“Andrò in una squadra che deve vincere di nuovo, che deve rinnovare la propria storia, che è in cerca di una sfida contro tutti. Solo così riuscirò a trovare gli stimoli necessari per sorprendervi ancora. Come calciatore non si tratta solo di scegliere una squadra, ci sono altri fattori che devono quadrare. Anche negli interessi della mia famiglia… Ci vediamo presto in Italia”.

Questo il messaggio lanciato sulle pagine di GQ Italia da Zlatan Ibrahimović, il cui ritorno in Italia dopo l’esperienza oltreoceano sembra sempre più vicino. Difficile però, con uno come lo svedese che da mesi si diverte a lanciare criptici annunci, capire quale sarà davvero la squadra scelta. Abbiamo allora provato, divertendoci a nostra volta, a ipotizzare alcuni scenari:

Non è un paese per vecchi: Milan

La soluzione che appare più ovvia è, talvolta, anche quella più corretta. Maldini e Boban, con un abile stratagemma, modificano nel contratto la data di nascita dello svedese, riuscendo in questo modo a vincere le comprensibili resistenze di Gazidis. Ibra torna così in maglia rossonera,  maglia con cui ha vinto lo Scudetto nella stagione 2010-2011 e la classifica marcatori in quella successiva. L’impatto è devastante: le due stagioni trascorse in MLS non sembrano aver arrugginito il vecchio leone, che trascina Suso e compagni verso un clamoroso quarto posto finale. Il Milan torna quindi in Champions dopo cinque stagioni. Gazidis, scoperto da tempo l’inganno perpetrato ai suoi danni ma ebbro di gioia per le decine di milioni in arrivo, concede l’indulgenza plenaria a Paolino e Zvone. Piatek, che ha trascorso gli ultimi mesi in panchina a interrogarsi sul senso della vita, sceglie di tornare a Genova.

A modo mio avrei bisogno di carezze anch’io: Bologna

Se si parla di Storia, impossibile non considerare il Bologna Football Club e i suoi sette Scudetti. Ibra sa bene che il capoluogo emiliano ha saputo accogliere, coccolare e rigenerare – sebbene nel suo caso non vi sia naturalmente questo bisogno – campioni non più giovanissimi come Signori, Baggio e Palacio, capaci di trovare sotto le Due Torri una seconda giovinezza. L’amicizia con Mihajlović, uno dei pochi al mondo che provi uno speciale piacere nel litigare con lo svedese, fa il resto. Ibrahimović sceglie Bologna e, in coppia con l’altro diversamente ragazzo Palacio, conduce i rossoblu a un sontuoso sesto posto finale, che significa ritorno in Europa per i felsinei dopo ben sedici anni. Mattia Destro, che grazie agli assist di Zlatan mette a segno 15 gol, finisce al City di Guardiola per 58 milioni di euro. La statua del campione svedese, che a Malmö non se la passa bene dopo gli investimenti dello stesso Ibrahimović nel club rivale dell’Hammarby, trova la giusta collocazione in Piazza Maggiore.

Ma quale Gomorra: Napoli

Ibrahimović viene presentato, davanti a un San Paolo finalmente entusiasta, in un bel pomeriggio di inizio gennaio. Più che un nuovo Maradona, Napoli ha finalmente trovato un protagonista più tatuato di Lavezzi. La squadra, però, non riesce a scuotersi. Edoardo De Laurentiis si presenta nuovamente negli spogliatoi, a muso duro, chiedendo chiarimenti e minacciando l’ennesimo ritiro della stagione. Questa volta Allan trova un facile alleato nello svedese: il figlio del Presidente viene rapito dai due e tenuto in una località segreta per una settimana, fino al provvidenziale intervento di Ancelotti. Passata la tempesta, gli azzurri tornano a macinare gioco e risalgono la china fino al terzo posto finale in campionato. Ibra ottiene il prolungamento del contratto per un anno, con immancabile ritocco all’ingaggio. De Laurentiis Jr. acquista un biglietto di sola andata per la Polinesia e fa perdere le sue tracce.

Vendicare Sulley Muntari: Inter

Nonostante le smentite di facciata, i nerazzurri avvertono distintamente un inebriante profumo di Scudetto. La coppia Lautaro-Lukaku produce meraviglie, ma è chiaro che i due abbiano bisogno di un sostituto all’altezza, quando rifiatare diventa imprescindibile. Il carisma di Conte, il cui ego è uno dei pochissimi al mondo confrontabili con quello dello svedese, convince Zlatan ad accettare un ruolo che prevede un impiego limitato, spesso entrando a gara in corso. Il pareggio 1-1 allo Stadium – con un evidente gol fantasma negato all’Inter e la goal line technology misteriosamente fuori uso – non ferma la corsa dei nerazzurri.
Che anche grazie alle prodezze di Ibra, riescono a strappare l’agognato scettro alla Vecchia Signora. Lo svedese può finalmente ritirarsi, non prima di aver imposto al Presidente Zhang la collocazione di una statua con le sue sembianze all’ingresso della Pinetina.

