Capita un giorno di trovarsi, si direbbe quasi per caso, in cima al Monte Olimpo, a festeggiare un trionfo inaspettato ma desiderato e sudato abbastanza da potersi considerare meritato, a scrutare il resto del mondo dall’alto verso il basso. Tuttavia capita anche, a distanza di un lasso di tempo neanche troppo ampio, di ritrovarsi a dover fare i conti con la paura di tornare ai piedi del Monte, a svestirsi dei panni del Campione e ricostruire tutto dal principio.

In sostanza questa è la situazione che hanno vissuto i Toronto Raptors dal momento della vittoria dell’anello a quello dell’addio di Kawhi Leonard, indubbiamente il protagonista della storica cavalcata della franchigia canadese verso la conquista del titolo. Con l’ufficialità dell’approdo di “The Klaw” ai Los Angeles Clippers la squadra di coach Nick Nurse, rimasta orfana della propria stella, ha visto avvicinarsi lo spettro di una clamorosa ricostruzione, in quanto pensare di poter difendere il trono senza il giocatore più importante sarebbe stato impensabile.

Invece, in estate, i Raptors hanno praticamente riconfermato l’intero roster, ad eccezione ovviamente di Leonard (e Danny Green, sbarcato ai Lakers), confidando nelle potenzialità dei propri pezzi pregiati quali Lowry, Gasol e Pascal Siakam. Proprio quest’ultimo, fresco vincitore del premio Most Improved Player 2019, ha deciso di indossare le vesti di trascinatore e si è assunto l’arduo compito di non far gravare esageratamente l’addio del numero 2.

Per il momento, l’ala camerunese sta ottemperando meravigliosamente al proprio compito: i 27.2 punti, 9.2 rimbalzi e 3.8 assist di media in questa stagione stanno aiutando Toronto a viaggiare con un record di 8-3 in regular season, un bel passo in avanti rispetto ai numeri dello scorso anno (16.9 – 6-9 – 3.1) che gli hanno comunque garantito la conquista del MIP. Un campionato iniziato decisamente in quarta per il classe 1994, che già all’opening night contro i Pelicans ha messo in luce le proprie intenzioni registrando numeri da capogiro (34 punti, 18 rimbalzi e 5 assist, con una stoppata per dessert). Da lì in avanti, Siakam ha lasciato il proprio marchio su praticamente tutti gli altri match giocati, indipendentmente dall’esito finale.

Nel momento in cui viene ultimato questo articolo, il nuovo volto della franchigia canadese è l’ottavo giocatore più prolifico della lega, ventiquattresimo per assist e quattordicesimo per efficiency, dietro proprio a Kawhi Leonard. Come se non bastasse poi, proprio pochi giorni fa è arrivata la nomina di miglior giocatore della settimana della Eastern Conference, dopo aver consegnato alla storia numeri “monstre” e soprattutto dopo aver concesso alla propria squadra di chiudere la settimana con 3 vittorie inanellate in altrettante apparizioni.

Ah, quasi dimenticavo: i Raptors, per investirlo di ulteriori responsabilità ed inserirlo ancora di più al centro del loro progetto, gli hanno regalato un’estensione contrattuale da 130 milioni di dollari in quattro anni, nel caso il prodotto di NMSU non avesse ancora compreso di essere ormai stato inquadrato come presente e, ancor di più, come futuro della franchigia. Mossa prevedibile, vista la sorprendente crescita del 43 durante la scorsa stagione e viste soprattutto le cifre messe nero su bianco dalle altre franchigie per blindare i propri giocatori chiave. Tout court, un vero e proprio affare per entrambe le parti.

Abilità atletiche invidiabili, un’etica del lavoro ed una dedizione altrettanto ammirabili , un supporting cast e più in generale un intero coaching staff che sta cercando di regalargli sempre più giocate e possessi sono senza dubbio ingredienti perfetti, da miscelare con cura, affinchè questo splendido giocatore possa trovare la consacrazione che non sembra neanche così distante. Dopotutto, i tifosi della Scotiabank Arena, così come coach Nurse, hanno ancora diversi buoni motivi per sorridere, senza pensare troppo a quel ragazzone con la 2 che di risate se ne intendeva (e forse ancora adesso intende) poco.

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