In attesa della fine della pausa nazionali gli occhi sono puntati tutti sull’Italia maggiore maschile, con la squadra di Mancini che ha già ottenuto il pass per euro 2020 nella precedente sosta. Il CT ha deciso di usare i due ultimi impegni ufficiali prima dell’Europeo, in Bosnia e contro l’Armenia, per provare nuovi uomini e nuove soluzioni per la competizione continentale. Direzione diversa per l’under 21 di Paolo Nicolato, l’altra Italia in cerca di punti qualificazione dopo il fallimento dell’ Europeo casalingo sotto la guida di Di Biagio, riparte da alcuni giovani che si erano fatti notare al mondiale Under 20, come il fiorentino Ranieri, calciatori già importanti in Serie A come Bastoni e Pinamonti, e da punti di riferimento come Manuel Locatelli e “gli inglesi” Moise Kean e Patrick Cutrone.

Kean fatica ancora nella nuova avventura all’Everton, ostacolato da comportamenti non sempre perfetti e frequenti ritardi che hanno costretto il club di Liverpool a mandarlo in tribuna nella sfida contro il Southampton. Stessa sorte per il compagno di reparto Patrick Cutrone, l’ex Milan quasi costretto a passare al Wolverhampton per una cifra tra i 18 e i 22 milioni, bonus compresi.

I noti problemi di fair play finanziario ( che avevano portato i Rossoneri a rinunciare all’attuale Europa League), la necessità impellente di vendere e le offerte ritenute non congrue da Maldini e Boban, per i sacrificabili Suso, Donnarumma e Kessie, stanno alla base della partenza di Cutrone, considerato dal club troppo simile a Piatek. L’arrivo dell’attaccante lombardo in prima squadra, cresciuto nelle giovanili del club che aveva sempre tifato, è stato fin da subito tema di grande supporto da parte dei tifosi rossoneri – nonostante gli scarsi risultati, 13 reti in due campionati di Serie A – che hanno visto l’addio del giovane talento come un colpo basso da parte della dirigenza milanista.

La voglia di non mollare mai, Patrick l’ha portata anche in Inghilterra, divenendo fin da subito un idolo del suo nuovo pubblico, come confermato recentemente dal capo scout degli Wolves. In questo primo scorcio di stagione l’ex centravanti del Milan, ha dovuto fare i conti con una concorrenza molto forte nel reparto offensivo composto dagli ex talenti della Lazio Pedro Neto e soprattutto Raùl Jiménez, autore di un’ottima stagione: solo una rete per Cutrone, peraltro ininfluente nella sconfitta in casa contro il Chelsea di Frank Lampard, frutto della scelta del club di fargli giocare solamente gli ultimi minuti di ogni match.

Wolverhampton che vuole puntare maggiormente su Patrick, convinta che presto l’ex rossonero possa dimostrare tutto il suo valore dando lustro al numero 10 stampato sulla maglietta che indossa. Il prodotto della primavera della squadra di via Aldo Rossi vuole riscattarsi caricando sulle proprie spalle il peso di Under 21 ancora acerba, dimostrando al Milan e ai suoi dirigenti che averlo lasciato partire a cuor leggero fidandosi ciecamente di Piatek e Leao si sia invece trattato di un enorme sbaglio. Se la situazione del Milan e di Cutrone non dovessero migliorare nei prossimi mesi, non è escluso un clamoroso dietrofront da parte di entrambi: come diceva sempre Galliani e come canta Venditti “certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”. Se sia il caso del Milan e di Cutrone è ancora incerto: la sicurezza di Patrick risiede nel talento e nella fame, la stessa che gli serve per conquistare l’Inghilterra e il cuore degli italiani.

 

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