Il bilancio di quella che è stata definita dal presidente Petrucci la nazionale più forte di tutti i tempi  rischia di essere molto sotto le aspettative: zero medaglie europee, una sola qualificazione ai mondiali e per ora zero alle olimpiadi. Pur senza un grande risultato, il mondiale cinese ha dato alla nazionale di basket la possibilità di qualificarsi ai Giochi attraverso il preolimpico di Belgrado. Tokyo 2020 sarà probabilmente l’ultimo grande appuntamento per questa generazione, con Belinelli, Datome e Gallinari tutti già oltre i 30 anni e altri che hanno abbandonato (come Hackett) o si sono ritirati (come Bargnani). La qualificazione (che manca da Atene) non è però affatto scontata. Benvenuti nella nuova rubrica #Dunkinthefuture!

#dunkinthefuture

Se dovesse andare male e i big ritirarsi, come sarà il futuro della nazionale? I motivi per non disperarsi ci sono tutti. Partiamo oggi da chi di questa squadra, ha la possibilità di fare un altro ciclo (mondiali ’23 e Giochi ’24). 

I leader

 

Alessandro Gentile (1992)

#dunkinthefuture

Il figlio di Nando tra aspettative elevate e un carattere non semplice ha alternato alti e bassi. La voglia di assumersi responsabilità, invece, non è mai mancata.  Sa attaccare sia in area, di potenza, che col tiro da fuori (in questo inizio di stagione è tornato ad avere ottime percentuali) ed è anche un buon passatore. Riuscisse a migliorare anche nei liberi sarebbe il perfetto go-to guy nei momenti topici delle partite importanti. Con minori pressioni e l’assenza di giocatori altrettanto ingombranti ha le caratteristiche per diventare il leader della prossima nazionale. Se si riuscirà a dare continuità nei risultati e qualificarsi, arriverebbe al prossimo mondiale a 31 anni, nel pieno della maturità, e le condizioni potrebbero essere perfette per togliersi soddisfazioni (e qualche sassolino dalla scarpa).

 

Niccolò Melli (1991)

#dunkinthefuture

Giocatore meno pubblicizzato di altri, ma solido, con ottimi fondamentali e apporto nelle due metà del campo, come dimostrato nelle annate a Bamberg e Fenerbahce. Proprio con i turchi di coach Obradovic ha dimostrato di essere determinante in campo europeo, risultando sempre tra i migliori nelle due final four giocate. La sua assenza ha pesato tantissimo nella spedizione cinese e Nick sarà ancora più importante dopo l’addio degli altri big. Inoltre potrebbe combinarsi perfettamente con Gentile, in una sorta di yin e yang.

L’unico dubbio può essere la sua carriera NBA. Approdato quest’anno ai Pelicans, se, come ci si augura, la sua avventura dovesse continuare, potrebbe dover saltare qualche appuntamento, come capitato a moltissimi altri. D’altra parte però gli USA potrebbero consegnarci un giocatore ancor di più in grado di guidare la Nazionale. L’esperienza NBA sarà sicuramente formativa e Melli la sta sfruttando al massimo, ritagliandosi spazio e riuscendo a far valere le sue qualità in un contesto più fisico e competitivo.

 

Chi può ritagliarsi un ruolo importante

Oltre ai due futuri leader, ci sono altri 3/4 giocatori che possono ambire a ruoli di maggior spessore e che saranno nel pieno della maturità alla fine del prossimo quadriennio, ma che dovranno vedersela con i giovani rampanti del nostro basket.

 

Awudu Abass (1993)

#dunkinthefuture

Con la nazionale ha già vinto un Europeo U20 nel 2013 assieme a Tonut e Della Valle. Ora finalmente trovando spazio e continuità a Brescia dopo i due anni a Milano. Sa difendere, tirare da 3 e può avere un ottimo impatto fisico sulla partita con il suo atletismo. Dei tre è quello che ai mondiali ha giocato di più proprio per il suo impatto in entrambe le fasi di gioco. Ha già fatto vedere cose buone in nazionale, ma nel prossimo ciclo avrà molto più spazio e dovrà vederlo protagonista.

 

Amedeo Della Valle (1993)

#dunkinthefuture

Nel 2013 fu addirittura MVP dell’europeo vinto. Dopo due anni alla Findlay Prep, high school d’eccellenza per il basket in America (chiusa quest’anno), passa a Ohio State. Due partecipazioni al torneo NCAA e poi il ritorno in Italia a Reggio Emilia e poi Milano. Tiratore mortifero dall’arco, nelle qualificazioni agli scorsi mondiali è andato ben 5 volte oltre i 20 punti. Con l’arrivo di coach Messina sembra aver fatto passi in avanti in difesa e soprattutto nel ball-handling, suo vero tallone d’achille. Troverà anche lui più spazio, ma dovrà essere bravo a confermarsi sui livelli di quest’anno anche in nazionale.

 

Stefano Tonut (1993)

Anche lui figlio d’arte e anche lui protagonista dell’under 20 campione del 2013. Con la Reyer ha vinto 2 scudetti e una Europe Cup. Esplosivo, ottimo realizzatore, sa mettere pressione sul portatore di palla. Costante negativa della sua carriera gli infortuni, l’ultimo dei quali gli ha tolto la possibilità di prendere parte ai mondiali. Dei ragazzi del ’93 fino ad ora è quello che ha avuto meno spazio in nazionale, ma gode di una buona considerazione e avrà sicuramente la possibilità di giocarsi le sue carte.

 

Achille Polonara (1991)

I lunghi in Italia scarseggiano, Polonara dopo anni di buoni campionati in Italia può fare un ulteriore salto di qualità al Baskonia. I minuti in tornei più competitivi come il campionato spagnolo e l’Eurolega non possono che fargli bene. Un veterano che dia solidità sotto le plance sarà fondamentale e lui sa anche allargare il campo, cosa fondamentale nel basket moderno. In una nazionale potenzialmente piccola, sicuramente non dovrà essere trascurato.

 

Giampaolo Ricci (1991)

Passato alla Virtus Bologna in estate, grazie ad un QI cestistico fuori dal comune ed a una buona efficenza offensiva, è diventato un po’ a sorpresa un punto fermo della squadra che fin qui ha dominato il campionato. Lungo più tecnico che fisico, abbina ad un buon tiro dall’arco qualità difensive e doti a rimbalzo non comuni. Fu l’ultimo taglio della spedizione cinese ma, a 29 anni e con l’auspicabile crescita che la vicinanza di fuoriclasse come Teodosic e Markovic, potrebbe essere uno dei pilastri a sorpresa.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here