Quante volte ci hanno ripetuto, soprattutto all’inizio della nostra vita, che esiste un treno che passa una sola volta, un’occasione unica da afferrare al volo per dare una svolta alla propria esistenza. C’è chi non è abbastanza bravo ad agguantarla, chi se la lascia scappare e chi addirittura non la vede giungere mai. C’è poi chi è talmente fortunato (e bravo) da potersi permettere di rifiutare quel treno, per poi salire su uno ancora migliore. E’ ciò che è capitato ad un ragazzone di 2.05 metri, figlio di una pallavolista ma che ha rivolto lo sguardo verso la palla a spicchi.

Si parla in questo caso di Nicolò Melli, in arte Nick, per l’amministratore dell’account Twitter dei New Orleans Pelicans, “Magic Melli”. Reggiano di nascita, il 28enne cestista ora in forza proprio alla franchigia NBA dei Pelicans ha in passato rifiutato diverse offerte provenienti dalla lega più spettacolare del mondo, preferendo giocarsi le proprie carte in Europa fino alla “maturazione”.
Scelta che pare proprio aver premiato l’azzurro, reduce da un cammino europeo ricco di gioie iniziato con la canotta della Reggiana, squadra della sua città natale e proseguito all’Olimpia Milano dal 2010 condito con il primo titolo messo in bacheca: lo Scudetto, cnquistato al suo quarto anno. Dopo l’Italia, lo sbarco in Germania: approda alla corte di coach Trinchieri, allenatore che ha avuto un impatto determinante sulla sua crescita, al Brose Bamberg. Con i tedeschi gioca fino al 2017, vincendo 2 Campionati, una Coppa di Lega ed una Supercoppa. Dopodichè, nel 2017, segue le orme del compagno di nazionale Gigi Datome e si accasa al Fenerbahçe, dove, a proposito di allenatori a cui deve molto, conosce Zeljko Obradovic. Bastano due anni sul Bosforo per arricchire la bacheca con uno Campionato turco, una Coppa ed una Coppa del Presidente. Con la Nazionale, invece, vanta solo un argento nel Mondiale U20 in Spagna nel 2011, varie eliminazioni e l’amarezza della mancata partecipazione alla spedizione in Cina, causa infortunio al ginocchio.

Divenuto ormai un giocatore maturo, duttile, capace sia di utilizzare il corpo nel pitturato che risultare letale dal perimetro grazie alle sue mani “ben educate”, viene selezionato dai Pelicans (ufficializzato in data 6 luglio) di coach Alvin Gentry. Si presenta così da rookie, a 28 anni, nella lega più competitiva del pianeta, in una squadra ricca di giovani talenti che si prepara ad affrontare una stagione senza troppe pretese ma con un elevatissimo tasso di hype.
L’esordio con NOLA, all’opening night, non è niente male, anzi: in 19 minuti diventa l’italiano più prolifico al debutto in NBA con 14 punti (di cui 12 nati da triple), conditi da 5 rimbalzi e 2 assist, contro i Raptors campioni in carica. A dieci dal termine, fa impazzire il pubblico (e chi gestisce l’account Twitter dei Pelicans) quando con una doppia finta fa saltare a vuoto Anunoby e Siakam e trova i due punti in jumper. I suoi nuovi tifosi lo amano già, lo considerano probabilmente la “buona notizia” dopo l’infortunio del pezzo pregiato per eccellenza, Zion Williamson, che sarà out circa fino a Natale. Il suo minutaggio, infatti, dopo il KO del prodotto di Duke è destinato ad aumentare, godendo della stima di coach Gentry che ha cominciato ad apprezzarlo già in pre-season.

Tre giorni dopo torna in campo contro Dallas ma fa registrare un magro 4-2-1, mentre con i Rockets sfoggia un’altra eccellente prestazione (10 punti in 11 minuti con 4 su 6 dal campo, da vedere e rivedere il suo fade-away su Gordon). Nel match contro i Warriors incappa invece nella sua peggior prestazione da appena 2 punti, contribuendo alla pessima serata collettiva di New Orleans che incassa la quarta sconfitta in altrettante apparizioni. Poi, proprio questa notte (la più spaventosa dell’anno), per Melli e i suoi Pelicans è arrivata la prima gioia: il successo contro Denver per 122 a 107 ha persino del “romantico”, perché l’italiano è stato inserito per la prima volta nel quintetto titolare, giocando poco più di 18 minuti e contribuendo alla vittoria dei suoi con 7 punti.

Nick è pronto a spiccare il volo con i suoi Pelicans, presto o tardi. Una cosa è certa: Il nativo di Reggio Emilia ha dimostrato di possedere gli “attributi” giusti per vedersela con i migliori al mondo, come lui stesso ha affermato. Le carte in regola per impiantarsi in questa lega ci sono tutte, adesso starà a lui mantenersi integro sia fisicamente che mentalmente, sfruttando tutte le occasioni che gli verranno concesse. Magic Melli is ready to fly.

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