Smith usarono il poco tempo sul podio per alzare i pugni al cielo e sensibilizzare il pubblico su un problema radicato nella società americana: le ingiustizie contro i neri. I due vennero immediatamente espulsi dal team nazionale. Anni dopo, il loro semplice e potente gesto rimane ancora senza tempo.

USC Football Team

Il 12 settembre 1970 l’Alabama giocò contro l’USC, ma fu più di un semplice match. Era uno scontro tra la società supremazista bianca e il multiculturalismo della California del Sud. La partita finì 42-21 per l’USC Trojans, e molte squadre del sud cominciarono a integrare giocatori neri nelle loro file. Se non puoi batterli…smetti di essere razzista.

Charlie Sifford

Agli inizi della sua carriera, Charlie partecipava solamente a tornei organizzati dai propri amici di colore, ma voleva di più. Nel 1952 provò a qualificarsi ai Phoenix Open, ricevendo così insulti e minacce di morte. Sifford non si fermò e continuò a giocare, fino a raggiungere i PGA nel 1960. Con 422 tornei e 51 podi, Charlie Sifford rimane uno dei migliori giocatori di golf di sempre, e il primo golfista di colore a entrare nella World Golf Hall of Fame.

Arthur Ashe

Con la sua vittoria agli U.S. Open del 1968 Arthur Ashe fu il primo tennista di colore a vincere un Grand Slam. Ad oggi è ancora l’unico uomo di colore ad aver vinto un Wimbledon.

Frank Robinson

La MLB non vide manager di colore fino al 1975, quando i Cleveland Indians ingaggiarono il campione Frank Robinson come loro dirigente.

Val James

Anche l’NHL rimase chiusa all’integrazione culturale fino al 1981. Val James fu il primo giocatore di colore a giocare nel massimo campionato di hockey su ghiaccio.

Tiger Woods

Sin da quando apparve in tv all’età di 2 anni, Tiger Woods era destinato alla grandezza. In 16 anni nei PGA Tour Tiger ha vinto 14 major tournaments, ma ha soprattutto ispirato un’intera generazione di giovani maschi di colore a inseguire i propri sogni, specialmente quelli in cui diventano campioni di uno sport che ha la sua buona dose di razzismo.

Doug Wlliams

Leggendario quarterback dei Redskins, Williams fu il primo giocatore nero a vincere un Super Bowl nel 1988. Qualunque manuale di football che si definisca tale non può lasciare fuori la partita di quel 31 gennaio contro i Denver Broncos.

Vonetta Flowers

Se la storia delle Olimpiadi era già stata scritta molti anni prima, fu solo nel 2002 che i Giochi Olimpici Invernali videro una donna nera vincere una medaglia d’oro. Una discesa col bob tutta da raccontare.

Jack Johnson

Dopo essere diventato il primo campione nero di boxe per la categoria dei pesi massimi, Johnson si scontrò nel 1910 con il boxeur bianco James Jeffries. Jeffries salì sul ring urlando al pubblico che avrebbe partecipato alla gara “con il solo scopo di dimostrare che un bianco è meglio di un Negro“. Johnson sconfisse l’avversario al 15 round, scatenando una lunga serie di rivolte in tutti gli Stati Uniti.

Jesse Owens

Nel 1936 Adolf Hitler decise di utilizzare le Olimpiadi come prova inconfutabile della superiorità della razza ariana. Owens decise di dimostrare quanto avesse ragione vincendo quattro medaglie d’oro nei 100 metri, salto in lungo, 200 metri e staffetta 4×100.

Muhammad Ali

Muhammad Ali aveva già lasciato il segno nel 1960 sconfiggendo Sonny Liston alle Olimpiadi e convertendosi all’Islam cambiando il suo nome. Divenne una vera icona solo quando rifiutò la chiamata alle armi per la Guerra in Vietnam, dovendo tuttavia rinunciare alla sua carriera sportiva. “La guerra è contro gli insegnamenti del Sacro Corano” disse allora “non ho niente contro i Viet Cong…non mi hanno mai chiamato Negro!”

Magic Johnson

Non ci sarà mai nessun playmaker come Magic Johnson. Con i suoi 2,06 metri di altezza, Magic ha sempre dominato nella sua posizioni accumulando record su record nel campionato NBA. Ma il suo lavoro in campo impallidisce a confronto all’interesse sociale che ha creato quando fece coming out come una dei primi vip HIV-positive. Sin da quando gli fu diagnosticato il virus, Johnson non ha mai smesso di dedicarsi alla prevenzione e al sesso sicuro. Un vero campione, dentro e fuori dal campo.

Michael Jordan

C’era davvero bisogno di dirvi che Michael Jordan sarebbe entrato in questa lista? Sarebbe pretenzioso elencare tutte le magie fatte in campo: oltre a essere uno dei migliori cestisti di tutti i tempi, ha anche giocato un ruolo piuttosto importante per quel famoso brand di sneaker che ha raggiunto il valore di 2 miliardi nel 2009. Un’eredità che va ben oltre la sola pallacanestro.

John Amaechi

Forse non ricorderemo John Amaechi per il suo contributo alla pallacanestro, ma sicuramente non scorderemo quello che è riuscito a fare della sua carriera. Nel 2007 si ritirò dalla NBA e fece coming out. Sebbene giudicato con parecchio criticismo, il suo gesto coraggioso aprì la strada a tutti quegli atleti che ancora oggi temono ripercussioni  per il loro orientamento sessuale.

Jim Brown

Molti diranno che Jim Brown è il miglior giocatore di football di sempre. Molti saranno d’accordo che Jim lasciò la carriera ben prima del tempo. Quello che fece nel 1966 dopo aver abbandonato il football, però, è storia: sempre attivo nella lotta per i diritti degli afroamericani, non ha mai smesso di investire tempo e denaro in campagne anti-gang modernissime ancora oggi. E non dimentichiamo il piccolo ruolo nel film western 100 Fucili nella prima scena di sesso interrazziale in una grande produzione cinematografica.

Pelé

Non poteva di certo mancare il miglior calciatore di tutti i tempi. Il calcio scorre nel sangue di Pelé: suo padre e mentore Dondinho era anch’egli un giocatore professionista. Pelé detiene una serie di record mondiali di tutto rispetto, incluso quello per aver segnato il maggior numero di gol in carriera (1283 goal in 1363 partite).

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