L’11 agosto scorso, ad Old Trafford, l’ex stella dei blues Frank Lampard ha fatto il suo esordio da allenatore del Chelsea. Una giornata per molti aspetti da ricordare, d’altronde entrare nel rettangolo di Manchester sponda rossa è il sogno di molti, ma per Lampard non era di certo la prima volta che metteva piede proprio al Teatro dei sogni. Dopo il fischio iniziale dell’arbitro, il Chelsea ha proposto un buon gioco per tutta la durata del primo tempo, nonostante il passivo di 1-0 all’intervallo a causa del rigore realizzato da Rashford. Rientrati in campo, gli uomini di Solskjær chiusero definitivamente i conti, infliggendo una batosta non del tutto meritata ai blues. 4-0 United e tutti a casa. Tre giorni dopo, ad Istanbul, il Chelsea ebbe già la possibilità di dimenticare la scoppola contro i Red Devils andando alla ricerca della Supercoppa UEFA. Altra buona prestazione, assolutamente oltre la sufficienza, ma non bastò per portare a Londra il titolo. Il Liverpool di Klopp riuscì a trionfare ai rigori grazie alla parata decisiva di Adrián, il “vice” di Alisson. Apprezzamenti dalla critica: molti; risultati: pochi. Con queste premesse iniziò il cammino dell’ex numero 8 sulla panchina del Chelsea.

L’estate 2019 del Chelsea è stata una delle più strane degli ultimi dieci anni e, paradossalmente, interessò più la stampa italiana che quella britannica. A causa del mercato bloccato in entrata, Granovskaia e compagnia si trovarono di fronte a dover costruire una squadra con i soli (seppur numerosissimi) rientri dai prestiti, oltre all’acquisto già finalizzato di Christian Pulišić dal Borussia Dortmund. Gli unici avvicendamenti possibili erano quelli in panchina, con Maurizio Sarri in uscita destinato alla Juventus e mille intrighi classici da calciomercato fatti di buone uscite e altri sofismi contrattuali. Con una squadra non eccellente, la partenza di Hazard e quelle meno dolorose di David Luiz e Bakayoko, il parterre di contendenti alla panchina non era di certo gremito e per questo, con una mossa molto acuta, la dirigenza puntò tutto su Frank Lampard. Dopo essersi liberato, non senza difficoltà, dal Derby County, Lampard approdò a Stamford Brigde con una rosa tutta da plasmare.

Per gli amanti dei videogiochi possiamo affermare che la rosa del Chelsea ad inizio stagione fosse quanto mai tagliata su misura per la classica modalità Carriera su FIFA. Giocatori giovani, qualche uomo di esperienza e un buon assortimento di ruoli. Lo “zoccolo duro” composto dal capitano Azpilicueta, Kanté, Pedro, Willian e Giroud, a fare da chiocce ai talenti come Abraham, Mount, Hudson-Odoi e lo stesso Pulišić. Ciò che nessuno si aspettava era l’esplosione così veloce dei giovani blues. Se lo statunitense ex Borussia si poteva già considerare una realtà, la coppia Mount-Abraham ha dimostrato in primis una maturità calcistica fuori dal comune e, in secondo luogo, un’intesa degna di un tandem d’attacco rodato e con anni di partite alle spalle. Ad oggi Tammy Abraham ha segnato 10 gol in Premier League, dietro solo a Jamie Vardy nella classifica marcatori, e ha sfornato 2 assist, in 12 partite disputate. Il classe 1997, dopo l’esperienza all’Aston Villa, è tornato alla casa base per restarci e per far innamorare i tifosi per la prima volta dopo l’addio di Didier Drogba. Questo esordio shock gli è già valso la convocazione in Nazionale dove dovrà però vedersela con Harry Kane. Dopo i 25 gol in 37 partite a Birmingham e i 10 in 12 a Londra le premesse per il futuro di Abraham sembrano molto buone. Le sue abilità da numero 9 elegante e non solo da classico “centro-boa” diventeranno la gioia dei tifosi a Stamford Bridge.

Stesso discorso per Mason Mount, il classe 1999 di Portsmouth, che dopo il prestito al Derby è tornato a Londra per riformare con Abraham la coppia dei settori giovanili. Trequartista moderno, che all’occorrenza può giocare anche da seconda punta o addirittura da mezz’ala sinistra, finora ha collezionato 4 gol e 2 assist. In questo momento Mount sembra il vero uomo in più dei blues, capace di creare gioco e impostare la manovra offensiva come pochi altri nella storia recente del Chelsea. Per molti aspetti ricorda proprio Frank Lampard che guarda caso se n’è innamorato.

In questo momento il Chelsea si trova al secondo posto in Premier con 26 punti, a pari merito con il Leicester (altra rivelazione del campionato), in attesa del risultato del Manchester City nel big match contro il Liverpool e con 5 vittorie nelle ultime 5. Anche in Champions League il cammino degli uomini di Lampard è ben indirizzato: la permanenza in Europa è pressoché certa, ma resta da definire in quale competizione visto che dopo quattro giornate ci sono tre squadre appaiate a quota 7: Ajax, Chelsea e Valencia. Come finirà la stagione non possiamo saperlo, ma di sicuro il Chelsea ha messo le basi per un futuro prossimo molto roseo e pieno di successi. Perché un anno di mercato bloccato non per forza è un male…

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