L’attesa è finita! Ciò che si vociferava da giorni nel paddock del motomondiale, ora è diventato ufficiale. Alex Marquez ha firmato il suo primo contratto in MotoGP e lo ha siglato con la squadra più vincente degli ultimi anni: lo spagnolo infatti correrà al fianco del fratello Marc nel box Hrc, in sella alla moto del team ufficiale Repsol Honda. Una notizia che pone fine così a tutti gli intrecci di mercato che hanno per un attimo visto anche i nomi di Johann Zarco e Cal Crutchlow come papabili sostituti dell’uscente Jorge Lorenzo, ma che poi hanno definitivamente lasciato spazio al neo-campione del mondo di Moto2. Ma per il fratellino piccolo di casa Marquez sarà davvero una buona opportunità quella di correre con affianco una presenza così ingombrante come quella del Cabroncito?

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Se analizziamo l’andamento dei compagni di squadra del numero 93 in casa Honda, l’auspicio per Alex non è certo dei migliori: Pedrosa prima e Lorenzo in ultima istanza hanno subìto non poco la furia agonistica di Marc Marquez a tal punto da spingerli al ritiro prematuro dalle corse. Chiaramente la colpa, se così la possiamo definire, non la si può attribuire al talento ed alla bravura del pluri-campione iridato di MotoGP, ma certo è che Honda negli ultimi anni, avendo sviluppato una moto improntata sulle indicazioni esclusive del campione di Cervera, ha fatto sì che gli altri piloti della casa giapponese non trovassero il feeling necessario per competere ad alti livelli. L’epilogo delle carriere di due dei “Fantastici 4” del 2008 ne sono la dimostrazione più lampante, con una sottomissione psicologica in primis ed una conseguente mancanza di risultati che hanno portato sia “Camomillo” nel 2018 che “Por-fuera” lo scorso weekend ad annunciare la fine della loro attività agonistica.

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Alex dal canto suo vanta una carriera di tutto rispetto, seppur meno titolata rispetto ai due mostri sacri che l’hanno preceduto: per lui due titoli iridati, uno conquistato in Moto3 nel 2014 ed uno in Moto2 nella stagione appena conclusa. A proprio favore avrà certamente l’aiuto di un compagno di squadra che, essendo affettivamente molto legato a lui, non esiterà a consigliarlo ed aiutarlo a comprendere una moto che non sembra essere la più semplice del lotto. Di contro però avrà tutta la pressione e le attenzioni che il mondo riverserà su di lui, con conseguenti paragoni impietosi con Marc stesso e delle probabili bastonate che sarà costretto sportivamente a subire. Una situazione non semplice da gestire anche e soprattutto dal punto di vista psicologico, con i mass media che saranno curiosi di assistere, se vi sarà, ad una nuova era motociclistica comandata da una famiglia anziché da un pilota.

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In tutto questo caos mediatico e poco sportivo una cosa fa storcere il naso a molti appassionati, ovvero l’ostinata volontà di Marc Marquez di portare nella propria squadra il fratello, ad ogni costo. La voglia di un Marc irrispettoso di tutto e di tutti che vuole dettare legge in ogni situazione sia che essa sia in pista, sia che si tratti di mercato, come in questo caso. Il lato oscuro di questo pilota ha purtroppo distrutto il bello del motociclismo: la lealtà, il rispetto reciproco e la passione sono sempre più venuti a mancare, a discapito della scaltrezza, della scorrettezza e dell’incoerenza. Dal 2015 in poi si è potuto assistere amaramente ad un’escalation di comportamenti scorretti ed irriguardosi sia nei confronti dei commissari e giudici di pista, ma ancor più contro i propri avversari: dallo scandalo del mondiale 2015 culminato con il fattaccio di Sepang, allo spegnimento del motore in Argentina con relativa guida contromano. Ora siamo andati persino oltre, con la volontà dello spagnolo di avere potere decisionale nella scelta del proprio compagno di squadra, cosa inimmaginabile fino a pochi mesi fa, specie in casa Honda.

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Ma si sa, a Marc Marquez tutto è concesso, sia da parte di Dorna che ovviamente da parte dei giapponesi. Così però si sta progredendo verso la rovina di uno sport che fino a qualche anno fa era spettacolare e pieno di valori e che ora perde gradualmente interesse. Prima o poi però tutti i nodi verranno al pettine e lì vedremo come se la sapranno cavare i diretti interessati. Nel frattempo ci limitiamo ad attendere un 2020 che si preannuncia caldo e pieno di sorprese. Non ci resta che seguire lo svolgimento dei test invernali di Valencia, primo vero appuntamento della nuova stagione.

Ricordando che “I panni sporchi si lavano in famiglia” e c’è chi non vuole perdere tempo!!

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