La partita tra Borussia Dormund ed Inter, andata in scena ieri sera nella splendida cornice del “Signal Iduna Park”, ci ha confermato ancora una volta quanto la Champions League sia una competizione imprevedibile e piena di emozioni. L’undici di Lucien Favre ha letteralmente ribaltato l’Inter nella seconda frazione di gioco, facendo un passo avanti forse decisivo in ottica qualificazione. Ora infatti per il BVB, ai fini della qualificazione, sarà sufficiente battere lo Slavia Praga tra le mura amiche il prossimo 10 dicembre sperando nel frattempo che l’Inter non faccia bottino pieno a Praga e in casa con il Barcellona. Per i neroazzurri arriva una sconfitta che sa di beffa per un primo tempo disputato in maniera pressochè perfetta, il quale fa da contraltare ad un secondo in cui gli uomini di Antonio Conte erano presenti solo fisicamente in campo.

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La rimonta subita ha portato alla luce quelli che sono i problemi dell’Inter, come più volte ribadito da Conte nelle conferenze stampa dell’ultimo mese. Un’Inter che nel secondo tempo ha mostrato notevoli carenze dal punto di vista della personalità, sciogliendosi come neve al sole dopo che Hakimi ha riaperto la partita con la zampata del 2 a 1. Se guardiamo infatti l’undici titolare nerazzurro di ieri sera, gli unici giocatori ad avere una certa esperienze europea erano Diego Godin e Romelu Lukau. Oltre a tutto ciò, da evidenziare anche come nella seconda frazione si sia palesata una certa stanchezza, dettata dal fatto che l’allenatore stesso ha potuto fare poco ricorso al turnover, nonostante si giocasse ogni tre giorni, a causa degli infortuni che hanno colpito la rosa nerazzurra e ad alcuni giocatori che fanno sì parte della rosa, ma non fanno parte del progetto. Ad esempio, spostando il focus sul centrocampo, nell’ultimo mese l’Inter ha potuto fare affidamento a tempo pieno solo su tre dei sei centrocampisti in rosa: Brozovic, Barella e Gagliardini. Questo ha causato molta stanchezza nei tre giocatori che di conseguenza non hanno potuto garantire un alto livello di prestazione in tutte le partite. Spostandoci nel reparto avanzato invece, notiamo come Lautaro Martinez e Lukaku si siano sobbarcati quasi interamente il peso dell’attacco, che dopo l’infortunio di Alexis Sanchez, oltre ai due già citati, poteva contare i soli  Politano ed il giovanissimo Esposito come sostituti.

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Alla luce di tutto questo viene spontaneo pensare che uno come Edin Dzeko, chiesto per tutta l’estate da Conte che lo voleva impiegare come vice Lukaku o come partner del belga, sarebbe tornato molto utile in una partita come quella di ieri sera. L’Inter ha una rosa con dei limiti, inutile negarlo. Antonio Conte fin dalle prime partite ha fatto chiaramente capire di puntare su 15/16 giocatori. E dopo gli infortuni in serie dei vari Sensi, Sanchez, D’Ambrosio e Vecino la squadra si è praticamente ritrovata a giocare 6 partite in 18 giorni con gli stessi effettivi. Gli effetti delle poche rotazioni si erano già fatte sentire nelle partite precedenti (Parma e Brescia su tutti), ma poi era tutto passato in secondo piano visto che non era maturata una sconfitta, come accaduto invece ieri sera. I problemi denunciati da Conte nell’intervista post partita (rosa corta, mancanza di esperienza) sono mancanze che a certi livelli fanno tutta la differenza del mondo. Molti hanno storto il naso di fronte alle dichiarazioni del tecnico salentino, ritenendo che “i panni sporchi vadano lavati in casa propria”. Ma si sa, Conte è un sanguigno e odia la sconfitta, per questo non riesce a fare buon viso a cattivo gioco di fronte alle telecamere. Sicuramente nei prossimi giorni ci saranno dei confronti tra allenatore e società per capire cosa l’Inter vorrà “fare da grande”. Il rischio è quello che allenatore e società siano discordi sui famosi step di crescita. Conte infatti è convinto che questa rosa, se rinforzata a gennaio con tre-quattro calciatori, se la possa giocare fino alla fine in campionato. Dall’altra parte la società glissa sull’argomento predicando calma e giudicando la rosa adatta ad affrontare gli impegni della stagione in corso.

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Come in tutte le situazioni, anche in questo caso la verità sta nel mezzo. La sensazione è che l’Inter a gennaio faccia uno o due colpi di mercato, probabilmente un centrocampista ed un vice Lukaku, per allargare la rosa dei potenziali titolari a 17/18 calciatori. Sarebbe bene poi cedere quei giocatori che non rientrano nel progetto o che non hanno convinto il tecnico come Borja Valero, Federico Dimarco e in parte Matteo Politano. Dall’altra parte però Antonio Conte dovrà metterci del suo per far sì che la squadra non abbia più questi pericolosi cali di tensione (vedasi anche Sassuolo) se non si vorranno lasciare altri punti preziosi per strada, tanto in Serie A come in Champions League.

Insomma, nonostante il buon avvio di stagione in campionato, manca ancora uno step di crescita dal quale l’Inter dovrà assolutamente passare per tornare grande davvero.

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