Se qualcuno pensava che, una volta deciso il campionato piloti e quello costruttori, la F1 avrebbe offerto poco divertimento negli ultimi due appuntamenti della stagione, ieri è stato smentito di grosso. La gara non ha raccontato molto nella prima parte se non l’inseguiento di Hamilton al poleman Verstappen in testa, con Vettel, Albon, Leclerc ed infine Bottas (dopo la sua seconda sosta) ad inseguire. Improvvisamente il motore del secondo pilota Mercedes cede al giro 54, causando l’uscita della safety car. Dei primi 6, Verstappen, Leclerc ed Albon vanno ai box, mentre gli altri decidono di rimanere fuori; alla ripartenza Verstappen sorpassa Lewis, ristabilendo la precedente classifica, e Albon supera Vettel. Ma ecco che avviene l’imprevedibile al giro 66: in curva 1 Leclerc passa con una manovra aggressiva Vettel, che cerca di restituire il favore nel rettilineo dopo curva 3. Il risultato è disastroso: Seb dopo aver affiancato Charles scarta leggermente verso sinistra e i due si toccano, distruggendo le gomme e ritirandosi. 0 punti per Ferrari e un grande polverone scatenato.

Seb non avrebbe dovuto scartare a sinistra o Charles avrebbe dovuto lasciare maggiore spazio al compagno? Tanti dubbi, ma di nuovo safety car: Albon passa secondo, Lewis va ai box e finisce terzo, con dietro Gasly e Sainz, partito ultimo e autore di una grandissima prestazione; si riparte con Hamilton alla caccia furiosa del secondo pilota Red Bull. È una caccia furiosa che però finisce male per entrambi i piloti: Lewis prova una staccata al limite, blocca l’anteriore destra e tocca la posteriore destra di Alex, che si gira e finisce nelle retrovie.

Ciò che succede è incredibile, poiché Pierre Gasly scavalca il pilota inglese posizionandosi secondo, con Sainz, Raikkonen e Giovinazzi rispettivamente quarto, quinto e sesto. Fino alla bandiera a scacchi non succede più nulla con una classifica provvisoria che recita: VERSTAPPENGASLY, HAMILTONSAINZ, RAIKKONEN, GIOVINAZZI, RICCIARDO, NORRIS, PEREZ, KVYAT (i primi 10). Gara terminata qui, sembrerebbe, ma ecco che arriva l’investigazione ad Hamilton, con una conseguente penalità di 5 secondi che lo catapulta al settimo posto, promuovendo Carlos Sainz ad un incredibile terzo posto, dopo essere partito dall’ultima casella in griglia a causa di un problema in qualifica; si tratta di una rimonta capolavoro, la più grande di sempre nel circuito di San Paolo. Scalano in avanti anche Raikkonen (quarto), Giovinazzi (quinto) e Ricciardo (sesto).

Straordinari in Alfa, con un bottino di 22 punti conquistati ed una strategia (finalmente) perfetta su entrambe le macchine.

Incredibile Daniel Ricciardo, che dopo un contatto con Magnussen nelle fasi iniziali di gara punito con una penalità di 5 secondi e dopo essere finito nelle retrovie, rimonta fino al sesto posto conquistando 8 preziosissimi punti. Bene anche Norris, Perez e Kvyat. Se dovessimo scegliere il “driver of the day”, faremmo davvero tanta fatica, in quanto, sopratutto negli ultimi 10 giri, i colpi di scena sono stati clamorosi. Ciò che sicuramente possiamo dire è che ieri sono finiti sull’appello degli imputati Hamilton ed entrambe le Ferrari. Vettel non aveva motivo di muoveri verso sinistra dopo il sorpasso, ma Charles avrebbe potuto essere meno aggressivo in curva 1 ed allargarsi maggiormente dopo essere stato affiancato da Seb. Lewis, infine, ieri non ha dimostrato la sua “saggezza” da 6 volte campione del mondo, cercando un sorpasso un po’ troppo azzardato su un ragazzo che avrebbe culminato la sua fantastica gara con il suo primo podio in F1.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here