Il momento che tutti gli appassionati di snooker aspettavano è finalmente arrivato. Quando le temperature cominciano ad abbassarsi significa che i campioni del circuito stanno scaldando i motori per i tornei “che contano”. Martedì 26, al Barbican Centre di York inizia il primo dei tre slam della Triplice Corona: lo UK Championship.

Il Campionato del Regno Unito, generalmente tradotto per comodità lessicale, è da sempre un momento dove si vede chi ha quella marcia in più per stare al top della classifica mondiale. Giusto per capire l’importanza del titolo basta riflettere sul fatto che dal 2010 ad oggi è stato sempre vinto da giocatori che in carriera sono poi diventati campioni del mondo. Allargando il lasso temporale, nel terzo millennio solo in quattro edizioni hanno trionfato “altri”: Stevens nel 2003, Maguire nel 2004 e, per due volte il grande Ding, 2005 e 2009. Inoltre, va precisato che è più sorprendente il fatto che il cinese non abbia mai vinto un mondiale rispetto alla duplice vittoria nello UK Championship, vista la caratura del nativo di Yixing.

UK Championship

I record e i favoriti

In testa alla classifica delle di vittorie troviamo The Rocket Ronnie O’Sullivan a quota 7. Il divo dello snooker è campione in carica, in back-to-back, dopo i trionfi ai danni prima di Murphy nel 2017 e poi di Allen nel 2018. Anche in questa edizione O’Sullivan parte da favorito, ma la concorrenza sembra essere più agguerrita.

Innanzitutto, ci sono i suoi due “gemelli”, Higgins e Williams, che dovranno inevitabilmente cercare un’ottima prestazione per riprendere la rincorsa all’inglese. Nella classifica delle vittorie nei tornei Triple Crown The Rocket guida a quota 19, Higgins insegue a 9 e Williams a 7. Considerata l’età dei tre fenomeni sembra impossibile un netto recupero, e anche le posizioni di mezzo occupate da ex giocatori non sono vicine. Gli altri tre favoriti dei bookmakers sono Judd Trump, Mark Selby e Neil Robertson. Il primo, campione del mondo in carica, sta vivendo un ottimo momento di forma e viene dalla vittoria nel Northern Ireland Trophy proprio contro O’Sullivan.

E’ il numero uno del ranking quindi non può esimersi da un ruolo da protagonista. Discorso diverso per The Jester from Leicester che non sta di certo passando il miglior momento della carriera, ma per un tre volte iridato l’atmosfera del Barbican Centre potrebbe risollevare un momento buio. La vera mina vagante potrebbe essere invece l’australiano Robertson che in questo mese ha portato a casa il ricco bottino del Champion of Champions, vincendo in finale contro Trump. The Thunder from Down Under potrebbe eguagliare John Higgins a quota 3, diventando il quinto più vincente di sempre in questo torneo.

Le finali storiche

Negli ultimi anni abbiamo assistito a due finali degne delle migliori rivalità degli anni ’80. La più recente è quella del 2014 tra O’Sullivan e Trump. In quell’occasione Ronnie arrivò in una forma eccellente con il quinto titolo iridato conquistato l’anno prima. Durante la sessione conclusiva, The Rocket si trovò in vantaggio 9-4 (finale al meglio dei 19 frames, vince chi arriva a 10) ma Trump riuscì ad inanellare quattro partite di fila, con serie da capogiro, un 127 ed un 120. Come nei migliori thriller la partità finì al decider dove la spuntò O’Sullivan per 10 a 9, il più esperto dei due, che si portò a casa il suo quinto (di sette) UK Championship.

L’altra finale entrata nella storia dello snooker è quella di Telford nel 2010 tra i due “gemelli” John Higgins e Mark Williams. Quella partita a mio avviso fu una delle più incredibili del terzo millennio. In quegli anni Higgins era al top della forma, mentre il gallese Williams era finito in una zona grigia del ranking (nonostante la quinta posizione pre torneo), senza riuscire ad esprimere il suo talento unico. Ciò nonostante Williams riuscì a proporre un gioco incredibile che lo portò fino al 9 a 5, in una partita che sembrava davvero indirizzata. Tuttavia, Higgins, storicamente uomo da rimonte per eccellenza, piazzò una serie di frames per forzare il decider. Lo snooker poi insegna che nel frame decisivo vince chi ha i nervi più saldi. Il sangue gelido di Higgins contro l’estro e l’impulsività di Williams. Risultato: 10 a 9 per Higgins e rimonta completata.

Forse la sconfitta più amara della carriera del tre volte campione del mondo. Eppure, chi quel 12 dicembre 2010 stava guardando il match sapeva già dal frame del temporaneo 9 a 6 che alla fine quel titolo l’avrebbe vinto The Wizard of Wishaw.

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