Inizia la nuova rubrica sugli atleti che hanno segnato in un passato recente, o stanno tutt’ora segnando, la storia dello sport. #icone nasce con la volontà di conoscere i fuoriclasse delle discipline “minori”, tralasciando i vari Messi e Cristiano Ronaldo tanto raccontati e dei quali si narrano cose spesso inutili e frivole. Nuoto, golf, sci e tanto altro. Donne e uomini in egual misura. In questo primo appuntamento racconteremo la storia di una fuoriclasse del nuoto mondiale: la svedese Sarah Sjöström, medagliata in ogni competizione e che da anni domina nelle distanze brevi a stile e farfalla.

Carriera in pillole

182 centimetri, 68 chilogrammi, bionda con occhi chiari. L’emblema della bellezza svedese in un fisico da titano che dal 2009 fa tanta paura a tutte le rivali della velocità. Sarah nasce nel 1993 a Salem, piccola città della Svezia centrale non lontana da Stoccolma. Il suo approccio al nuoto arriva all’età di dieci anni e ci mette molto poco ad esplodere. A sedici anni ancora da compiere diventa campionessa del mondo in vasca lunga a Roma, vincendo i 100m farfalla e fermando il cronometro sul nuovo world record, seppure con costume gommato. Roma 2009 è il mondiale della Pellegrini, della Filippi e, sul versante maschile di Phelps e dello sciagurato Čavić, per questo il nome della svedese non fa grande clamore tra la folla. Dal trionfo al Foro Italico, i 100 farfalla diventano la sua gara e li vince a ripetizione dal 2013 al 2017, centrando ben tre ori iridati e uno olimpico. Nell’ultima rassegna mondiale ha dovuto accontentarsi dell’argento a causa di un exploit inaspettato della canadese Margaret MacNeil. Il suo periodo “no”, una costante per i nuotatori di alto livello, arriva tra il 2011 ed il 2012. A Shangai nelle sue tre gare non riesce a raggiungere il podio e nei 50 farfalla si vede superare anche dalla rediviva connazionale Therese Alshammar, che in quell’anno ottiene le ultime medaglie di una grandissima carriera.

Il tabù dei 100m stile

A livello internazionale, non considerando le competizioni continentali, la Sjöström ad oggi ha conquistato 3 medaglie olimpiche (una per ogni materiale), 17 iridate in vasca lunga (8 ori, 6 argenti e 3 bronzi) e 4 iridate in corta (3 ori e un argento). Complessivamente sono 12 medaglie d’oro. A questa già maestosa statistica vanno aggiunti 6 record del mondo: 50 e 100 farfalla, 200 stile vasca corta, 100 farfalla vasca corta, 50 stile e 100 stile. Un dominio in lungo e in largo da ormai oltre un lustro. Eppure… La svedese dal suo esordio sta ancora combattendo contro un tabù che ormai è diventato tanto antipatico quanto leggendario: la vittoria della “gara regina”, i 100 metri stile libero.

Barcellona 2013: argento.
Kazan 2015: argento.
Giochi di Rio 2016: bronzo.
Budapest 2017: argento.
Gwangju 2019: bronzo.

Una statistica che fa sorridere visto che la svedese è la primatista mondiale oramai dal 2017, quando ha fermato il tempo su un sovrumano 51’71”, ciò nonostante con il passare degli anni sembra sempre più complicato sfatare questa maledizione. Attualmente sul trono del mondo c’è la statunitense Simone Manuel, nuotatrice che non sbaglia mai nelle grandi occasioni e che non sembra intenzionata a lasciare lo scettro alla rivale svedese. Discorso molto diverso per quanto riguarda le competizioni continentali, nelle quali la Sjöström è già a quota 4 ori (dei suoi 14 totali in vasca lunga) nei 100 stile libero.

L’International Swimming League

Nella “Champions” del nuoto (se non conosci la ISL clicca qui) la bionda svedese sta assolutamente dominando e ad oggi possiamo definirla la vera MVP nel parterre femminile. Dopo i primi quattro appuntamenti della ISL la nativa si Salem ha ottenuto 107.5 punti nella race al premio di MVP, staccando di quasi venti punti la dorsista statunitense Olivia Smoliga del team Cali Condors. La Sjöström fa parte del super team Energy Standard, capitanato da James Gibson, e ha in squadra altri fuoriclasse del calibro di Chad Le Clos, Danas Rapšys, Florent Manaudou e Mychajlo Romančuk, lo storico rivale di Greg Paltrinieri. Il team Energy Standard guida la classifica del girone A a quota 8 punti, davanti proprio a Cali Condors; mentre nel girone B troviamo davanti a tutti i London Roar di Adam Peaty con due punti di vantaggio su LA Current.

Journalism Zoom vi dà appuntamento alla settimana prossima con un’altra icona dello sport. Lasceremo l’acqua e andremo a conoscere la storia di un uomo che sta segnando un’epoca nella sua disciplina. Sarah Sjöström è stata solo la prima di tante #icone che troverete su jzsportnews.com

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