Terzo appuntamento con la rubrica #icone che come da routine apre la settimana di Journalism Zoom. Dopo la storia del controverso Shaquille O’Neal, oggi torniamo a parlare di una donna. Un simbolo dentro e fuori i campi da tennis che ha fatto innamorare per il suo talento e per la straordinaria bellezza: Maria Sharapova.

Dalla Bielorussia alla Siberia

Maria nasce a Njagan’ in Siberia nell’aprile 1987, i suoi genitori entrambi bielorussi si trasferiscono in Russia dopo il disastro di Chernobyl che colpisce soprattutto la parte di Bielorussia adiacente all’Ucraina. In giovane età riceve gli elogi di una certa Martina Navrátilová, un po’ come se un giocatore dei pulcini di calcio sentisse apprezzamenti da Maradona. La famiglia non fatica ad arrivare a fine mese e, grazie anche alla fine della Guerra Fredda e il nuovo equilibrio internazionale, decide di mandare Maria negli Stati Uniti dove coltiva le sue fantastiche doti tennistiche e inizia a muovere i primi passi nel mondo della moda.

I successi e le rivali

Un metro e novanta, lineamenti che sembrano disegnati da un’artista, capelli biondi e sguardo glaciale: un buon punto di partenza per diventare una diva a tutto tondo. Nel 2004, due anni dopo il suo esordio nel circuito maggiore WTA, diventa la più giovane vincitrice di Wimbledon (dopo Hingis) all’età di 17 anni. A causa della folta concorrenza, in particolare delle sorelle Williams, Maria Sharapova non riesce ad ottenere quel filotto di vittorie che contraddistinguono i fuoriclasse assoluti. In quegli anni Wimbledon è quasi egemonizzato da Venus Williams, mentre sul “duro” si impongono principalmente le due belga Henin e Clijsters, oltre a Serena Williams. Anche in Francia la Sharapova stenta a prendere il volo, fermata ancora da Justin Henin che tra il 2003 ed il 2007 conquista quattro Suzanne Lenglen Trophy. Con tre titoli slam già nel palmarès, al Roland Garros interrompe il digiuno nel 2012 quando in finale batte la nostra Sara Errani in una delle ultime apparizioni degne di nota della coetanea bolognese. Due anni dopo riesce a bissare il successo con la vittoria ai danni dell’attuale numero 4 del ranking WTA Simona Halep. Il Roland Garros del 2014 è il suo ultimo trionfo in un torneo dello Slam. Da quella mitica giornata parigina la Sharapova conquista solo un’ulteriore finale al Melbourne Park dell’Australian Open dove però viene sconfitta da Serena Williams (terza finale slam su cinque persa contro la statunitense).

Intrighi da vera diva

Un’icona mediatica come lei non poteva non imbattersi in qualche scoop degna delle peggiori pagine di Novella 2000. Le numerose relazioni con sportivi hanno invaso social e non solo. La più chiacchierata è stata senza dubbio quella con il suo collega Grigor Dimitrov, bulgaro già vincitore delle ATP Finals nel 2017; ma non da meno quella con l’ex giocatore di Udine e dei Lakers Sasha Vujačić. Oltre a questi piccoli gossip, gli ultimi anni della russa sono stati al centro dell’attenzione in primis per la sua filantropia in particolare attorno ai temi del riscaldamento globale e degli aiuti alle aree colpite dal disastro di Chernobyl. Anche per questi motivi diventa ambasciatrice mondiale dell’ONU. E’ stata per molti anni in vetta alla classifica delle sportive più ricche al mondo, grazie ai guadagni derivanti dal tennis ma soprattutto dalla moda e dalla sua attività imprenditoriale. Nel 2016 il suo patrimonio stimato era attorno ai 300 milioni di dollari. Il punto più basso della sua vita si verifica nel marzo 2016 quando viene dichiarata positiva a sostanze dopanti che la portano a perdere buona parte degli sponsor milionari e molti riconoscimenti da enti internazionali. In quel periodo di lontananza dal tennis si iscrive ad Harvard per laurearsi in economia.

Maria Sharapova oggi

Scontata la pena per doping Maria è tornata a giocare a tennis ma con scarsi risultati. Da molte settimane si vocifera di un addio alle competizioni che resta abbastanza probabile, magari dopo i Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Nel frattempo, si gode la vita con il suo nuovo fidanzato, il milionario Alexander Gilkes, amico intimo dei principi William e Harry. Come finirà la sua carriera non lo sa nessuno, ma di sicuro un’icona così mediatica nel mondo del tennis femminile non si rivedrà per molti anni.

Journalism Zoom vi aspetta lunedì prossimo con una nuova storia dalla nostra rubrica #icone.

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