Nostalgia per l’Aeroplanino: Fiorentina

Il tweet dal profilo ufficiale della società viola si rivela ben più di una riuscita boutade. Rocco Commisso regala a Firenze un altro straordinario campione dopo Frank Ribery. Zlatan e il francese si trovano a meraviglia: la Fiorentina inanella dieci vittorie consecutive, e gli assist dello svedese fanno persino tornare il sorriso a Federico Chiesa. L’entusiasmo è tale che Montella, in fin dei conti solamente un classe ’74, rimette gli scarpini ai piedi e scende in campo a fianco dei due fenomeni: proprio l’Aeroplanino realizza il gol che, all’ultima giornata, regala ai viola il ritorno in Champions. Nella stagione successiva, con Montella che non vuole saperne di tornare in panchina, Commisso opta per un’ulteriore ventata di freschezza affidando la squadra a Giovanni Trapattoni.

Ibrahimović

CCISS viaggiare informati: Genoa

Il video dello scorso ottobre, con cui Ibrahimović annunciava il suo approdo al Grifone, era assolutamente reale. Lo svedese sbarca a Genova, ormai di fatto raggiungibile solo via mare, e aiuta i rossoblu di Thiago Motta ad allontanarsi dalla zona rossa. Ibra realizza 18 reti tra gennaio e maggio: i tifosi della Gradinata Nord, abituati negli anni a Ishizaki, Granqvist e Hiljemark, scoprono che anche in Svezia possono nascere calciatori di alto livello.
L’avventura in rossoblu procede a gonfie vele ma il traffico ligure, funestato da crolli e chiusure delle arterie autostradali, innervosisce oltremodo il trentottenne campione. Zlatan, che come il suo parente più prossimo vede e provvede, prende in mano la situazione e commissiona così un nuovo stadio. Nella stagione successiva, suo malgrado, il Genoa gioca alla Ibrahimović Arena di Alessandria.

Rombo di Ibra: Cagliari

Sulle ali dell’entusiasmo per il clamoroso quarto posto in classifica, il Presidente Giulini ingaggia lo svedese, provocando vibrazioni positive che sull’Isola non si avvertivano dai tempi di Rombo di Tuono. La convivenza tra Ibrahimović e Nainggolan, potenzialmente esplosiva, si rivela invece pacifica e altrettanto proficua. Almeno fino a quando il ninja non si rifiuta di usare il Voi per rivolgersi a Ibra: ricucito lo strappo grazie alla fondamentale azione diplomatica proprio di Gigi Riva, i due costruiscono un forte rapporto di amicizia. Talmente forte che decidono di celebrarlo con un tatuaggio gemello: l’operazione richiede dieci sedute, nove delle quali dedicate a individuare un lembo di pelle ancora intonso. I rossoblu, trascinati dal duo, confermano il quarto posto fino a maggio. L’euforia collettiva è tale che a Zlatan viene offerta la poltrona dal Sindaco di Cagliari: lo svedese, presa infine coscienza di come il tempo passi per tutti, abbraccia con sorprendente entusiasmo la carriera politica.

Lo que tu sientes se llama obsesión: Juventus

L’ossessione per la Champions League che accomuna Ibrahimović e i bianconeri, spinge Maurizio Sarri ad accettare con l’arrivo dello svedese una seconda personalità piuttosto ingombrante nello spogliatoio. Ma i fuoriclasse, è cosa nota, parlano in campo una lingua ignota ai comuni mortali. Pur rifuggendo il benché minimo impegno in fase difensiva, fatto che riduce notevolmente la vita dei mozziconi di Sarri, Ibra e Cristiano insieme sono semplicemente devastanti: la Juventus mette facilmente in bacheca il nono scudetto consecutivo, raggiungendo al contempo la Finale di Istanbul. Ancora una volta, però, la maledizione si palesa e a sollevare la Coppa dalle grandi orecchie è nuovamente il Liverpool di Klopp.
Zlatan lascia così Torino e i bianconeri, immancabilmente, l’anno seguente conquistano senza patemi l’agognata Champions.
Sarri, che nel frattempo si è visto assegnare una Laurea e due Dottorati in Psicologia e Gestione delle Risorse Umane, smette di fumare.

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